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Calabria: troppi ritardi sulle Rems, il governo diffida la Regione PDF Stampa
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di Emilio Enzo Quintieri (Radicali Italiani)

 

Ristretti Orizzonti, 18 novembre 2015

 

Sono soddisfatto che il Governo abbia finalmente diffidato la Regione Calabria per la mancata attuazione degli obblighi previsti dalla Legge n. 81 del 2014 in merito alla definitiva chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (Opg). Purtroppo credo che, come al solito, la diffida resti "lettera morta" e che quindi occorra subito nominare un Commissario. Lo afferma il radicale calabrese Emilio Quintieri, già membro del Comitato Nazionale dei Radicali Italiani. Nei giorni scorsi, infatti, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri è stata inviata anche al Presidente della Regione Calabria On. Mario Oliverio, una lettera con la quale è stato diffidato ad ottemperare, entro e non oltre 45 giorni, agli obblighi di legge e, più precisamente, ad attivare le Residenze per le Misure di Sicurezza (Rems) e prendersi in carico gli internati psichiatrici residenti sul proprio territorio

La proposta di diffidare la Regione Calabria, unitamente al Veneto, al Piemonte, alla Toscana, all'Abruzzo, al Lazio, alla Campania ed alla Puglia, era stata sollecitata con una nota congiunta dai Ministri della Salute e della Giustizia On. Beatrice Lorenzin e On. Andrea Orlando. Già lo scorso aprile - continua il radicale Quintieri - avevo denunciato sulla stampa locale e nazionale, l'inadempienza continua della Regione Calabria chiedendo alla medesima di attivarsi per l'apertura immediata delle strutture residenziali di Santa Sofia d'Epiro e Girifalco al fin di evitare ulteriori disagi ai cittadini calabresi pazienti/internati ed ai loro congiunti e per evitare la pessima figuraccia del commissariamento da parte del Governo affinché provvedesse - in via sostitutiva - a dare attuazione a quanto stabilito dal Parlamento.

Ad oggi, nonostante siano trascorsi circa 7 mesi, non è stato fatto nulla. Anzi, il Commissario del Governo per la Sanità Ing. Massimo Scura, con Decreto n. 27 del 28/04/2015 ha approvato un Protocollo d'Intesa tra la Regione Basilicata e la Regione Calabria per l'accoglienza dei pazienti residenti in Calabria presso la Residenza per la Esecuzione della Misura di Sicurezza (Rems) di Tinchi, una ex Casa Mandamentale (mai utilizzata) sita nel Comune di Pisticci in Provincia di Matera, completamente ristrutturata in soli 101 giorni.

Era stato il Presidente Oliverio con una lettera inviata il 03/03/2015 a chiedere (anche) alla Regione Basilicata di ospitare una quota dei 30 pazienti calabresi internati non dimissibili dall'Opg di Barcellona Pozzo di Gotto e dei residui pazienti dimissibili sino all'effettivo trasferimento in struttura territoriale della Regione Calabria. Il Governatore della Basilicata Marcello Pittella e poi la Giunta Regionale, con Deliberazione n. 391 del 27/03/2015, esprimeva la propria disponibilità ad ospitare presso la propria Rems di Pisticci solo n. 5 pazienti con le modalità temporali ed economiche stabilite nel "Protocollo d'Intesa" entrato in vigore il 01/05/2015 e valevole fino al 31/12/2015 e rinnovabile automaticamente salvo disdetta formale di una delle parti.

La Regione Calabria si è impegnata a riconoscere alla Regione Basilicata un rimborso spese su base giornaliera pro-capite che sarà pari alla tariffa massima complessiva pro-capite sostenuta attualmente dalla Regione Basilicata per singoli casi complessi, e comunque non inferiore a 250 euro giornaliere pro-capite, che saranno pagati dalla Regione Calabria direttamente alla Regione Basilicata in base alle giornate di presenza registrate. Restano a carico della Regione Calabria gli eventuali costi straordinari non riferibili alle prestazioni ordinariamente erogate nella Rems ospitante.

La Regione Calabria - prosegue l'esponente radicale - riconoscerà in ogni caso un rimborso spese minimo su base annua, indipendentemente dalle presenze registrate, corrispondente al 50% del rimborso spese complessivo per la saturazione dei posti (equivalente a 228.125,00 Euro). E per il periodo dall'1/5/2015 al 31/12/2015 la suddetta somma è stata ridefinita in dodicesimi in 152.083,00 Euro. Attualmente, sulla base delle informazioni fornite dall'Ufficio VI - Misure di Sicurezza del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria risultano n. 4 pazienti calabresi nella Rems di Pisticci (Mt) in Basilicata nonché n. 1 paziente calabrese nella Rems di Roccaromana (Ce) in Campania, n. 2 pazienti calabresi nella Rems di Naso (Me) in Sicilia e n. 1 paziente calabrese nella Rems di Capoterra (Ca) in Sardegna. Non c'è più altro tempo da perdere, conclude il radicale Emilio Quintieri, occorre che il Governo nomini immediatamente il Commissario nelle Regioni inadempienti affinché venga rispettato quanto stabilito dalle Camere.

 
Emilia Romagna: la Garante Desi Bruno "contro il fondamentalismo imam nelle carceri" PDF Stampa
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Adnkronos, 18 novembre 2015

 

"Abbiamo bisogno che venga assicurato il diritto di culto all'interno delle carceri, e per farlo servono imam riconosciuti, che conoscano e riconoscano la nostra Costituzione e le nostre leggi, non possiamo permetterci di correre il rischio di affidare queste persone a guide spirituali improvvisate".

Questo l'appello della Garante regionale dei detenuti dell'Emilia Romagna, Desi Bruno, lanciato in occasione della presentazione della seconda edizione di "Diritti doveri solidarietà", il progetto educativo dedicato ai detenuti musulmani, per favorire un dialogo tra Costituzioni e culture, promosso all'interno del carcere della Dozza di Bologna dalla Garante insieme al Centro per l'istruzione degli adulti negli istituti penitenziari di Bologna (Cpia).

"L'iniziativa, unica e prima nel suo genere in Italia, - ha spiegato l'avvocato Bruno - è importante per migliorare il dialogo tra culture diverse e per affermare l'universalità dei diritti dell'uomo, sia libero che detenuto". "Questa prova al dialogo tra Costituzioni, che tiene conto dei tentativi recenti di alcuni Paesi arabi a darsi regole finalmente democratiche, - ha aggiunto la Garante - aiuta a far sentire meno soli i detenuti stranieri e può costituire un argine al diffondersi di sentimenti e ideologie fondamentaliste, che possono attecchire proprio nei luoghi di privazione della libertà personale".

Dalla Costituzione italiana alle nuove Costituzioni arabe, dal contrasto tra leggi degli uomini e leggi di Dio alla libertà religiosa, dall'uso di alcool e droghe nel mondo islamico al giusto processo. Questi e altri i temi delle lezioni della Dozza che ora si apprestano ad arrivare anche sul grande schermo con "Dustur (Costituzione)", il documentario realizzato dal regista Marco Santarelli durante gli incontri dell'edizione 2014-2015 di "Diritti doveri solidarietà".

Il documentario, inoltre, sarà in concorso al 33esimo Torino film festival, con la prima in programma domenica 22 novembre. Ma sull'esperienza dello scorso anno è stato anche stampato un volume, un vero e proprio diario di bordo scritto sull'esperienza passata, disponibile on line sul sito del Garante regionale dei detenuti. A presentare il nuovo ciclo di appuntamenti, in conferenza stampa in Regione, anche la presidente dell'Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna Simonetta Saliera.

"Dialogo, interrelazione, confronto: è questa - ha detto - la ricetta per conoscere il diverso da sé e creare quella rete di convivenza che accompagna il nostro vivere civile e che distingue la comunità dai branchi". Non è un caso, quindi, che "il lavoro della Garante regionale si basi proprio su un carcere che nulla abbia a che vedere con le fredde celle dei sotterranei medioevali, ma sappia porre le basi della ricostruzione della persona e della sua dignità: il cammino è cominciato e cercheremo in tutti i modi che ciò non venga interrotto".

Il progetto "è di stretta attualità" ha sottolineato il dirigente di Cpia Emilio Porcaro, spiegando che l'obiettivo è "la ricerca di vie di confronto con persone di fede islamica all'interno di un carcere, dove i rischi di radicalizzazione su base religiosa sono elevatissimi. "Solamente un'attività formativa ed educativa di taglio realmente interculturale - ha concluso - può svolgere un ruolo significativo nella rielaborazione di coscienze aperte alla diversità e alla convivenza pacifica". La prima lezione del nuovo ciclo è in programma domani e tratterà del Premio Nobel per la Pace di quest'anno assegnato al Quartetto per il dialogo in Tunisia, protagonisti della stagione delle primavere arabe. Si proseguirà fino al 4 maggi per un totale di 12 appuntamenti da due ore l'uno. Fra gli argomenti trattati ci sono la Costituzione italiana (23 dicembre), i diritti fondamentali della persona umana (9 dicembre), le nuove Costituzioni arabe (13 gennaio), uguaglianza e solidarietà (17 febbraio), uomo, donna, famiglia (6 aprile).

 

Lega Nord: richiesta garante è pericolosa e impossibile

 

"Il diritto di culto è sancito dalla Costituzione ma l'appello di Desi Bruno, garante dei detenuti dell'Emilia-Romagna, oltre che pericoloso, è impossibile da attuare". Lo scrive in una nota il consigliere regionale della Lega Nord Emilia-Romagna, Daniele Marchetti, rispondendo alla proposta della Garante regionale delle persone private della libertà personale di far accedere imam nelle carceri per impedire estremismi tra i detenuti. "La religione islamica - si legge - non ha siglato un'intesa con lo Stato, è quindi impossibile identificare un'autorità o un istituzione formalmente legittimata a certificare Imam teologicamente formati e ideologicamente non pericolosi, ammesso che esistano. Ricordo inoltre alla Garante che non c'è alcuna relazione tra formazione degli Imam e la loro interpretazione più o meno violenta del messaggio coranico". "Al-Baghdadi, Califfo dell'Isis, e con lui altre migliaia di predicatori - aggiunge Marchetti - possono vantare i più prestigiosi titoli di studio e dottorati in teologia islamica e in forza di queste conoscenze predicano, con grande successo, l'odio e l'intolleranza".

 
Pisa: la deputata Carrozza (Pd) visita il carcere Don Bosco "è una struttura inadeguata" PDF Stampa
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Ansa, 18 novembre 2015

 

Visita in carcere a Pisa, ieri per la deputata del Pd ed ex ministro dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, che ha pubblicato poi le sue riflessioni in un lungo post sul sito internet del Pd pisano. "Ho visitato - scrive Carrozza - la sezione femminile, maschile, penale e giudiziaria e ho potuto incontrare gli insegnanti volontari che insegnano ai detenuti". Molti invece i problemi dell'edificio visto che, ha sottolineato la parlamentare, il Don Bosco "è una struttura inadeguata".

"I locali - spiega Carrozza - avrebbero bisogno di una profonda ristrutturazione. L'impegno della direzione e del personale è tangibile, così come alcuni lavori eseguiti di recente, ma è chiaro che rimane una struttura inadeguata. A questo impegno andrebbero unite donazioni di privati che, tra l'altro, non mancherebbero neanche, ma queste operazioni sono amministrativamente e burocraticamente difficili e complesse.

È un settore nel quale intervenire perché la semplificazione sarebbe molto importante e sarebbe importante anche l'Agenda digitale, basti pensare che tutte le autorizzazioni passano per moduli cartacei". Infine, gli spazi di svago: "Dalla ristrutturazione del campo di calcetto, alla donazione di attrezzature per la palestra, che potrebbe permettere ai detenuti di svolgere attività motorie e sportive, fino alla donazione di libri recenti e romanzi. Non mancano bei progetti, che sono fermi in attesa di finanziamento, come quello che sostiene il teatro in carcere. Qui c'è lavoro per tutti: per la politica locale e per il Governo, per chi vuole fare il volontario e per chi vuole fare donazioni. Pisa non si deve dimenticare di questo mondo".

 
Brescia: carcere di Verziano, il 30% dei detenuti soffre di problemi psichiatrici PDF Stampa
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bsnews.it, 18 novembre 2015

 

"Oggi molti detenuti hanno gravi problemi psicologici e psichiatrici. Dovremo fare una riflessione e vedere cosa fare, anche nella logica della trasformazione degli ospedali psichiatrici giudiziari in residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza sanitaria". Così il presidente della Commissione Carceri di regione Lombardia Fabio Fanetti ha dimostrato la propria preoccupazione al termine della visita all'istituto penitenziario bresciano di Verziano.

Sono 118 i detenuti, uomini e donne, che stanno scontando la propria pena a Verziano di cui il 30% soffre di problematiche psicologiche che nei mesi scorsi sono sfociate anche in due episodi di autolesionismo. "Lavoreremo perché nella seconda parte della legge di riforma della Sanità si introducano nuovi strumenti e risorse per far fronte alla trasformazione della popolazione carceraria e delle sue necessità", ha aggiunto il consigliere della Lega Nord, Fabio Rolfi.

 
Bologna: "Diritti doveri solidarietà", ciclo di 12 lezioni rivolte ai detenuti musulmani PDF Stampa
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sassuoloonline.it, 18 novembre 2015

 

Dalla Costituzione italiana alle nuove Costituzioni arabe, dal contrasto tra leggi degli uomini e leggi di Dio alla libertà religiosa, dall'uso di alcool e droghe nel mondo islamico al giusto processo: ritorna, dopo il successo della prima edizione, "Diritti doveri solidarietà", il progetto educativo dedicato ai detenuti musulmani - per favorire un dialogo tra Costituzioni e culture - promosso all'interno del carcere della Dozza di Bologna dalla Garante regionale delle persone private della libertà personale insieme al Centro per l'istruzione degli adulti negli istituti penitenziari di Bologna (Cpia).

E le lezioni della Dozza si apprestano ad arrivare sul grande schermo: "Dustur (Costituzione)", il documentario realizzato dal regista Marco Santarelli durante gli incontri dell'edizione 2014-2015 di "Diritti doveri solidarietà" sarà in concorso al 33esimo Torino film festival, con la prima in programma domenica 22 novembre. Ma sull'esperienza dello scorso anno è stato anche stampato un volume, un vero e proprio diario di bordo scritto sull'esperienza passata, disponibile on line sul sito del Garante regionale dei detenuti.

A presentare il nuovo ciclo di appuntamenti, in una conferenza stampa nella sede dell'Assemblea legislativa, a Bologna, la presidente dell'Assemblea, Simonetta Saliera, la Garante Desi Bruno e il dirigente del Cpia, Emilio Porcaro. La prima lezione è in programma domani, mercoledì 18 novembre, e tratterà del Premio Nobel per la Pace di quest'anno assegnato al Quartetto per il dialogo in Tunisia, protagonisti della stagione delle primavere arabe, l'ultima il 4 maggio: si tratta, in totale, di 12 appuntamenti da due ore l'uno. Fra gli argomenti trattati, la Costituzione italiana (23 dicembre), i diritti fondamentali della persona umana (9 dicembre), le nuove Costituzioni arabe (13 gennaio), uguaglianza e solidarietà (17 febbraio), uomo, donna, famiglia (6 aprile) (allegato il programma completo degli incontri).

"L'Assemblea dei diritti passa anche dalla giustizia e dalla solidarietà, come testimoniato da questa valida pubblicazione, realizzata grazie alla passione e all'impegno della Garante- spiega la presidente Saliera-. Dialogo, interrelazione, confronto: è questa, come si evidenzia nelle pagine del volume ricavato dall'edizione passata, la ricetta per conoscere il diverso da sé e creare quella rete di convivenza che accompagna il nostro vivere civile e che distingue la comunità dai branchi". Non è un caso, quindi, che "il lavoro della Garante regionale si basi proprio su un carcere che nulla abbia a che vedere con le fredde celle dei sotterranei medioevali, ma sappia porre le basi della ricostruzione della persona e della sua dignità: il cammino è cominciato e cercheremo in tutti i modi che ciò non venga interrotto".

"L'iniziativa, unica e prima nel suo genere in Italia, è importante per migliorare il dialogo tra culture diverse e per affermare l'universalità dei diritti dell'uomo, sia libero che detenuto- spiega Desi Bruno. Questa prova al dialogo tra Costituzioni, che tiene conto dei tentativi recenti di alcuni Paesi arabi a darsi regole finalmente democratiche, aiuta a far sentire meno soli i detenuti stranieri e può costituire un argine al diffondersi di sentimenti e ideologie fondamentaliste, che possono attecchire proprio nei luoghi di privazione della libertà personale". La Garante coglie poi l'occasione per lanciare un appello: "Abbiamo bisogno che venga assicurato il diritto di culto all'interno delle carceri, e per farlo servono imam riconosciuti, che conoscano e riconoscano la nostra Costituzione e le nostre leggi- sostiene-, non possiamo permetterci di correre il rischio di affidare queste persone a guide spirituali improvvisate".

Come racconta Emilio Porcaro, "si è trattato di un esperimento pilota, credo il primo di questo genere, in un ambito oggi di elevato interesse e stretta attualità: la ricerca di vie di confronto con persone di fede islamica all'interno di un carcere, dove i rischi di radicalizzazione su base religiosa sono elevatissimi. Solamente un'attività formativa ed educativa di taglio realmente interculturale - chiude il dirigente del Cpia - può svolgere un ruolo significativo nella rielaborazione di coscienze aperte alla diversità e alla convivenza pacifica".

 
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