Lunedì 27 Gennaio 2020
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Toscana: Corleone "necessario accelerare per il superamento del manicomio criminale" PDF Stampa
Condividi

gonews.it, 14 luglio 2015

 

Chiusura Opg, cento giorni dopo una sola cosa pare essere certa: il lungo e faticoso processo di riforma se è partito procede a rilento e a farne le spese sono gli "ultimi tra gli ultimi". Gli internati degli Ospedali psichiatrici giudiziari che, rileva Franco Corleone garante regionale dei diritti dei detenuti, "considerati folli dimostrano invece di essere molto più sani e capaci di intendere quali sono i loro diritti". Nel corso di una conferenza stampa svoltasi oggi, lunedì 13 luglio in sala Montanelli di palazzo Panciatichi a Firenze, Corleone ha infatti anticipato alcuni temi che saranno discussi nel convegno intitolato "La chiusura dell'Opg alla prova dei cento giorni" (a partire dalle 9.30 di domani nella sala delle Feste di palazzo Bastogi, via Cavour 18). "Un seminario che segue i due già organizzati e che vuole offrire proposte politiche che ci auguriamo la Regione ascolti". Un auspicio che appare "necessario", vista la condizione "anticostituzionale" che stanno vivendo gli 85 internati di Montelupo.

Affiancato da Emilio Santoro, direttore del Centro di documentazione su carcere, devianza e marginalità L'Altro diritto, il garante ha infatti spiegato come l'internamento sia, oggi, "illegittimo" e in violazione dell'art. 13 della Costituzione che sancisce l'inviolabilità della libertà personale. E su questo principio il Centro fondato nel 1996 ha avviato una campagna per la raccolta e la compilazione dei modelli di reclamo ex art. 35 bis per gli internati ancora presenti negli Opg. "Siamo stati a Montelupo - ha detto Santoro nel corso della conferenza stampa - e 58 degli 85 internati hanno firmato dimostrando di aver ben chiara la loro situazione".

L'incontro con i giornalisti è servito da un lato ad anticipare i temi in discussione al seminario cui parteciperanno anche i presidenti di Giunta e Consiglio Enrico Rossi ed Eugenio Giani, e l'assessore regionale Stefania Saccardi, dall'altro per illustrare i contenuti del libro di Corleone "L'abolizione del manicomio criminale tra utopia e realtà", a cura della Fondazione Giovanni Michelucci.

"Mantenere alta l'attenzione sulle persone in misura di sicurezza, sulla tutela dei loro diritti e sui percorsi di riabilitazione, è necessario oltre che doveroso" ha spiegato il garante. Le alternative ai manicomi criminali, le Rems (Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza) dovrebbero essere garantite dal primo aprile di quest'anno. "Non ci sono scusanti. In Toscana è stata individuato l'ex manicomio di Volterra che, si dice, sarà pronto ad agosto. Fino ad allora si protrae questa situazione illegittima". "Auspichiamo un'accelerazione perché - ha spiegato ancora Corleone - se il magistrato di sorveglianza accoglierà il ricorso e quindi le istanze firmate che trasmetteremo a tutti gli altri garanti in Italia, la Regione si troverebbe in grave difficoltà".

 
Lazio: senatrici Pd visitano Rems Pontecorvo "ottimo per ricovero dei pazienti ex Opg" PDF Stampa
Condividi

Ansa, 14 luglio 2015

 

"La valutazione della Rems di Pontecorvo è senz'altro positiva. La struttura è il frutto di un percorso virtuoso che ha visto interagire tutti gli attori coinvolti, dalla Asl locale guidata dalla Professoressa Mastrobuoni, agli amministratori locali, alla Regione e soprattutto alla popolazione della cittadina che ha saputo accogliere con grande generosità la nuova struttura e le sue ospiti": Così le senatrici Giuseppina Maturani, vicepresidente del gruppo e membro della commissione Sanità, e la senatrice Nerina Dirindin, capogruppo Pd della stessa commissione, che stamattina hanno visitato la Rems di Pontecorvo in provincia di Frosinone.

"La Rems - proseguono le senatrici - è ospitata in una struttura Asl adeguatamente ristrutturata che si trova alle spalle della Casa della Salute e al centro del Paese, per favorire una completa sinergia di tutti gli attori coinvolti nel suo funzionamento in un momento delicato quale quello del passaggio dagli Opg alle Rems".

"Sono tutte donne le pazienti della Rems - sottolinea Dirindin - provenienti dall' Opg di Castiglion delle Stiviere e tornate nella loro Regione, come prevede la legge. Nel loro inserimento sono seguite dal personale, tutto del Ssn, altamente specializzato e preparato per assisterle al meglio". "Nella nostra visita - aggiunge Maturani - abbiamo potuto apprezzare l'ottimo lavoro svolto e la grande corrispondenza con lo spirito della legge che ha portato finalmente alla chiusura degli Opg e riaffidato alla civiltà persone costrette a vivere in modo indegno. Ora la speranza è che anche nel resto del Paese si faccia presto e bene". "Noi assicuriamo il nostro impegno per garantire il rispetto della legge e chiudere definitivamente la brutta pagina degli Opg", concludono le senatrici Pd.

 
Emilia Romagna: "c'è poca sicurezza", gli psichiatri hanno paura di lavorare nella Rems PDF Stampa
Condividi

La Repubblica, 14 luglio 2015

 

A Bologna 41 psichiatri chiedono ulteriori misure di sicurezza nella struttura aperta a marzo. La replica del direttore Bartoletti: "È più sicura di qualsiasi reparto psichiatrico, ma non è un carcere: la legge prevede che le persone scontino la pena in maniera riabilitativa". La difesa dell'ordine dei medici

Una lettera firmata da 41 psichiatri dell'Ausl per denunciare le insufficienti misure di sicurezza nella "Rems" della città, ovvero la "Casa degli svizzeri" in via Terracini a Bologna che ha aperto le porte a 14 ospiti dell'ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio, considerati "i soggetti ad alta pericolosità" a cui devono garantire l'assistenza. Spedita attraverso un avvocato a Giancarlo Pizza, presidente dell'ordine dei medici (che a sua volta l'ha girata al prefetto), la lettera sottolinea, in primo luogo, "l'assoluta inopportunità" della struttura (una casa colonica su due piani), che "non consente un controllo del reparto".

I medici denunciano anche l'inadeguatezza della dotazione di due operatori durante il turno di notte. Infine, segnalano che "il turno di reperibilità del personale medico, potendo essere temporalmente coincidente con la reperibilità in altre strutture, è potenzialmente foriero di un vuoto di tutela." In particolare, si legge, "in materia di sicurezza occorre, come condizione imprescindibile, che vengano emesse linee guida dettagliate sul comportamento degli operatori in caso di emergenza".

La Rems di Bologna, aperta il 27 marzo come conseguenza dell'obbligo di chiusura degli Opg, oggi ospita 14 pazienti giudiziari (la quota massima) ed è una struttura provvisoria in attesa della realizzazione della Rems di Reggio Emilia. È diretta da Claudio Bartoletti, che respinge le accuse: "Quello della sicurezza è un problema affrontato: c'è un sistema di videosorveglianza, una guardia giurata presente 24 ore su 24, una recinzione.

È una struttura naturalmente più sicura di un qualsiasi reparto psichiatrico, ma non è un carcere. Non lo è e non lo sarà: la legge prevede che le persone in Rems scontino la loro pena in maniera riabilitativa. Senza dimenticare che le residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza sanitaria sono misure, come dice il nome, socio-sanitarie".

 
Trentino: chiusura Opg, sarà realizzata a Pergine la Residenza per le misure di sicurezza PDF Stampa
Condividi

9Colonne, 14 luglio 2015

 

Sarà realizzata presso il presidio della riabilitazione di Pergine, la Residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), che accoglierà le persone dimesse dagli ospedali psichiatrici giudiziari di Trento e di Bolzano, in linea con quanto stabilito dalla normativa nazionale che aveva fissato all'1 aprile scorso il termine per completare il percorso di chiusura di queste strutture.

"È stata ormai assodata l'inefficacia degli ospedali psichiatrici giudiziari, eredi diretti dei manicomi giudiziari - spiega l'assessora alla salute e solidarietà sociale Donata Borgonovo Re -. Individuare un luogo dove queste persone, peraltro in numero ridottissimo, possano trovare dignità e cura, sulla base di precisi programmi di riabilitazione, è una dimostrazione di civiltà e di impegno".

Dopo la deliberazione dello scorso marzo con la quale la Giunta provinciale aveva dato mandato all'Azienda sanitaria di realizzare i programmi di intervento terapeutico riabilitativi per le persone dimesse da questi ospedali, oggi l'esecutivo ha approvato le direttive per la realizzazione della struttura di cura e custodia.

 
Abruzzo: dalla Uil servizi di patronato gratuiti per i detenuti nelle carceri regionali PDF Stampa
Condividi

asipress.it, 14 luglio 2015

 

"In attesa dell'avvento del garante dei detenuti, la cui elezione da parte della Regione Abruzzo sembra essere in dirittura di arrivo, la Uil Abruzzo, attraverso il prezioso contributo dell'Ital Uil, si metterà a disposizione dei detenuti fornendo loro servizi di patronato del tutto gratuiti". Lo annuncia Mauro Nardella, vice segretario regionale della Uil penitenziari.

"Tale importante realtà - spiega Nardella, coordinata dal responsabile dell'Ital Uil Abruzzo, Lucio Giancola, avrà il merito di fornire assistenza in campo previdenziale, assistenziale, fiscale e sindacale nei confronti di chi sino ad oggi ha vissuto marginalmente il rapporto con il diritto del lavoro e non solo".

Obiettivo del progetto, che ha trovato il supporto del segretario Uil Abruzzo Roberto Campo e dalla Uil Penitenziari "è quello di garantire ad ogni livello sociale pari dignità e diritti con l'attivazione di una rete istituzionale e sociale che possa realizzare e promuovere la cultura della legalità. Attraverso la professionalità degli operatori Uil i detenuti riceveranno le risposte alle numerose domande su pensioni, contributi, ammortizzatori sociali, infortuni e malattie professionali oltre che per le disabilità".

I lavori per la predisposizione di questo protocollo di intesa tra Uil e Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria "sono cominciati esattamente un anno fa - prosegue Nardella. L'8 luglio c'è stato il varo con la firma della convenzione con la Casa di Reclusione di Sulmona, il quinto carcere ad avvalersi di ciò dopo quelli di Pescara, Lanciano, Chieti e Vasto. Seguiranno certamente convenzioni con le restanti istituzioni penitenziarie. La Uil contribuirà - conclude Nardella - a fornire supporto alla preziosa opera di tutti gli operatori penitenziari volta al reinserimento sociale del detenuto. Il tutto con la speranza che attraverso questo supporto chi ne usufruirà possa capire che di legalità si vive, di criminalità si muore".

 
<< Inizio < Prec. 8851 8852 8853 8854 8855 8856 8857 8858 8859 8860 Succ. > Fine >>

 

06


06


 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it