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Giustizia: tanti i limiti, ma l'Unione europea da 60 anni è garanzia di pace PDF Stampa
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di Vladimiro Zagrebelsky

 

La Stampa, 13 luglio 2015

 

Sarebbe facile ora scrivere sulle mancanze, sull'assenza di politica estera comune, sulla conflittualità economica e sulla carenza di solidarietà tra i Paesi membri di quella che chiamiamo Unione europea. Sarebbe facile ma anche inutile e ripetitivo poiché i discorsi critici sono continui, martellanti e, purtroppo, ben fondati.

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Giustizia: il sottile confine tecnologico tra sicurezza e libertà PDF Stampa
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di Massimo Sideri

 

Corriere della Sera, 13 luglio 2015

 

Le democrazie moderne come la nostra sono basate su voti, spionaggio e fughe di notizie, come avvertiva l'ex informatico Cia, Edward Snowden, noto per aver rivelato i programmi governativi di sorveglianza di massa? L'intrusione informatica nella società milanese Hacking Team e l'enorme quantità di documenti finiti in Rete, con tutte le rivelazioni e i problemi di sicurezza anche nazionale che ne stanno emergendo, portano quel dibattito, scoppiato negli Usa nel giugno del 2013, anche in Italia.

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Giustizia: stallo Consulta, i giudici costituzionali rischiano la paralisi PDF Stampa
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di Liana Milella

 

La Repubblica, 13 luglio 2015

 

Per fortuna gli alti giudici della Consulta stanno per andare in vacanza fino a metà settembre. Altrimenti si ritroverebbero a lavorare con l'incubo che anche una semplice malattia potrebbe far venir meno il numero legale - 11 componenti su 15 almeno - bloccando l'attività del giudice delle leggi. Alla Corte costituzionale non si ha memoria di un'altra emergenza come questa.

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Giustizia: l'idea (bipartisan) di una stretta per intervenire sulle pubblicazioni PDF Stampa
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di Giovanni Bianconi

 

Corriere della Sera, 13 luglio 2015

 

Puntuale come il caldo d'estate, la nuova puntata di intercettazioni che investono la politica riaccende il dibattito sulla legge che dovrebbe regolare l'utilizzo e la diffusione dei colloqui registrati nelle inchieste giudiziarie.

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Giustizia: Enrico Costa (Ncd) "intercettazioni, la maggioranza valuti lo stralcio del ddl" PDF Stampa
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di Valentina Errante

 

Il Messaggero, 13 luglio 2015

 

Per il vice ministro Enrico Costa, e per Ncd, è sempre stata "la priorità". E non è il nuovo "caso" intercettazioni, che tira dentro una storia torbida il premier Matteo Renzi e l'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a fare dire adesso al sottosegretario che la legge sugli ascolti avrebbe dovuto essere approvata già da un pezzo ma "è mancata la volontà politica". Costa non lo dichiara apertamente ma sembra speri ancora in uno stralcio della norma sulle intercettazioni dal ddl sulla riforma del processo penale.

 

Che tempi si prevedono?

"La riforma non è a un passo dall'approvazione. Andrà alla Camera alla fine di luglio, passerà prima dell'estate, il punto interrogativo riguarda quello che accadrà dopo. Escludo che il Senato si limiti a fare il notaio o a sancire quello che ha stabilito la Camera. I tempi sono ancora molto lunghi. Tra l'altro la riforma è contenuta in un provvedimento ricco di norme e la questione intercettazioni sarà marginale. Certo nulla vieta che il governo cominci a lavorarci prima, c'è una delega. Ma la maggioranza deve interrogarsi se sul punto voglia andare avanti in modo netto o no".

 

Pensate ancora a uno stralcio?

"Noi di Ncd abbiamo sempre sostenuto che sarebbe stato la via per accelerare le procedure e affrontare la questione in modo preciso e puntuale, come del resto il parlamento ha ritenuto di fare per altre materie come ad esempio per la prescrizione. Non mi pare che finora sia stata trattata con urgenza. Di fatto è mancata la volontà politica".

 

Manca un accordo?

"Nell'altra legislatura era passato una proposta, relatore Lanfranco Tenaglia, che si sarebbe potuta tranquillamente riprendere, era un testo organico. Non lo si è voluto fare. Quando era presidente Letta, ho presentato un testo sulle intercettazioni e sono stato investito da una valanga di polemiche perché non era una questione che rientrava negli accordi. Adesso la riforma è inserita in un provvedimento molto ampio. Ci sono alcuni, anche nella maggioranza, che ritengono vada bene così ed è giusto che sui giornali finiscano anche conversazioni che riguardano persone estranee alle indagini. Per me uno strumento pagato con soldi pubblici, per la ricerca di una prova, non può essere usato in questa direzione. C'è chi è contrario a una riforma perché ritiene che in questo modo si vada a indebolire l'uso delle intercettazioni, per me, invece, con una legge che ne limiti la diffusione, si attribuisce una maggiore credibilità proprio allo strumento".

 

Potrebbe essere previsto un limite nell'uso delle intercettazioni nelle indagini?

"Non ci sono assolutamente interventi che tendono a toccare questo strumento, anche se sotto il profilo culturale ci sono state posizioni diverse. L'obiettivo è tutelare i soggetti non indagati, il ruolo degli avvocati difensori ed evitare che il gossip o le conversazioni personali diventino pubbliche. Il tema all'ordine del giorno è il filtro sugli atti da utilizzare, ci dovrà essere un'udienza stralcio, per stabilire quali conversazioni vadano distrutte o eliminate, ma è chiaro che, per la riservatezza delle indagini, non potrà avere luogo prima dell'esecuzione delle misure cautelari e allora il nodo riguarda le ordinanze e stabilire quali conversazioni debbano contenere. Devo dire che nelle audizioni con i magistrati e giornalisti c'è stata una certa apertura. Ma tant'è".

 
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