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Genova. "Messa alla prova", come riparare senza il carcere PDF Stampa
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Il Secolo XIX, 13 novembre 2019


Il Tribunale di Genova ha sottoscritto l'Accordo di rete per l'istituto di messa alla prova "come espressione di educazione alla legalità e di responsabilità verso la comunità", aprendo due sportelli di informazione ai cittadini (uno al Tribunale di Genova, l'altro al l'ex tribunale di Chiavari).

Possono accedere alla misura, sotto determinate condizioni i soggetti imputati per i reati puniti conia sola pena pecuniaria o con la pena edittale detentiva non superiore nel massimo a quattro anni, sola, congiunta o alternativa alla pena pecuniaria, nonché per i delitti indicati dal comma 2 dell'articolo 550 del Codice di procedura penale.

Sospeso il procedimento, l'imputato viene affidato all'ufficio di esecuzione penale esterna (Uepe). Le attività prevedono il lavoro per pubblica utilità, il risarcimento e la mediazione con la vittima.

 
Bolzano. Nuovo carcere, 3 anni di ritardi. La rabbia di Kompatscher PDF Stampa
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di Francesca Gonzato


Alto Adige, 13 novembre 2019

 

Il presidente della Provincia: "Le verifiche giuridiche ci dicono che non possiamo uscire dagli accordi con Condotte" E ancora "la vecchia struttura è in condizioni inaccettabili per il personale e i detenuti, ma abbiamo le mani legate".

Il cantiere del nuovo carcere non è nemmeno all'orizzonte. Una situazione di stallo, legata alla crisi della società Condotte, diventata insopportabile. "Siamo in ritardo di tre anni. È inaccettabile, quando conosciamo le condizioni in cui si trova il carcere di via Dante. Dobbiamo pensare a chi vi lavora, ai detenuti e ai volontari", è lo sfogo del presidente Arno Kompatscher, che racconta, "avevo pensato di invitare il ministro della Giustizia Bonafede per fargli visitare il carcere, ma purtroppo neppure il ministro potrebbe fare qualcosa. L'avvio del cantiere del nuovo carcere in zona Agruzzo di San Giacomo è una vicenda giuridico-amministrativa". E come Provincia, aggiunge Kompatscher, "abbiamo le mani legate".

Condotte ha vinto la gara per il Ppp (partenariato pubblico-privato) con un progetto da 170 milioni di euro che riguarda sia la costruzione che la gestione del carcere per 18 anni. Nel frattempo il colosso edilizio è finito in regime di amministrazione straordinaria, complicando tutti i propri progetti, tra cui i due bolzanini, il nuovo carcere e il polo bibliotecario. Condotte è ancora in pista, nonostante le difficoltà. La Provincia ha verificato la possibilità di uscire dagli impegni con Condotte, facendo subentrare le società arrivate seconde nelle gare. "Gli approfondimenti giuridici sembrano escludere questa via. Ad ogni scadenza, Condotte ha presentato la minima documentazione necessaria per restare in campo. E i mesi si accumulano", spiega Kompatscher, che non fa più previsioni sui tempi del cantiere, che era stato annunciato nel 2019.

Non c'è ancora la firma definitiva sul contratto. La Provincia ha effettuato da tempo la gara per il soggetto incaricato di verificare la congruità del progetto di Ppp. "Siamo in attesa dei risultati", informa Eros Magnago, segretario generale della Provincia. L'iter prevede, tra l'altro, la verifica dei requisiti di Condotte, poi verrà firmato il contratto e partirà la progettazione esecutiva.

"Alla firma del contratto Condotte dovrà versare le fideiussioni calcolate sull'importo dell'appalto", ha anticipato Paolo Montagner, capo dipartimento dell'assessore Massimo Bessone. Con il contratto firmato e il progetto esecutivo approvato, potrà iniziare il cantiere. Con l'eccezione di ciò che riguarda la sicurezza e la custodia, Condotte si farà carico dei servizi interni, dalle pulizie alla mensa, manutenzioni e riscaldamento.

A sua volta la Provincia deve ancora trovare una intesa finanziaria con i ministeri. "Se la Provincia dovrà finanziare costi come le manutenzioni, allora quelle cifre andranno scomputate all'interno del nostro accordo finanziario con lo Stato", anticipa Magnago.

 
Ancona. Polo professionale a Barcaglione, corso aiuto cuoco PDF Stampa
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ansa.it, 13 novembre 2019


Protocollo con Regione e Garante, formazione per 16 e 3 uditori. Un corso qualificante come aiuto cuoco inaugura il Polo professionale del penitenziario di Ancona-Barcaglione, primo esempio strutturato nelle Marche con lo scopo di facilitare il reinserimento dei detenuti nella società. Presto verrà attivato anche un corso di meccanica.

È già partita l'attività, finanziata con 72.900 euro del Fondo sociale europeo, per 16 ospiti del carcere (ci sono anche tre uditori) da formare come aiuto cuoco, figura che supporta lo chef nelle varie fasi di preparazione dei piatti: 600 ore di didattica - sei ore al giorno per quattro giorni ogni settimana - forniranno una qualifica spendibile all'esterno.

L'iniziativa ha visto impegnati il Garante dei diritti, Andrea Nobili, la Regione, il provveditorato dell'amministrazione penitenziaria E-R e Marche per istituire il polo professionale e per avviare i corsi. Non è un'attività "spot", ha rimarcato Manuela Ceresani, la direttrice del penitenziario, ma una formazione che avrà "continuità" grazie alla "sinergia tra le istituzioni". Il progetto è stato presentato all'interno del penitenziario dai protagonisti dell'iniziativa, alla presenza dei detenuti che frequenteranno in corso, pronti con cappelli e divise da cuoco.

A Barcaglione, carcere con custodia attenuata, sono detenute persone che scontano pena definitiva inferiore a otto anni. Nel tempo i vari corsi coinvolgeranno via via i detenuti presenti nella struttura, prevedendo anche stage interni ed esterni: il primo, ha detto Nobili, non riguarda per caso la cucina, eccellenza nelle Marche, che offre "opportunità vere di lavoro".

"È il primo esempio di avvio di un polo formativo professionale in un penitenziario regionale" ha ricordato e vuole dare un "messaggio controcorrente. Siamo convinti che la pena abbia finalità rieducativa, chi ha commesso un errore deve avere opportunità di riscattarsi nella società". L'assessore al Lavoro Loretta Bravi, ha spiegato il dirigente del settore Formazione, ha creduto nel progetto: la Regione mette risorse Fse e docenti nell'ambito di un investimento programmato che riguarda la filiera agroalimentare. Da anni a Barcaglione è attiva una fattoria alimentare, ora si potrà coniugare con cucina di prodotti a km zero.

 
Sassari. Corsi e diplomi ai detenuti per una seconda possibilità PDF Stampa
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sassarioggi.it, 13 novembre 2019


Il progetto di formazione e riscatto sociale "Liberi nello sport", organizzato dal Csen Sardegna, in collaborazione con le direzioni tre degli istituti di pena isolani, taglia il traguardo. Dopo sette mesi di lezioni teoriche e pratiche i trenta detenuti delle carceri di Sassari, Nuoro e Cagliari, coinvolti nel programma, stringeranno fra le mani i loro diplomi di Istruttore di body building e fitness, e le abilitazioni al primo soccorso con l'uso di defibrillatore semiautomatico, conseguite grazie al corso Blsd.

La consegna degli attestati si svolgerà il 4 dicembre nel penitenziario di Sassari, il 5 in quello di Nuoro e il 6 dicembre in quello di Cagliari. Mercoledì 4 dicembre, alla cerimonia che si svolgerà alle ore 10 nel carcere di Bancali, alla presenza della direttrice della struttura, Elisa Milanesi, del comandante della Polizia penitenziaria, dei presidenti nazionale e regionale del Csen, Francesco Proietti e Francesco Corgiolu, sono invitati i giornalisti, ai quali sarà illustrata l'attività svolta nel corso del programma di formazione.

I corsi sono stati suddivisi in quattro moduli formativi per un totale di 56 ore più 4 di esame finale, per far acquisire ai detenuti che hanno aderito al progetto la capacità di progettare un programma di allenamento che integri le fasi di riscaldamento con le fasi di fitness cardiovascolare e/o di dimagrimento con delle attività isotoniche, fino ad arrivare alle fasi di defaticamento, che spesso includono anche lo stretching. Per favorire il processo di insegnamento e apprendimento si è scelto di utilizzare metodologie didattiche attive, comprendenti lezioni frontali, discussioni, dimostrazioni, esercitazioni e tirocinio. All'interno del progetto il Csen Sardegna ha fornito alle tre carceri e poi donato il materiale tecnico per poter allestire una palestra utilizzabile da qualsiasi detenuto, e ha regalato anche dell'abbigliamento sportivo a tutti i partecipanti al progetto.

Con il conseguimento del diploma, dieci detenuti per ogni carcere avranno la possibilità di avere un titolo riconosciuto che li proietterà nel mondo del lavoro attraverso lo sport. Infatti, con il diploma Nazionale di Istruttore di Body Building e Fitness, potranno lavorare in tutti quei centri sportivi e non, dove è prevista la figura del Tecnico sportivo. Inoltre, grazie al ciclo di lezioni seguite, i 30 allievi hanno avuto modo di sviluppare un'educazione corporea e motoria per l'affermazione di abitudini sane nella quotidianità carceraria, uscendo dal sedentarismo, la consapevolezza della salute psicofisica, il recupero dello schema corporeo, la valorizzazione espressiva e comunicativa del corpo stesso, nonché la possibilità di acquisire una cultura sportiva fondata sui valori della continuità, della pratica, dell'autodisciplina e dell'aggregazione.

 
Milano. Venerdì l'incontro "Il carcere, la sua umanità, il teatro e la misura" PDF Stampa
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milanotoday.it, 13 novembre 2019


Il teatro della Casa di Reclusione di Milano Opera apre a BookCity per una serata speciale: la presentazione di due libri importanti con il laboratorio della compagnia Opera Liquida

È possibile l'umanità all'interno delle carceri? Qual è il vero impatto delle attività di rieducazione delle persone detenute? Se ne parlerà venerdì 15 novembre, alle ore 18, presso la Casa di Reclusione di Milano Opera, che aprirà per la prima volta le proprie porte a un'iniziativa organizzata insieme a BookCity Milano per offrire alla città un'esperienza speciale, quella di potersi confrontare con un pubblico e una compagnia teatrale composti dagli stessi detenuti ed ex detenuti di media sicurezza. Sul palcoscenico del grande teatro che ospita il lavoro della compagnia Opera Liquida, insieme al direttore della Casa di Reclusione Silvio Di Gregorio, interverranno gli autori di due libri che ben indagano la nostra realtà penitenziaria. La galera ha i confini dei vostri cervelli, (Itaca ed.), scritto da Pietro Buffa, Provveditore Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria per la Regione Lombardia, è dedicato "a chiunque dia importanza alle emozioni che la sofferenza e la costrizione penale, con tutte le sue contraddizioni, comportano per tutti coloro che vivono o lavorano in un carcere".

Misurare l'impatto sociale. Sroi e altri metodi per il carcere, (Egea ed.), nato da un lungo e approfondito studio dell'Università Bocconi, di Filippo Giordano, Francesco Perrini e Delia Langer, è invece il primo manuale realizzato per valutare il reale impatto delle attività volte alla rieducazione e al reinserimento delle persone detenute, in cui Opera Liquida è stata caso di studio.

Nell'incontro "Il carcere, la sua umanità, il teatro e la misura" è prevista la dimostrazione di lavoro della compagnia teatrale guidata da Ivana Trettel, con gli attori detenuti ed ex detenuti della Casa di Reclusione di Milano Opera, sezione media sicurezza: l'impianto drammaturgico, il montaggio e la formalizzazione. Per accedere al carcere in occasione dell'evento è necessario compilare entro le ore 8 del 12 novembre il modulo sul sito: www.operaliquida.org/prenotazioni-spettacoli.

 
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