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Il rito sommario perde pezzi. Meno paletti al giudice PDF Stampa
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di Patrizia Maciocchi


Il Sole 24 Ore, 27 novembre 2020

 

Corte costituzionale: cambiamento possibile se la domanda riconvenzionale è pregiudiziale. Nel rito sommario di cognizione, se la domanda riconvenzionale è proposta in una causa pregiudiziale rispetto a quella del ricorso principale, il giudice deve poter cambiare il rito fissando la prima comparizione delle parti. La Consulta (sentenza 253) bolla come incostituzionale l'articolo 702-ter (comma 2) per la parte in cui impone al giudice di affermare l'inammissibilità della domanda riconvenzionale, soggetta a riserva di collegialità.

Una rigidità irragionevole e in contrasto con il diritto di difesa. La via obbligata, non consente al giudice del rito sommario di fare valutazioni sulla complessità della controversia e sulla domanda principale. Il semaforo rosso per la domanda riconvenzionale - perché di competenza del tribunale collegiale - può avere come conseguenza il conflitto di giudicati.

Rischio irragionevole anche se, ricorrendo ad altri istituti, è possibile il raccordo per revocare il contrasto. Inconvenienti della trattazione separata che, di norma, non compensano il vantaggio della presumibile maggiore rapidità della trattazione distinta. La preclusione assoluta del processo simultaneo, anche se solo iniziale, non è compatibile con la tutela giurisdizionale, garantita dalla Carta, se non è sorretta da adeguate giustificazioni.

Mettendo sul piatto della bilancia le opposte esigenze, da una parte la velocità del processo introdotto dall'attore e quella del processo simultaneo per la domanda riconvenzionale del convenuto, è chiaro che la preclusione lede la tutela giurisdizionale di quest'ultimo, nel caso di connessione "forte" per pregiudizialità necessaria, rispetto al titolo fatto valere dall'attore, al quale è consentitala scelta del rito più veloce.

La decisione trae origine dal rinvio del Tribunale di Termini Imerese, chiamato a decidere su un ricorso in base all'articolo 702-bis, con il quale gli eredi nominati in testamento olografo agivano nei confronti del genitore, proprietario dei beni a loro destinati, chiedendone la restituzione.

A sua volta questo chiedeva di accertare la nullità del testamento in virtù di uno precedente e pubblico nel quale era designato come erede. Da qui I dubbi di costituzionalità sollevati dal giudice rispetto a una norma che lo obbligava all'inammissibilità della domanda riconvenzionale, aprendo così la strada al doppio binario.

Un rischio che la Consulta evita. Per il giudice delle leggi, anche se La parte convenuta nel procedimento sommario non ha diritto ad un processo simultaneo, quest'ultimo non può essergli in automatico negato con l'inammissibilità. Il giudice deve poter valutare le opposte ragioni, e dopo, eventualmente poter cambiare rito "indirizzando la cognizione delle due domande congiuntamente nello stesso processo secondo il rito ordinario, piuttosto che tenerle distinte dichiarando inammissibile la domanda". Potrà quindi fissare l'udienza con la comparizione delle parti secondo l'articolo 183 del Codice di procedura civile, come nell'ipotesi, indicata dal terzo comma dell'articolo 702-ter, nel quale le difese delle parti richiedano un'istruzione non sommaria.

 
Piemonte. Covid, la situazione nelle carceri: 187 agenti e 42 detenuti contagiati PDF Stampa
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di Alessandro Mondo


La Stampa, 27 novembre 2020

 

"Dei 4.263 detenuti ospitati nei 13 Istituti penitenziari piemontesi i reclusi positivi al Covid al 24 novembre erano 42 in tutto: 40 gestiti all'interno del carcere e 2 ospedalizzati a Biella. Gli agenti e gli operatori penitenziari positivi erano, invece, 187. Numeri che inducono alla riflessione e preoccupano i detenuti e i loro parenti ma anche gli operatori". Lo ha dichiarato questa mattina il garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Bruno Mellano.

Dati condivisi - "Anche se la luce in fondo al tunnel dei contagi Covid-19 nel contesto penitenziario è ancora lontana - ha aggiunto - ora è almeno possibile ragionare su alcuni dati condivisi: il ministero della Giustizia ha reso finalmente pubblico, sul proprio sito Internet istituzionale, un dettagliato report settimanale per monitorare la pandemia negli Istituti penitenziari italiani, mentre il Provveditorato dell'Amministrazione penitenziaria piemontese ha attivato un monitoraggio quotidiano condiviso con le Istituzioni regionali e i sindacati di polizia penitenziaria".

L'appello - Osservando che l'assessore regionale alla Sicurezza "ha recentemente raccolto un rinnovato appello dei sindacati di polizia penitenziaria per l'inserimento degli agenti di polizia penitenziaria nella campagna di screening anti Covid prevista per le forze di polizia", Mellano ha concluso ricordando che "non si può non ricordare che la comunità penitenziaria è una sola ed è costituita da detenuti, agenti e operatori e che vanno aggiunte politiche reali di decongestionamento delle strutture, in modo da poter permettere un'efficace gestione degli spazi e della popolazione reclusa ed eventualmente intervenire con efficacia qualora dallo screening emergessero criticità importanti. La rete dei garanti continua e continuerà a vigilare".

 
Friuli Venezia Giulia. Honsell: "Fare chiarezza sui focolai di Covid nelle carceri" PDF Stampa
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ilfriuli.it, 27 novembre 2020


Il consigliere di Open Sinistra Fvg Honsell ha presentato un'interrogazione per capire quali siano i protocolli attivati. "Apprendo che anche nel carcere di Trieste, dopo quello di Tolmezzo, sono stati riscontrati dei casi di positività al Covid-19. Proprio nella giornata odierna ho depositato un'interrogazione su questo tema", annuncia il consigliere di Open Sinistra Fvg, Furio Honsell.

"La mia interrogazione chiede infatti all'Amministrazione regionale se ci sia intenzione di attivare dei protocolli per affrontare l'epidemia da Covid-19 all'interno del carcere di Tolmezzo e per sapere quali, e se, ci siano delle misure intraprese nelle altre case circondariali per scongiurare il ripetersi di queste drammatiche situazioni. Vedere che questa preoccupante situazione si sia estesa anche al carcere di Trieste non può che preoccuparmi sulle misure attivate per queste realtà".

Commenta così il consigliere Furio Honsell l'atto depositato nella giornata odierna e la situazione del carcere di Tolmezzo e, da oggi, quello di Trieste. "Mi auguro che la situazione a Trieste non degeneri come quella di Tolmezzo dove, da quanto si apprende dalla stampa, dei 200 detenuti 116 sono risultati positivi, ai quali si aggiungono 11 agenti ed un altro impiegato.

Circa la questione, alcuni legali rappresentanti dei detenuti hanno denunciato sulla stampa una scarsa attenzione per le normative di prevenzione e contrasto al Covid-19, una mancanza di un numero sufficiente di sezioni separate dove ospitare i detenuti contagiati ed un ritardo nel disporre i tamponi".

"A queste questioni credo sia doveroso, da parte della Giunta regionale, dare delle risposte chiare e non sottovalutare questa situazione. In questo momento così delicato, è importantissimo salvaguardare tutti i soggetti coinvolti: detenuti, agenti ma anche i numerosi operatori che regolarmente visitano le strutture perché impiegati nei progetti di rieducazione, con un occhio di riguardo a quelli più vulnerabili".

 
Calabria. Sulla violenza alle donne servono azioni concrete PDF Stampa
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di Mario Nasone*


strill.it, 27 novembre 2020

 

Il femminicidio avvenuto nel catanzarese, che segue a quello registrato a Montebello Ionico conferma proprio nella giornata dedicata alla riflessione su questo fenomeno quanto questa piaga vede ancora una sua grande incidenza nella società calabrese, da sempre ai primi posti di questa tragica graduatoria.

Il Consiglio regionale della Calabria uscente, su spinta del suo Presidente Nicola Irto, con l'attivazione dell'Osservatorio regionale sulla violenza di genere, ha avuto la possibilità per la prima volta di potere avere uno strumento di conoscenza nei vari aspetti che presenta la violenza sulle donne in Calabria, di potere avviare iniziative di sensibilizzazione e di formazione che hanno coinvolto forze dell'ordine, centri anti violenza, mondo della scuola, magistratura.

Un lavoro importante da continuare dalla prossima legislatura perché serve una attenzione politica verso un fenomeno che rappresenta dopo la ndrangheta, il fattore criminale più allarmante nella nostra regione che deve essere affrontato attraverso interventi non emergenziali ma strutturali. In particolare, l'approvazione di una legge regionale in grado di costruire un sistema di protezione delle donne vittime di violenza più organico, efficiente e capillare, attraverso adeguati stanziamenti nel bilancio regionale e con l'utilizzo di fondi comunitari, il rafforzamento della rete dei centri antiviolenza attivandoli in tutti gli ambiti territoriali inter-comunali attraverso la garanzia dell'accreditamento e di finanziamenti stabili; l'aumento della case rifugio secondo un criterio di densità di popolazione e di competenza dimostrabile con esperienza, l'attivazione in tutti i presidi ospedalieri dei percorsi rosa per le donne vittime di violenza con la formazione degli operatori congiunta in accordo con il dipartimento salute per l'attuazione delle linee guida aziendali come da decreto legge n° 24 pubblicato in G.U. il 30/01/2018 e la raccolta dati con i codici previsti per l'Istat, la previsioni di progetti d'intervento sui maltrattanti in particolare all'interno delle carceri e apertura in tutta la regione di Cam - Centri di assistenza maltrattanti, il potenziamento delle misure per garantire con tempestività il sostegno alloggiativo ed economico alle donne che denunciano e a quelle che escono dalla case di accoglienza per dare loro autonomia.

L'auspicio è di avere l'insediamento dell'Osservatorio regionale ad inizio legislatura prevedendo la nomina di soggetti esperti nel settore e disponibili ad un servizio gratuito e di potere contare su un potenziamento della sua azione di monitoraggio da realizzare in collaborazione con Giunta regionale, Istat, e Università della Calabria, una valorizzazione del progetto adotta la storia di una vittima di femminicidio che ha registrato larghe adesioni grazie anche alla collaborazione dell'ufficio scolastico regionale ed alle testimonianze di familiari di donne vittime di femminicidio. Servono ancora protocolli per il coordinamento degli interventi di tutti gli attori istituzionali e sociali garantendo un loro funzionamento effettivo e d in particolare che programmino l'attivazione di percorsi di formazione congiunta di tutta la rete istituzionale e sociale e progetti per i maltrattanti.

 

*Ex Coordinatore osservatorio regionale sulla violenza di genere

 
Bologna: Il Garante: "Si valuti liberazione anticipata e moratoria sulle esecuzioni pena" PDF Stampa
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di Sirio Tesori


bolognatoday.it, 27 novembre 2020

 

Si parla dell'aumento dei giorni di sconto, da 45 a 75 per ogni semestre. Una "liberazione anticipata speciale" e la "sospensione dell'emissione dell'ordine di esecuzione delle pene detentive fino al 31 dicembre 2021". Lo chiede il garante dei detenuti di Bologna Antonio Ianniello, citando una lettera mandata dai garanti territoriali al parlamento il mese scorso. Scopo: alleggerire il sovraffollamento del carcere bolognese, alla luce della situazione relativa alla seconda ondata.

A mesi di distanza dalla prima ondata dentro le mura della Dozza, e dopo la notizia di alcuni casi tra gli agenti della Penitenziaria, afferma il garante, "restano immutate la precarietà e la limitatezza delle condizioni essenziali" come "spazi di isolamento" per gli eventuali positivi, ma anche quelli per "gli isolamenti precauzionali dei nuovi ingressi e delle persone detenute entrate in stretto contatto con chi risulta essersi positivizzato".

Tutte le difficoltà sono "amplificate all'interno del carcere in ragione dell'impossibilità strutturale di poter instaurare quel distanziamento fisico necessario alla tutela del diritto alla salute, mancando quella risorsa essenziale e preziosa che (anche) nella situazione data è lo spazio" continua Ianniello. Risulta quindi doveroso e prioritario per il garante "un opportuno alleggerimento degli attuali numeri delle presenze in carcere, anche partendo dalle persone che presentano maggiori fragilità, affinché possa essere garantita l'efficacia degli interventi di prevenzione e di contenimento della diffusione del contagio, in un'ottica di tutela della salute pubblica".

 
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