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Parma: il Garante dei detenuti "troppo caldo, disagi nelle celle e negli spazi comuni" PDF Stampa
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parmatoday.it, 22 luglio 2015

 

Emergenza caldo nel carcere di via Burla a Parma. Ecco la lettera che il Garante dei Detenuti del Comune di Parma Roberto Cavalieri ha inviato ad Elena Saccenti, Direttore Generale dell'Ausl di Parma e a Carlo Berdini, direttore degli Istituti Penitenziari di Parma.

Spett.li Direttori, il perdurare della emergenza caldo, che da oltre una settimana coinvolge il nostro territorio, e la conseguente e difficile vivibilità degli spazi detentivi del carcere ha fatto aumentare in modo significativo le segnalazioni di sofferenza e preoccupazione da parte di detenuti, dei loro familiari e legali.

Va ricordato che lo scorso aprile il Direttore generale della Sanità e politiche sociali della Regione Emilia Romagna ha diffuso le "Linee regionali di intervento per mitigare l'impatto di eventuali ondate di calore - estate 2015" e a tal proposito si chiede alla SS.VV. se: la direzione del carcere e conseguentemente la popolazione detenuta è informata per tempo dai Responsabili dei gruppi operativi della Azienda sanitaria di Parma del verificarsi di giorni nei quali si prevedono disagi meteoclimatici; se e in quale modo sono state valutate le condizioni microclimatiche attuali delle sezioni e delle celle di detenzione e degli spazi dedicati alla socialità e alla cosiddetta "aria" anche al fine di adottare provvedimenti per mitigare l'impatto sui detenuti dell'ondata di calore. Nel corso di una ispezione condotta dallo scrivente lo scorso venerdì è stato rilevato il disagio vissuto dai detenuti per le alte temperature presenti nelle celle e negli spazi comuni.

Si prega pertanto le SS.VV. di informare lo scrivente se e in che modo sono state adottate misure per facilitare le condizioni di vita dei detenuti: anziani, gli over 65 anni presenti sono oltre 50 di cui 20 hanno più di 75 anni, cardiopatici che risulterebbero essere almeno 160, persone indigenti che non hanno sostegno economico da parte dei familiari.

Per tutta la popolazione detenuta ed in particolare per le citate categorie di persone più fragili si chiede di facilitare/autorizzare: l'utilizzo delle docce anche in orari notturni sospendendo gli attuali orari che prevedono il divieto di fare le docce nelle ore serali e notturne; il consumo di acqua, frutta e verdura ponendo attenzione sulle situazioni di persone indigenti che non hanno risorse economiche per acquistare questi beni e nel caso provvedere alla fornitura a carico dell'Amministrazione penitenziaria; utilizzare quali luoghi per l'ora d'aria le sale coperte nell'area lavorazioni che risultano essere all'ombra in quanto i luoghi dove normalmente si svolge l'ora d'aria sono inadeguati essendo fatte di cemento armato e avendo, in gran parte, schermature parziali al sole; sospendere l'ora d'aria dalle 13.00 alle 15.00 (ore di punta del calore) e spostarle nel pomeriggio inoltrato nei giorni di massima criticità climatica.

 
Santa Maria Capua Vetere (Ce): carcere senz'acqua, una situazione ormai insostenibile PDF Stampa
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casertanews.it, 22 luglio 2015

 

"Alle condizioni minime di civiltà e di dignità non si deroga, neanche in carcere. La situazione dell'istituto penitenziario di Santa Maria Capua Vetere sta diventando davvero allarmante e, dopo tanti solleciti formali e informali, sto valutando di procedere ad una interrogazione parlamentare. Nel frattempo è investita della questione anche la Regione Campania, attraverso la consigliera Enza Amato e la Garante per i diritti dei detenuti Adriana Tocco che qualche giorno fa hanno fatto visita all'istituto".

Lo annuncia la deputata del Partito Democratico Camilla Sgambato preoccupata per il prolungarsi della situazione di carenza idrica al carcere di Santa Maria Capua Vetere. Sono mesi ormai che la parlamentare sammaritana sta seguendo - in collaborazione con la direttrice del carcere Carlotta Giaquinto, con il Capo del Dap Santi Consolo, con il provveditore Tommaso Contestabile e con il Comune di Santa Maria Capua Vetere - l'annosa vicenda, e due settimane fa ne ha scritto anche ai sottosegretari Umberto Basso De Caro e Paola De Micheli.

"L'allaccio alla rete idrica è stata autorizzata dal Dap che ha stanziato i fondi per sostenere la spesa prevista per le opere di attivazione (circa un milione di euro) ma, dopo numerosi incontri tra rappresentanti della Direzione Generale beni e servizi e dell'ufficio tecnico del Prap con il Sindaco del Comune di Santa Maria - spiegava la parlamentare nella missiva - si è verificato che, pur essendo già stato predisposto un progetto tecnico, esistono degli impedimenti di ordine amministrativo-contabile, che hanno reso irrealizzabile l'opera.

I fondi, infatti, non possono essere trasferiti dal Ministero della Giustizia ad un Ente locale, che nel caso di specie dovrebbe assumere le vesti di stazione appaltante, trattandosi di lavori da svolgersi per la maggior parte al di fuori dell'area demaniale dell'amministrazione penitenziaria". "Urge necessariamente trovare una soluzione per superare questo impasse burocratico", torna ora a ribadire con forza l'onorevole Camilla Sgambato. "Non è pensabile né tollerabile - aggiunge - che millecento detenuti, oltre agli agenti che lavorano lì giorno e notte, possano ancora sopportare questa incresciosa situazione resa ancora più pesante dall'afa di questi giorni. Serve uno sforzo comune e responsabile di tutti i soggetti istituzionali perché si arrivi subito ad una soluzione".

 

Presidente Avvocatura: detenuti senza acqua, lede dignità

 

Oltre 1.200 detenuti senz'acqua, costretti a lavarsi poche volte a settimana, ridotti a vivere in condizioni igienico-sanitarie al limite della vivibilità e in situazione di grande sovraffollamento. Succede al carcere casertano di Santa Maria Capua Vetere. A denunciare la grave situazione è la Camera Penale di Santa Maria Capua Vetere. Il presidente dell'organo dell'Avvocatura, Romolo Vignola, è durissimo: "I detenuti del carcere di Santa Maria stanno vivendo in condizioni invivibili, che lede la dignità umana. È assurdo che nel 2015 in una struttura come il carcere manchi l'approvvigionamento di acqua, circostanza che si aggiunge al caldo eccezionale di questi giorni. Chiediamo che gli enti competenti si muovano".

Il problema acqua dura da anni, visto che non è stato mai realizzato l'allacciamento della struttura alla rete idrica pubblica del Comune di Santa Maria Capua Vetere. Il sindaco del Comune confinante di San Tammaro, Emiddio Cimmino, ha più volte manifestato al Ministero di Grazia e giustizia la disponibilità a far allacciare il carcere alla rete del suo paese.

"Bisogna fare subito qualcosa", dice Cimmino. La Camera penale intanto, d'intesa con l'ordine degli avvocati presieduto da Alessandra Diana, preannuncia iniziative tra cui una conferenza stampa che dovrebbe tenersi venerdì 24 luglio presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

 
Salerno: apre reparto psichiatrico, intesa con l'Asl, struttura ospiterà fino a otto detenuti PDF Stampa
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di Viviana De Vita

 

Il Mattino, 22 luglio 2015

 

Un protocollo d'intesa tra carcere e Asl per rendere operativo il nuovo reparto del penitenziario di Fuorni, per curare i detenuti con problemi di salute mentale. La struttura, inaugurata lo scorso aprile e che trasforma la casa circondariale di Salerno in uno tra i penitenziari all'avanguardia in Italia, è ufficialmente "decollata" ieri mattina grazie al protocollo d'intesa firmato tra il direttore del carcere Stefano Mattone e il manager dell'Asl Antonio Squillante.

"La firma rappresenta l'atto conclusivo di un lungo e complesso lavoro attraverso il quale - ha sottolineato Martone - si apriranno nuove prospettive per la diagnosi e la cura dei malati mentali in regime di privazione della libertà e per poter affrontare efficacemente gli aspetti di rischio legati ai suicidi in cella adottando tutte le misure di prevenzione legate a questa problematica". Ora saranno sanciti i protocolli operativi del nuovo reparto e si dovranno individuare anche i mezzi di prevenzione e di contrasto al rischio suicidario, tra le maggiori emergenze.

Ribadito dall'Asl anche l'impegno a destinare più risorse alla cura dei detenuti. "Da tempo - ha spiegato Squillante - le Asl non prestavano questa attenzione ai problemi dei penitenziari: grazie allo stanziamento di nuove risorse possiamo dedicarci maggiormente ai problemi dei detenuti prevedendo anche nuove figure professionali per migliorare la qualità dei servizi".

La struttura destinata ad ospitare fino ad otto detenuti - attualmente ne sono ricoverati tre - gode di figure professionali di alto livello: tre psichiatri, tre psicologi, un infermiere, assistenti sociali ed educatori al fine di superare i vecchi ospedali giudiziari dove i detenuti affetti da queste patologie venivano "parcheggiati" senza poter godere di alcuna cura adeguata.

La nuova ala, realizzata sopra l'infermeria, gode degli servizi tipici di una struttura sanitaria i pazienti sono sottoposti a visita tre volte al giorno e sono seguiti da personal e altamente specializzato. Il nuovo reparto rappresenta quindi la realizzazione di uno dei tanti progetti messi in cantiere all'interno di un penitenziario dove resta quello del sovraffollamento il problema più grave.

 
Bologna: l'On. Zampa (Pd); annullate tutte le sanzioni a direttrice dell'Ipm Paola Ziccone PDF Stampa
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Ansa, 22 luglio 2015

 

"Si conclude con l'annullamento di tutte le sanzioni a suo carico la vicenda che ha riguardato, a cominciare dal 2011, la direttrice dell'istituto penitenziario minorile di Bologna, Paola Ziccone". Lo riferisce Sandra Zampa, deputata del Pd e vicepresidente della commissione Infanzia e adolescenza: "È di oggi infatti l'ultimo annullamento della quinta sanzione disciplinare", scrive in una nota Zampa, che più volte ha sottoposto al ministero della Giustizia la vicenda "perché emergessero le vere responsabilità circa i fatti accaduti al Pratello e ai disagi gravi per i minori detenuti".

I problemi per Ziccone cominciarono il 29 agosto 2011, quando fu rimossa dal servizio sulla base di un provvedimento che le imputava la responsabilità dell'assenza, contemporanea, di metà degli agenti di Polizia penitenziaria in servizio. Il 29 maggio 201 vince la causa contro la rimozione. Tuttavia, ricorda Zampa, "senza alcuna spiegazione non viene reinserita nel suo ruolo di direttrice dell'Ipm".

Il 31 maggio 2012, tra l'altro, fu sospesa tre mesi dal servizio e dallo stipendio da parte del Dipartimento per la Giustizia Minorile, ma ancora una volta il ricorso ebbe successo. "Esprimo la mia soddisfazione - prosegue Zampa - per l'esito di questa vicenda e mi attendo che Paola sia reintegrata nel suo ruolo e che al più presto siano rintracciate le vere responsabilità circa le reiterate violenze nei confronti di detenuti, di detenuti forti contro detenuti deboli, fra le quali una violenza sessuale, fatti accaduti dopo la sospensione di Ziccone del 29 agosto 2011".

Zampa ha inoltre annunciato un'interrogazione per sapere se verranno inflitte sanzioni ai dirigenti "che hanno continuato ad infierire" e chiederà a chi dovrà essere addebitato il costo delle cause sostenute. Al direttore in arrivo al dipartimento di giustizia minorile "chiederò di voler incontrare Paola Ziccone, di presentarle delle scuse e di fare un sopralluogo a Bologna".

 
Avellino: la mamma di Ciro Esposito, Antonella Leardi, incontra i detenuti di Lauro PDF Stampa
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Il Velino, 22 luglio 2015

 

Si terrà martedì 28 luglio alle 10.30, presso la Casa Circondariale di Lauro (Av) il terzo incontro di Antonella Leardi con i detenuti, ai quali la mamma di Ciro Esposito presenterà il suo libro Ciro Vive, scritto insieme alla giornalista Rai del programma Porta a Porta Vittoriana Abate ed edito da Graus.

L'iniziativa è stata realizzata attraverso il contributo della Società Sportiva Calcio Napoli, grazie alla quale sono state distribuite un congruo numero di copie in diversi Istituti Penitenziari e scuole della periferia di Napoli. La mamma di Ciro ha già incontrato i detenuti dell'Istituto Penitenziario per i Minori di Nisida e della Casa Circondariale di Secondigliano.

In queste occasioni Antonella Leardi, insieme ai membri dell'Associazione Ciro Vive, parla di suo figlio, della violenza dentro e fuori gli stadi, di giustizia e della capacità di lottare e perdonare.

A settembre riprenderanno gli incontri presso le scuole medie superiori della Campania ed in particolare l'Istituto Comprensivo Ilaria Alpi-Carlo Levi e l'Itis Galileo Ferraris di Secondigliano. Gli incontri, fortemente voluti dal direttore dell'Istituto Penitenziario per i minorenni di Nisida Gianluca Guida, dal direttore della Casa Circondariale di Secondigliano Liberato Guerriero e dal direttore della Casa Circondariale di Lauro, Antonio di Lauro, rappresentano un'opportunità per diffondere il messaggio di pace e amore della mamma di Ciro Esposito. Nel progetto sono coinvolti anche la Casa Circondariale di Poggioreale, il Centro di Rieducazione Minorenni della Campania, l'Istituto Penale Minorile di Airola, la Scuola Calcio Arci Uisp Scampia e la Provincia Italiana della Congregazione dei Servi della Carità Opera Don Guanella. Nel libro Ciro Vive Antonella Leardi racconta i giorni della speranza e del dolore, la storia di Ciro dall'infanzia al tragico incidente a Roma.

 
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