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Benevento: i Sindacati; quattro agenti di Polizia penitenziaria aggrediti in carcere PDF Stampa
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www.ottopagine.it, 31 marzo 2015

 

I sindacati denunciano l'ennesimo episodio avvenuto nella casa circondariale di Benevento.

Ancora un'aggressione tra le mura del Penitenziario di Capodimonte. L'ennesimo grave caso di violenza ai danni della Polizia Penitenziaria. A denunciarlo le Segreterie Provinciali dei Sindacati Cgil, Uil, Sinappe e Ugl che riferiscono: "Nel primo pomeriggio di sabato, tre detenuti animati da futili motivi, hanno aggredito tre agenti e un sostituto commissario.

A scatenare la prima selvaggia aggressione, sembra sia stato un semplice richiamo verbale proferito da parte di un agente circa una basilare norma del regolamento penitenziario, in merito alla sicurezza.

Da qui i ristretti, fingendo apparente calma e, manifestando, addirittura, pentimento per quanto fatto, avevano in realtà pianificato il prosieguo della loro violenta esibizione e appena le condizioni sono risultate favorevoli, si sono scagliati improvvisamente con calci e pugni, contro altri operatori della polizia penitenziaria, tra cui il responsabile dell'area trattamentale, proprio quell'area deputata più di ogni altra al recupero dei detenuti attraverso varie attività formative e ludiche e sui cui tante risorse sono state investite in questi anni.

Diverse le contusioni e le ecchimosi riportate dai tre poliziotti, più seria è apparsa invece la situazione per il graduato. È stato dunque necessario ricorrere per tutti alle cure mediche presso il pronto soccorso del Rummo, dove i medici hanno diagnosticato loro prognosi di 10 giorni". Quindi commentano: "Il grave episodio, ultimo tra tanti, è solo l'ennesima triste conferma di ciò che le organizzazione sindacali denunciano da anni e per cui è stato dichiarato lo stato di agitazione permanente e l'interruzione delle relazioni sindacali con la locale direzione.

Risale infatti solo all'autunno scorso l'imponente manifestazione di protesta tenutasi dinanzi ai cancelli della Casa Circondariale e la successiva richiesta di intervento del Prefetto Galeone con cui si era cercato di rappresentare tutto il disagio degli operatori della polizia penitenziaria e il pericolo di una deriva nella percezione degli standard di sicurezza". E ancora "Se sarà necessario - concludono - saremo pronti a scendere nuovamente in piazza ed attuare ogni forma di protesta consentita, per manifestare tutta la nostra solidarietà ai colleghi barbaramente aggrediti e chiedere interventi concreti da parte dell'amministrazione centrale sui concetti legati alla sicurezza sia degli operatori penitenziari che dei reclusi".

 
Milano: "Cani dentro e fuori", progetto tra l'Università Statale e il carcere di Bollate PDF Stampa
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di Marina Terragni

 

Io Donna, 31 marzo 2015

 

Si chiama "Cani dentro e fuori" il bel progetto di formazione professionale e ricerca scientifica che coinvolge Università Statale di Milano, carcere di Bollate e tre Onlus (Csen, "Cani Dentro" e "Cerca padrone"). Protagonisti: detenuti e cani randagi, con finalità di rieducazione e reinserimento (sia degli umani sia dei non umani) tramite un corso per dog-sitting, o dog-walking, o dog day-care, attività professionali riconosciute dal contratto nazionale del lavoro domestico.

Il progetto è appena partito con un seminario propedeutico all'interno del carcere, e selezionerà tramite bando 15 detenuti da professionalizzare. Si sceglieranno i cani più adatti e i più felici di partecipare all'impresa - tra gli ospiti dei rifugi. I prescelti saranno sottoposti a training di recupero comportamentale, spesso necessario per animali che hanno subito un trauma da abbandono.

"In questo modo si migliorerà l'indice di adottabilità dei cani" spiega la responsabile del progetto Federica Pirrone, docente di etologia presso il dipartimento di Scienze Veterinarie in Sanità pubblica presso l'Università Statale di Milano. "Con l'effetto virtuoso di liberare posti nei rifugi per altri randagi". Gli animali non vivranno nel carcere - anche se un eventuale futuro progetto potrebbe prevedere anche una residenzialità a tutti gli effetti.

Il progetto ha anche valenza scientifica: "Con videoriprese e rilevazione dei parametri fisiologici, valuteremo il benessere del cane" dice ancora Pirrone "osservando il rapporto tra i detenuti e i non-umani come una relazione terapeutica in cui l'animale è il medico e l'uomo il paziente, relazione mediata da un coadiutore". L'esperienza di Bollate potrebbe costituire un progetto pilota da esportare in altre carceri

 
Massa: il ministro Orlando in visita al Tribunale "uffici in affanno, sistema frustrato" PDF Stampa
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Ansa, 31 marzo 2015

 

Il ministro della giustizia Andrea Orlando ha fatto visita al tribunale di Massa in occasione della presentazione di due progetti quello per i detenuti, attivato con il carcere di Massa e la prefettura, per il riordino degli archivi del tribunale e della procura grazie alle prestazioni di detenuti ammessi al lavoro esterno; e il progetto "procedura online" con il quale è possibile compilare e avviare da Pc 8 tipologie di istanze, senza ingolfare gli uffici giudiziari. "Non è casuale che questi progetti vedano protagoniste delle donne (è donna la direttrice del penitenziario, e anche il prefetto della provincia ndr) - ha commentato il ministro Orlando- che ancora hanno così poco spazio nella pubblica amministrazione e nella magistratura. Per rispondere allo stato di frustrazione che vive il nostro sistema giudiziario, occorre anche creatività organizzativa e qui l'avete avuta".

Il presidente del Tribunale Failla, nel ricordare al ministro il carico di lavoro che solo 15 magistrati devono accollarsi per la procura di Massa Carrara, con un organico sottodimensionato del 29% anche per il personale amministrativo, ha chiesto "attenzione e più risorse". "Gli uffici giudiziari sono in affanno, il nostro sistema è frustrato; siamo arrivati ad avere oggi 9000 persone in meno che lavorano per la nostra giustizia, a fronte di 5 milioni di procedimenti in corso, molti di più di quanti ne conta la Germania, che ha una popolazione superiore alla nostra".

Lo ha detto il ministro della giustizia Andrea Orlando in visita al tribunale di Massa. "Potrebbero arrivare nuovi fondi per i tribunali ha quindi proseguito Orlando, nel corso del 2015 il ministero della giustizia diventerà gestore di fondi comunitari; non abbiamo fatto altro che chiederli, prima nessuno lo aveva mai fatto; ne avevamo richiesti 400 milioni, ce ne sono stati dati 100, di cui 50 milioni confermo andranno nell'informatizzazione dei processi penali". "In Italia spendiamo circa 3 miliardi per l'esecuzione della pena ha concluso Orlando e rimaniamo il paese con la recidiva più alta d'Europa; va da sé che il carcere non può più essere l'unico strumento della pena, come è stato fino ad ora".

 
Reggio Calabria: presentato il progetto "Letture d'evasione" dei Giovani Democratici PDF Stampa
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www.strill.it, 31 marzo 2015

 

Presentato a Palazzo San Giorgio, dal gruppo dei Giovani Democratici, il progetto "Letture d'evasione" che prevede una raccolta di libri di testo da parte dei cittadini che li vorranno donare alle biblioteche degli istituti penitenziari. L'iniziativa è partita da un'idea di Antonino Castorina, capogruppo consiliare del Pd e responsabile nazionale Legalità Gd. Intervenuti alla presentazione del progetto, Matteo Trapani, responsabile nazionale Giustizia Giovani Democratici, Francesco Danisi, segretario provinciale Giovani Democratici Reggio Calabria e Seby Romeo, capogruppo Pd in Consiglio Regionale.

La raccolta che durerà per trenta giorni attraverso dei banchetti dislocati nelle piazze cittadine, ha il fine di aumentare la disponibilità degli archivi delle case di reclusione e migliorare le condizioni di detenzione poiché come affermato da Danesi - il reintegro nella società di un detenuto non può avvenire solo attraverso il lavoro ma anche con la cultura, dunque la lettura può e deve recitare un ruolo fondamentale.

Nonostante a seguito di una visita da parte di una delegazione del Pd nella casa circondariale si siano riscontrate condizioni ottimali rispetto ad altre carceri del paese -non ci sono infatti problemi di sovraffollamento né di igiene- ha affermato Castorina tuttavia uno degli obiettivi del Pd è quello di rendere le carceri più vivibili ed esaltarne la funzione rieducativa della pena.

Secondo Trapani, un libro rende liberi anche in carcere, ed infatti in Italia si sta preparando un disegno di legge ispirato al modello brasiliano per cui vengono scontati quattro giorni di prigione per ogni libro letto raggiungendo lo sconto massimo di 48 giorni in un anno, cioè un libro al mese.

Intanto un gruppo di giovani avvocati sta preparando una bozza di legge per l'istituzione del garante regionale dei detenuti. Si tratta di un fatto di civiltà- ha dichiarato il capogruppo Pd del Consiglio Comunale che affidando a Seby Romeo il compito di accelerare in consiglio regionale la bozza di legge per l'approvazione definitiva, ha sottolineato l'importanza della funzione rieducativa della pena così come iscritto nella Costituzione.

 
Catania: colombe pasquali per i detenuti, da Caritas e Centro Commerciale "Etnapolis" PDF Stampa
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www.blogsicilia.it, 31 marzo 2015

 

Un grande gesto di solidarietà che porta avanti la collaborazione tra la Caritas Diocesana e il Centro Commerciale "Etnapolis". Colombe pasquali e beni di prima necessità a lunga conservazione sono stati donati dal Gruppo Abate e Iperfamila in occasione della Pasqua. I dolci saranno destinati ai detenuti del carcere di Piazza Lanza e verranno distribuiti da Mons. Francesco Ventorino, cappellano della casa circondariale catanese.

Gli alimenti, invece, serviranno al fabbisogno quotidiano della mensa dell'Help Center, aperta tutti i giorni, festivi compresi, dalle ore 18:30 in Piazza Giovanni XXII, angolo viale Africa. Un gesto che rinsalda l'impegno alla solidarietà del centro commerciale avviato lo scorso dicembre in occasione del pranzo di Natale offerto a 600 persone nella Basilica del Carmine.

"La donazione rappresenta la continuazione di un impegno mantenuto e al quale la direzione non si è sottratta ha commentato don Piero Galvano. Un segno concreto di vicinanza verso coloro che passeranno la Pasqua in carcere o in ristrettezza economica. Spero sia d'esempio anche per altri centri commerciali ".

 
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