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Firenze: Osapp; ieri rissa tra detenuti durante una partita di calcio al campo sportivo PDF Stampa
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gonews.it, 21 giugno 2015

 

"Durante lo svolgimento di una partita di calcio al campo sportivo circa venti detenuti di etnia albanese hanno aggredito un detenuto magrebino. Solo l'immediato intervento del personale di polizia penitenziaria ha evitato conseguenze drammatiche in quanto gli addetti alla vigilanza sono riusciti a far rifugiare il detenuto magrebino all'interno del corpo di guardia. Purtroppo però i detenuti albanesi incuranti della presenza degli agenti che provavano a fare da scudo al detenuto vittima dell'aggressione hanno continuato nel loro intento". È quanto rende noto il sindacato di polizia penitenziaria Osapp.

La rissa sarebbe avvenuta attorno alle 14 e 40 al campo sportivo del carcere fiorentino di Sollicciano. Sarebbe stato colpito anche un agente intervenuto in difesa dell'africano insieme ai colleghi, l'agente è stato portato al pronto soccorso.

Il sindacato parla di "ennesimo evento critico all'interno" del carcere fiorentino, "a dimostrazione delle sempre più precarie condizioni di sicurezza nelle quali è costretto ad operare il personale di polizia penitenziaria". La situazione dentro il penitenziario "è diventata esplosiva a dimostrazione che, come denunciato ripetutamente dall'Osapp, sembra si sia persa di vista la sicurezza per dare spazio ad attività sempre più ricorrenti quali apericena, spettacoli e notti bianche, utili forse a buttare fumo negli occhi all'esterno cercando di far passare il messaggio che è tutto sotto controllo quando la realtà' quotidiana dimostra tutt'altro".

 
Torino: Sappe; madre tenta di portare pastiglie di droga sintetica subutex ai figli detenuti PDF Stampa
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Comunicato Sappe, 21 giugno 2015

 

Era entrata in carcere per fare il colloquio con i due figli detenuti, ma è stata sorpresa mente tentava di introdurre delle pastiglie di droga sintetica subutex. L'incauto tentativo non è sfuggito agli attenti controlli degli appartenenti alla Polizia Penitenziaria, che hanno fermato la donna, denunciata a piede libero. È accaduto ieri, venerdì, nel carcere di Torino e darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe.

Donato Capece, segretario generale del Sappe, commenta: "Questo ennesimo rinvenimento di stupefacente destinato a detenuti, scoperto e sequestrato in tempo dall'alto livello di professionalità e attenzione dei Baschi Azzurri di Torino, a cui vanno le nostre attestazioni di stima e apprezzamento, evidenzia una volta di più come sia reale e costante il serio pericolo che vi sia chi tenti di introdurre illecitamente sostanze stupefacenti in carcere.

Ogni giorno la Polizia Penitenziaria porta avanti una battaglia silenziosa per evitare che dentro le carceri italiane si diffonda uno spaccio sempre più capillare e drammatico, stante anche l'alto numero di tossicodipendenti tra i detenuti. L'hashish, la cocaina, l'eroina, la marijuana e il subutex - una droga sintetica che viene utilizzata anche presso il Sert per chi è in trattamento - sono quelle che più diffuse e sequestrate dai Baschi Azzurri. Ovvio che l'azione di contrasto, diffusione e consumo di droga in carcere vede l'impegno prezioso della Polizia penitenziaria, che per questo si avvale anche delle proprie Unità Cinofile. Questo fa comprendere come l'attività di intelligence e di controllo del carcere da parte della Polizia Penitenziaria diviene fondamentale. Questo deve convincere sempre più sull'importanza da dedicare all'aggiornamento professionale dei poliziotti penitenziari, come ad esempio le attività finalizzate a prevenire i tentativi di introduzione di droga in carcere, proprio in materia di contrasto all'uso ed al commercio di stupefacenti".

 
Prato: Uil-Pa; porta hashish e cocaina al figlio in carcere, padre arrestato PDF Stampa
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Il Tirreno, 21 giugno 2015

 

Il passaggio di un pacchetto durante il colloquio alla Dogaia non è sfuggito alla polizia penitenziaria, che ha bloccato l'uomo. Una volta si portavano arance o al massimo una lima nascosta nella torta. Ora i tempi sono cambiati e chi è in carcere chiede altro. Droga, nello specifico. E così il padre di un detenuto della Dogaia si è prestato a fare da corriere per la "consegna a domicilio" di hashish e cocaina, ma è stato visto dalla polizia penitenziaria e arrestato.

L'episodio è accaduto mercoledì 17 ed è stato reso noto oggi, sabato 20 giugno, da Massimo Lavermicocca, segretario territoriale del sindacato Uil-Pa della polizia penitenziaria. Secondo quanto riferisce il sindacalista, un detenuto italiano di 33 anni, condannato per rapina e lesini personali, che finirà di scontare la sua pena il 20 gennaio 2022, è stato chiamato per un colloquio col padre di 58 anni.

due si sono avvicinati e il padre gli ha passato velocemente un pacchetto. Il gesto non è sfuggito agli agenti della polizia penitenziaria, che hanno deciso di perquisire il detenuto e lo hanno trovato in possesso di 4,5 grammi di hashish e di un grammo di cocaina, che aveva nascosto nelle mutande. A questo punto è scattato l'arresto del padre. Gli agenti hanno perquisito anche l'auto dell'uomo, dove è stato trovato un altro grammo di cocaina, e la vettura è stata sequestrata. L'arrestato è comparso il giorno seguente davanti al giudice e ha patteggiato una condanna a un anno di reclusione. Alla Dogaia dicono che non è la prima volta che succede.

 
Pisa: dal carcere alla maturità con l'istituto Ipsaar "Matteotti", la bella sfida di Simone PDF Stampa
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di Renata Viola

 

Il Tirreno, 21 giugno 2015

 

Un trentacinquenne detenuto al Don Bosco cerca il riscatto con la scuola L'Associazione Controluce: "Ha avuto risultati sempre migliori ogni anno".

Prova di italiano nei giorni scorsi anche per Simone, trentacinquenne laziale, detenuto al carcere Don Bosco da sei anni, con una pena residua non lunghissima ancora da scontare. Dopo un percorso di studi durato cinque anni è stato ammesso alla maturità per l'indirizzo Economico Aziendale dell'istituto Ipsaar Matteotti. La sua media di ammissione ha rasentato l'otto. Dall'istituto è stata inviata al Don Bosco una commissione che ha aperto la busta con le tracce dei temi e il giorno successivo ha vigilato sulla prova di economia aziendale. Simone sosterrà la terza prova lunedì e gli esami orali il 30 giugno.

"Forse neanche lui era convinto di poter arrivare in fondo quando ha iniziato - dice Luisa Prodi, presidente dell'Associazione Controluce, che si occupa del progetto della scuola in carcere - Eppure Simone ha conseguito risultati sempre migliori, anno dopo anno. I compagni di scuola del Don Bosco lo incoraggiano nell'impresa e i docenti lo supportano con affetto in queste giornate intense".

La settimana scorsa in carcere si è svolta anche la consegna degli attestati relativi alla promozione per altri dieci studenti. Sei di loro sono stati promossi in seconda superiore, altri quattro in terza. "Ma il numero degli idonei potrebbe essere senza dubbio più elevato - sottolinea Prodi - La scuola paga il prezzo di essere una casa circondariale, i detenuti sono soggetti a continui e repentini trasferimenti. Altri due giovani che hanno frequentato l'anno scolastico e avrebbero certamente conseguito l'idoneità per la classe successiva sono stati trasferiti dieci giorni prima degli esami. Si sarebbe potuto aspettare, anche in ragione delle circolari ministeriali che prevedono una maggiore attenzione verso chi studia. Cosa c'è di più rieducativo dell'istruzione?".

Controluce è nata alla fine degli anni Ottanta con lo scopo di promuovere il reinserimento sociale dei detenuti. "La scuola è solo una delle attività per favorire i processi di crescita delle persone recluse", aggiunge Luisa Prodi. Tuttavia può succedere che il titolo di studio conseguito non sia esattamente spendibile una volta fuori. La sua valenza è comunque elevata in termini di autostima e raggiungimento di un traguardo personale: "Per questo auspichiamo una maggiore connessione tra istruzione e formazione professionale in modo che il titolo di studio possa risultare spendibile e l'esperienza scolastica prepari al reinserimento sociale dei detenuti. Questo ovviamente non può dipendere da noi, ma dall'amministrazione del carcere, a cui è legata ogni scelta in termini progettuali".

 
Reggio Calabria: domani il convegno "Carceri d'invenzione e spazi del corpo recluso" PDF Stampa
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strettoweb.com, 21 giugno 2015

 

Il senatore Nico D'Ascola interverrà al convegno "Carceri d'invenzione e spazi del corpo recluso - tra Architettura e Diritto". All' incontro parteciperanno Attilio Gorassini, ordinario di diritto penale, che relazionerà sul tema "Spazio, corpo e diritto", Gianfranco Neri, ordinario di composizione architettonica "Carceri d'invenzione di Giovanni Battista Piranesi", Marco Pellisero, ordinario di diritto penale "Spazi e funzioni della pena", Annunziata Maria Oteri, ricercatrice di restauro "Una gabbia crudele e sapiente architetture carcerarie tra modelli e crisi", Nicola Selvaggi, ricercatore di diritto penale "Limitatezza di spazio con eccesso di tempo - la formula del carcere ed il principio di umanità della pena". Le conclusioni saranno affidate al senatore Nico D'Ascola, ordinario di diritto penale e componente della Commissione giustizia del Senato. Il convegno si svolgerà lunedì 22 giugno alle ore 11.30, presso l'aula magna della facoltà di Architettura di Reggio Calabria.

 
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