Venerdì 14 Agosto 2020
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Quei paragoni sbagliati sull'Isis PDF Stampa
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di Paolo Mieli

 

Corriere della Sera, 24 marzo 2016

 

Evocare il fascismo o il nazismo porta a semplificazioni molto pericolose. Nelle ore successive agli attentati di Bruxelles è risuonato il consueto anatema: gli uomini del Califfato sono dei fascisti e li sconfiggeremo come settant'anni fa facemmo con i loro predecessori in camicia nera. Parole del genere sono state pronunciate, con le migliori intenzioni, anche dal nostro presidente del Consiglio. Che non è stato certo il primo.

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Questione di intelligence PDF Stampa
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di Giuliana Sgrena

 

Il Manifesto, 24 marzo 2016

 

Un tempo l'Italia aveva conoscenze sul Medio Oriente che oggi tornerebbero estremamente utili. Ripartire da Nicola Calipari per sconfiggere il Califfo. Prima al Qaeda, che continua a colpire in Africa, e ora lo Stato islamico di al Baghdadi in Europa.

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Carceri: potenziale fabbrica di terroristi Isis PDF Stampa
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di Valter Vecellio

 

lindro.it, 24 marzo 2016

 

I servizi segreti lanciano l'allarme: le prigioni sono luoghi ideali per fare proselitismo. I primi allarmi dei servizi di sicurezza risalgono al dicembre del 2015: nelle carceri italiane sono detenuti migliaia di musulmani; spesso sono gli stessi detenuti a guidare la preghiera, le celle si trasformano in piccole moschee.

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Carcere e rischio terrorismo, "mediatori e lavoro contro la radicalizzazione" PDF Stampa
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di Teresa Valiani

 

Redattore Sociale, 24 marzo 2016

 

"Ripartire da trattamento e occupazione", ha rimarcato il capo del Dap Santi Consolo, intervenuto alla presentazione del progetto "Sprigioniamo il lavoro". Il sottosegretario Migliore: "Se non c'è un'attenzione molto efficace sul tema della radicalizzazione in carcere, più preoccupazioni e più insicurezza in Italia".

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Perché in Italia la repressione penale è più cool del diritto penale PDF Stampa
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di Francesco Petrelli*

 

Il Foglio, 24 marzo 2016

 

Si legge nel preambolo della seconda Dichiarazione dei diritti dell'uomo del 1793 che non solo il disprezzo ma anche l'oblio dei diritti è causa delle sventure del mondo. Quello stesso "oblio" ci rende oggi dimentichi delle nostre prerogative, dei nostri pregi e delle nostre potenzialità, della nostra stessa natura. Ci fa dimenticare di ciò che fummo, e di ciò che potremmo essere.

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