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Medio Oriente: sono 151 i bambini palestinesi rinchiusi nelle prigioni israeliane PDF Stampa
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www.infopal.it, 6 febbraio 2015

 

Almeno 151 bambini palestinesi sono attualmente detenuti come "prigionieri di sicurezza" nelle carceri israeliane, ha affermato il consigliere legale palestinese di Military Court Watch nel comunicato di martedì. L'associazione ha reso noto che il 47 per cento è detenuto in Israele in violazione delle Convenzioni di Ginevra, che impediscono il trasferimento dei detenuti al di fuori del territorio occupato in quanto limita le possibilità di "visita delle loro famiglie e degli avvocati".

I numeri evidenziano le continue difficoltà che affrontano i bambini palestinesi nelle carceri israeliane, componendo il gruppo più vulnerabile dei 5.528 palestinesi detenuti nelle carceri israeliane. Il gruppo ha anche aggiunto nel comunicato che i dati rilasciati dal Sevizio carceri israeliano spesso non mostra i numeri reali, in quanto si basa semplicemente sul "numero" dei prigionieri detenuti alla fine di ogni mese.

Di conseguenza, quei palestinesi trattenuti per ore o giorni che non siano l'ultimo giorno del mese non rientrano nei dati. L'associazione ha affermato che anche se molti bambini al di sotto dei 14 anni sono registrati come detenuti dal Sevizio carcerario israeliano, i dati ufficiali rilasciati nell'agosto 2013 non ne mostrano alcuno. Il divario tra i dati ufficiali rilasciati dalle autorità carcerarie israeliane e il numero effettivo dei Palestinesi detenuti in custodia israeliana riflette questo problema di raccolta dati.

Il comunicato emesso da Military Court Watch giunge tra la crescente preoccupazione per la sorte dei bambini palestinesi nelle carceri israeliane accentuata dal caso di Malak al-Khatib, una ragazzina di 14 anni, condannata a due mesi di carcere, accusata da Israele di aver lanciato pietre e di possesso di un coltello. È stata arrestata mentre tornava a casa da scuola nel suo villaggio di Beitin il giorno di Capodanno poco più di un mese fa. Al-Khatib è una delle poche ragazzine dei circa 1.000 bambini palestinesi arrestati ogni anno, e l'immagine del suo volto giovane è diventato comune durante le proteste e sui manifesti in tutta la Cisgiordania.

 
Medio Oriente: in Israele 14enne palestinese condannata a due mesi di carcere PDF Stampa
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di Mario Lucio Genghini

 

www.polisblog.it, 6 febbraio 2015

 

Il caso di Malak riaccende le polemiche sugli arresti e i maltrattamenti subiti da minori palestinesi. Israele è l'unico paese al mondo dove chi non ha compiuto la maggiore età può essere processato da un Tribunale militare

Sta facendo molto discutere la condanna, a due mesi di detenzione e a 1.500 dollari di multa, per la quattordicenne Malak al-Khatib. La sentenza è stata emessa dal Tribunale militare israeliano e non è un caso isolato. Sono centinaia i minori palestinesi che attualmente si trovano nelle carceri di Israele.

Come riportato da al-Araby, la ragazza ha confessato che, mentre tornava a casa da scuola a Betin (Cisgiordania), ha lanciato un sasso contro delle automobili. Ma secondo la testimonianza di alcuni militari non sarebbe tutto, Malak avrebbe avuto un coltello con sé che sarebbe stata pronta ad usare contro le forze di sicurezza in caso di arresto. Il padre ha respinto tale versione dei fatti, affermando che a sua figlia sarebbe stata estorta con minacce una confessione da parte dei militari: "Una ragazzina di 14 anni circondata da soldati israeliani ammetterebbe qualsiasi cosa, anche di avere un'arma nucleare" (Via Nenanews).

Military Court Watch, associazione di volontariato costituita principalmente da avvocati, ha colto l'occasione per ribadire che sono 151 i minori detenuti nelle carceri israeliane. Cosa che lascia molto perplessi sul sistema di garanzie democratiche di Tel Aviv: unico paese al mondo dove chi non ha compiuto la maggiore età può essere processato da un Tribunale militare.

Sul problema, in passato, sono intervenute organizzazioni come l'Unicef e l'Onu. Nei rapporti stilati dai due enti non si denuncia soltanto il fatto che dei minori possano finire in carcere, ma viene lanciata anche un'accusa aggiuntiva a Israele, accusa ampiamente documentata. Ovvero di torturare, maltrattare, violentare i bambini palestinesi. Quando i minori vengono arrestati nei territori occupati, secondo il rapporto delle Nazioni Unite, "le accuse nei loro confronti sono lette in ebraico, lingua che non capiscono, e vengono costretti a firmare confessioni scritte". Inoltre è messo nero su bianco che ragazzi e ragazze, in stato di arresto, subiscono "sistematiche violenze fisiche, verbali e sessuali".

Per Defense for Children International, i giovani arrestati, nel 20% dei casi, sono tenuti in isolamento per dieci giorni. Inoltre, segnaliamo che, in aperta violazione della Convezione di Ginevra, i minori fermati nei territori occupati sono spesso tradotti in carceri di Israele. Infine ricordiamo, che, per il diritto israeliano, i minori "lanciatori di pietre" possono essere condannati fino a 20 anni di carcere.

 
Stati Generali sulle pene e sul carcere: una occasione per riflettere CON le persone detenute PDF Stampa
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Ristretti Orizzonti, 5 febbraio 2015

 

All'attenzione delle persone detenute, dei volontari e degli operatori che hanno sostenuto la nostra battaglia "Per qualche metro e un po' di amore in più".

Il 28 gennaio la Commissione Giustizia della Camera ha iniziato l'esame di due proposte di legge in materia di relazioni famigliari e affettive delle persone detenute. È un piccolo passo importante di cui possiamo tranquillamente prenderci il merito: perché è stata la campagna di informazione promossa da Ristretti Orizzonti, in collaborazione con la Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, sono state le vostre firme di sostegno a sollecitare la politica a occuparsi degli affetti delle persone detenute, delle loro famiglie, delle sofferenze a cui sono condannate se non vogliono abbandonare i loro cari.

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I detenuti chiedono che gli Stati Generali sul carcere vengano fatti in galera PDF Stampa
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di Carmelo Musumeci

 

Ristretti Orizzonti, 5 febbraio 2015

 

"Il carcere è una giungla nel quale è difficile sopravvivere eppure c'è tanta umanità ed energie positive, basterebbe trovare qualcuno che li raccogliesse". (Diario di un ergastolano: www.carmelomusumeci.com).

Tempo fa, il Ministro della giustizia, per tentare di risolvere alcuni problemi e per portare umanità e legalità nelle nostre patrie galere, aveva lanciato l'idea di organizzare gli Stati Generali sui temi della pena e del carcere.

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Giustizia: nelle carceri celle aperte 8 ore al giorno, ma le guardie non gradiscono più PDF Stampa
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di Damiano Aliprandi

 

Il Garantista, 5 febbraio 2015

 

Patrizio Gonnella, il Presidente di Antigone, non ci sta: "tornare indietro, alla marcatura ad uomo del detenuto, è deresponsabilizzante e retrogrado".

Le celle aperte per otto ore al giorno creano problemi alle guardie penitenziarie e quindi bisogna non permetterlo più. È ciò che il Sappe, il sindacato della polizia penitenziaria, denuncia attraverso le parole di Donato Capece, il segretario generale del sindacato: "Sono aumentati i soprusi tra detenuti - dichiara Capece, aumentano le risse e i casi di violenze, sequestriamo ogni giorno materiale che arriva in carcere. La situazione è ingestibile: è arrivato il momento di dire basta".

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