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Napoli: avvocati in sciopero, protestano contro lungaggini del Tribunale di Sorveglianza PDF Stampa
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di Viviana Lanza

 

Il Mattino, 10 luglio 2015

 

Accade che la decisione arrivi quando il detenuto è già tornato libero: gli effetti della carenza di personale amministrativo sull'attività del Tribunale di Sorveglianza costituiscono forse il capitolo più allarmante tra le criticità irrisolte che hanno spinto gli avvocati della Camera penale di Napoli e quelli di tutte le Camere penali del distretto a proclamare tre giorni di astensione dalle udienze, dal 6 all'8 luglio, e a votare all'unanimità nell'assemblea napoletana la proposta di inoltrare al ministero una richiesta di una ispezione straordinaria.

Fascicoli incompleti che costringono a rinvii, istanze per la liberazione anticipata sulle quali accade che la decisione arrivi quando il detenuto è già tornato libero: gli effetti della carenza di personale amministrativo sull'attività del Tribunale di Sorveglianza costituiscono un capitolo a sé, e forse il più allarmante nel quadro delle disfunzioni e delle criticità irrisolte che ha spinto gli avvocati della Camera penale di Napoli e quelli di tutte le Camere penali del distretto a proclamare tre giorni di astensione dalle udienze nei giorni scorsi, dal 6 all'8 luglio, e a votare all'unanimità nell'assemblea indetta dalla Camera penale napoletana guidata dall'avvocato Attilio Belloni la proposta di inoltrare al ministero una richiesta di una ispezione straordinaria allo scopo di verificare le disfunzioni lamentate e individuare le soluzioni più opportune per superarle.

"L'ispezione - chiarisce l'avvocato Belloni - è ai sensi dell'articolo 7 della legge 1311 del 1962. Auspichiamo che siano individuate le soluzioni più opportune per superare le criticità che denunciamo da tempo". I penalisti sono pronti a indire nuove giornate di astensione se non saranno adottati provvedimenti.

"C'è bisogno di un confronto dialettico con tutti i protagonisti della giustizia e quindi non solo la magistratura ma anche l'avvocatura, altrimenti si rischia un autismo culturale, un solipsismo che non giova" afferma Domenico Ciruzzi, vice presidente dell'unione Camere penali nazionali. Intanto le udienze in Corte d'Appello iniziano un po' prima al mattino, il presidente del Tribunale Ettore Ferrara ha previsto un incontro con i rappresentanti della classe forense per presentare il progetto di riorganizzazione dei servizi amministrativi, il procuratore Giovanni Colangelo ha promesso di intervenire sulla questione relativa alle informazioni relative alle pendenze dei procedimenti.

Insomma qualcosa si muove, anche se restano irrisolti aspetti che rendono grande il problema della giustizia a Napoli. Uno su tutti la carenza di personale amministrativo, motivo che ha spinto il presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli, Carminantonio Esposito, a disporre la riduzione dell'attività degli uffici.

Dal giorno in cui ha assunto l'incarico (20 settembre 2010) ad oggi "la riduzione del personale amministrativo ha raggiunto la cifra del 30% mentre il numero dei procedimenti è in costante aumento" ha sottolineato. Basta leggere i numeri: 39.491 procedimenti sopravvenuti e 37.894 definiti nel 2012, 41.882 sopravvenuti e 38.588 definiti nel 2013, 47.079 sopravvenuti e 39.497 definiti nel 2014. Nell'ufficio ci sono dipendenti che necessitano di assenze anche di lunga durata per motivi di salute, tre che godono di permessi sindacali, 8 dei benefici della legge 104 e due di concedo parentale.

"Questa situazione, già ripetutamente comunicata ai competenti organi amministrativi, consente allo stato soltanto l'adempimento degli atti urgenti" ha concluso comunicando la riduzione del numero di udienze, del numero di procedimenti per ogni udienza e l'attività informativa dell'ufficio relazione con il pubblico, fatti salvi i casi di particolare urgenza. "Siamo al collasso" denuncia l'avvocato Sergio Schlitzer, presidente del Carcere Possibile, la Onlus della Camera penale di Napoli impegnata a tutela dei diritti dei detenuti.

"Ci auguriamo che il ministro della Giustizia intervenga il più presto possibile". Per questo da Napoli sarà inviata una lettera aperta al Guardasigilli per denunciare tutte le criticità non sanate da anni. "Il problema del Tribunale di Sorveglianza non è solo napoletano" spiega l'avvocato Riccardo Polidoro, responsabile dell'Osservatorio carcere della Unione Camere penali italiane. Con uno sguardo a livello nazionale, il caso Napoli non appare come una eccezione, altrettanto allarmante è la situazione a Bologna. "Il problema della carenza di personale è nazionale".

 
Alba (Cn): dall'1 luglio il personale della Casa circondariale in sciopero della mensa PDF Stampa
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La Stampa, 10 luglio 2015

 

Dopo le polemiche a distanza tra la deputata cuneese del Movimento 5 Stelle, Fabiana Dadone e il viceministro alla Giustizia, Enrico Costa, sulla situazione nel carcere di Alba, dove il personale dal 1° luglio applica lo sciopero della mensa. Dadone aveva accusato il governo (Costa) di non interessarsi alla vicenda. Il viceministro aveva prontamente replicato spiegando di aver attivato il dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria e di essere pronto ad incontrare gli addetti. L'esponente Cinque Stelle si dice ora in parte soddisfatta dell'azione intrapresa da Costa.

"A leggere le pagine de La Stampa - scrive in una nota la parlamentare - posso quindi dirmi in parte soddisfatta dalla notizia che il viceministro Costa si sia impegnato a "incontrare il personale albese e parlare con gli operatori per cercare una soluzione" sulla scorta della relazione del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, ma nutro qualche perplessità in merito. Innanzi tutto perché lo stesso Dipartimento per l'Amministrazione penitenziaria appena il 1° luglio ha comunicato il progetto di mobilità del personale in cui si evince che in Piemonte tutti i penitenziari ad esclusione appunto di Alba, Verbania e Alessandria riceveranno nuovi agenti. Il quadro complessivo regionale appare sconfortante, a fronte della carenza di 85 unità ne saranno integrate a mala pena 45.

Sinceramente, pensare di dover giocare a Tetris, togliendo agenti da alcuni penitenziari per poterne dare ad altri, appare ancora più preoccupante. Si tratterebbe solo di consumare una guerra tra poveri e d'altro canto chissà cosa farà cambiare idea al Dap che, immagino, avrà predisposto il piano di mobilità rispettando una serie di parametri oggettivi. In secondo luogo spero vivamente che Costa, oltre che a mezzo stampa, risponda all'atto di sindacato ispettivo da me depositato, in maniera tale che tutto rimanga agli atti, come si suole dire".

 
Santa Maria Capua Vetere (Ce): quando la start-up nasce dietro le sbarre PDF Stampa
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Roma, 10 luglio 2015

 

I detenuti realizzeranno le loro idee con un software ideato da Aldo Chiapparino. Tour cittadini a bordo di vespe d'epoca, "street food" su camioncini attrezzati con prodotti tradizionali per girare l'Italia e cooperative dedicate all'addestramento di quattro zampe.

Queste sono solo alcune delle idee imprenditoriali dei detenuti del carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, coinvolti in un rivoluzionario progetto iniziato a febbraio scorso e da poco terminato. L'iniziativa, promossa dalla società di formazione Meta Spa, in collaborazione e finanziata dalla Regione Campania, è stata realizzata attraverso 300 ore di tutoraggio a cui hanno partecipato 15 detenuti impegnati in attività didattiche e di laboratorio informatico al fine di stilare i business pian per realizzare le loro idee imprenditoriali.

"L'obiettivo è quello di favorire la riammissione in società dei detenuti, una volta scontata la pena, per riabilitarli non solo a livello professionale ma anche in termini di dignità" ha dichiarato Donato Alberico, direttore di Meta S.p.a., in occasione della presentazione del libro "Idee d'Impresa per la libertà", edito da Booking.com di Vito Pacelli che ha raccolto e descritto dettagliatamente l'intera esperienza e le idee dei carcerati impegnati nel loro riscatto sociale e professionale. Ciò che ha reso e renderà possibile la "trasformazione" delle idee proposte dagli ex detenuti in realtà è "Prevedo-Start Up", un software per lo sviluppo di business pian ideato da Aldo Chiapparino e donato gratuitamente dai familiari dell'ingegnere scomparso e pioniere di programmi per la nascita di nuove imprese. A coordinare il corso sono stati il colonello comandante Raffaele D'Ambrosio, direttore del carcere ed il colonello Nicola Cacciuolo in sinergia col corpo docente composto da Donato Alberico, Mario Miglinolo, Alfredo Beneduce, Francesco Cardiello, Roberta Moreno, Domenico D'Amato e Antonio Calandriello. "Dopo il tutoraggio i detenuti hanno tutti gli strumenti per realizzare i loro progetti ma vogliamo seguitare per supportarli anche nella fase realizzativa" ha dichiarato Alberico durante la conferenza stampa, svoltasi lo scorso mercoledì nel carcere militare alla presenza dei detenuti, che hanno ricevuto gli attestati, del corpo docente, di Raffaele D'Ambrosio, direttore del carcere, di Adriana Tocco, Garante dei detenuti per la Regione Campania, dei magistrati dì sorveglianza coinvolti nell'iniziativa e dei familiari dì Aldo Chiapparino, la moglie Stella ed i tre figli Giuseppe, Melina e Mario.

 
Avellino: in attesa per la Rems di San Nicola Baronia, ecco le criticità della struttura PDF Stampa
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Quotidiano del Sannio, 10 luglio 2015

 

Sulla riconversione in corso della struttura da adibire a Rems, il cittadino Antonio Capodì-lupo, attivista politico locale, comunica in forma scritta alcune considerazioni. Il tutto si concentra su tre punti: "sub appalto dei lavori; spesa per arredi ed attrezzature per un importo di oltre 100.000 euro; sicurezza sismica, spazi al verde (circa 9 mq a detenuto) e salubrità degli ambienti". Capodilupo dichiara: "l'immobile è stato interessato già da un finanziamento di oltre 800.000 euro essendo stato destinato a R.S.A.

Successivamente ed in corso d'opera, vi fu il cambio di destinazione e quindi l'odierna riconversione ad ex O.P.G. con ulteriore puntello di oltre 600.000 euro. L'Asl di Avellino ad aprile scorso ha indetto una gara per la fornitura di arredi per la modica cifra di 200.000 euro. Il progetto presentato e finanziato è esecutivo cioè le somme contabilizzate riguardano tutte le forniture e infatti con il decreto n. 104 del 30/09/2014 la Regione Campania ha preso atto delle somme richieste dall'ASL di Avellino, approvando il quadro economico del progetto esecutivo tra cui la voce arredi ed attrezzature per un importo di oltre 100.000 euro".

La nota scritta prosegue ponendo due domande - Com'è possibile che per provvedere solo agli arredamenti si spendano, per ognuno dei 30 ospiti previsti, circa 15.000 euro e perché è stata disposta un'ulteriore gara i cui commissari giudicanti potrebbero risultare incompatibili avendo preso parte alla progettazione esecutiva? I 200.000 euro della procedura negoziata dì cui alla delibera ASL n, 516 del 3 aprile u.s. in quale capitolo di spesa sono stati messi in conto, essendo evidente che non erano stati compresi nel decreto n. 104 del 30/09/2014 della Regione Campania? Queste domande dovrebbero interrogare le Autorità di controllo e ì cittadini".

 
Spoleto (Pg): corruzione in carcere, parla un detenuto "pagavo per ottenere domiciliari" PDF Stampa
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di Jacopo Brugalossi

 

tuttoggi.info, 10 luglio 2015

 

Processo alle battute finali, l'ex dirigente sanitario di Maiano si è avvalso della facoltà di non rispondere. Corruzione nel carcere spoletino di Maiano. È arrivato alle battute finali il processo che deve far luce sui fatti avvenuti all'interno del penitenziario fino al 2009. Un giro di certificazioni mediche false, prodotte sotto compensi in denaro e preziosi, che permettevano ai detenuti di ottenere sconti di pena o addirittura gli arresti domiciliari.

Una ventina le persone coinvolte nelle indagini, tra cui spicca il nome dell'allora dirigente sanitario del carcere. Il quale in realtà, avendo chiesto all'epoca di essere giudicato con la formula del rito abbreviato, è stato già condannato in primo grado a 3 anni e dieci mesi di reclusione. Condanne anche per altre sei persone coinvolte a vario titolo nell'inchiesta, mentre in 15 erano stati rinviati a giudizio e sono ancora in attesa di conoscere le loro sorti.

Ieri, di fronte al collegio penale del tribunale di Spoleto composto dai giudici Bellina (presidente), Laudenzi e Olivieri (a latere), è stato escusso uno degli imputati, un detenuto. Stando alla sua testimonianza l'ex dirigente sanitario avrebbe avvicinato sua moglie per suggerire un metodo illecito per far ottenere i domiciliari al marito. Nello specifico l'uomo ha parlato di una decina di certificati medici che sarebbero costati la bellezza di 5mila euro cadauno. C'era anche il medico ieri in aula, per testimoniare. Si è però avvalso della facoltà di non rispondere, che gli è stata concessa visto il suo coinvolgimento come imputato in un processo sostanzialmente parallelo. La prossima udienza è stata calendarizzata il 4 novembre prossimo, data in cui dovrebbe finalmente arrivare la sentenza.

 
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