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Le sei emergenze della giustizia PDF Stampa
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di Luigi Ferrarella

 

Corriere della Sera, 31 gennaio 2016

 

Valgono quel che valgono le classifiche sull'Italia 111° al mondo invece che 147°. E pure le statistiche (come le 130 mila prescrizioni l'anno o le cause civili scese ai 4,2 milioni del 2002) in sé dicono poco. Ma, come sismografi, rivelano i meccanismi che terremotano l'efficienza del sistema giudiziario.

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Anno giudiziario, Orlando: politica troppo timida con la magistratura PDF Stampa
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di Giovanni Negri

 

Il Sole 24 Ore, 31 gennaio 2016

 

Una politica troppo timida nei confronti della magistratura. Lo ha sottolineato il ministro della Giustizia Andrea Orlando nel suo intervento in Corte d'appello a Palermo nel quale ha ricordato che la politica "ha mostrato forse troppa timidezza nell'intervenire e stabilire regole per chi le regole è poi chiamato ad applicarle". Dove la sede non è neutra, visto che poi Orlando ha precisato di avere voluto rivolgersi al "caso Saguto" come "riferimento chiaro al fatto che aver lasciato spazi di discrezionalità ampia, per esempio, non regolando attraverso norme i compensi e le modalità di affidamento degli incarichi agli amministratori giudiziari o in altre procedure che prevedano incarichi con ampio margine di discrezionalità, ha consentito che si creassero zone d'ombra".

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Anno giudiziario, Orlando: ok a raddoppio prescrizione per reati corruzione PDF Stampa
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di Giovanni Negri

 

Il Sole 24 Ore, 31 gennaio 2016

 

"Accolgo l'appello del procuratore generale Scarpinato sulla prescrizione raddoppiata per alcuni reati corruttivi. In verità il testo approvato alla Camera va esattamente in questa direzione. Non serve una mia iniziativa specifica in questo senso". Lo ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando a margine dell'inaugurazione dell'anno giudiziario presso la Corte di Appello di Palermo. "Naturalmente - ha continuato - è legittima la discussione su come si bilanciano la forza dell'accusa con quella della difesa. Ma credo che l'obiettivo di non avere più prescrizioni nell'ambito dei reati contro la pubblica amministrazione sia ragionevole e conseguibile. Tanto più conseguibile all'indomani di un forte inasprimento per questi reati".

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L'anno giudiziario: da Roma a Milano ecco carenze e disfunzioni negli uffici PDF Stampa
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di Mariolina Iossa

 

Corriere della Sera, 31 gennaio 2016

 

Il ministro Orlando alla cerimonia a Palermo: "Non c'è più una "questione giustizia"". Nel capoluogo lombardo il Pg Malacarne denuncia: manca il 37 per cento del personale. Carenza di organico del personale amministrativo pari al 27 per cento a Milano, prescrizioni aumentate del 30 per cento a Roma. Sono queste le prime criticità che arrivano dalle Corti di Appello dove si svolgono le cerimonie per l'apertura dell'anno giudiziario.

A Palermo, il ministro Andrea Orlando ha sottolineato quanto sia ormai necessario guardare oltre la stagione della contrapposizione magistratura-politica. "Se è vero - ha riconosciuto - che ci sono difficoltà ancora da superare", non esiste più tuttavia una "questione Giustizia che ricapitoli in maniera quasi paradigmatica il senso della crisi che il Paese attraversa". Orlando ha detto che si è realizzato, a suo avviso, "l'auspicio che formulai lo scorso anno di aprire una nuova stagione di condivisione sui temi della giustizia e di superamento della conflittualità che ha caratterizzato il clima degli anni scorsi".

Milano - "La situazione già critica di carenza di organico del personale amministrativo", ha raggiunto livelli inaccettabili, ha detto il presidente vicario della Corte di Appello di Milano, Marta Chiara Malacarne, nel suo intervento per l'inaugurazione dell'anno giudiziario a Milano. La carenza è tale da poter "mettere a rischio il mantenimento dei risultati raggiunti in termini di produttività e il regolare funzionamento dei servizi. In Corte di Appello il personale effettivamente in servizio ha registrato un ulteriore decremento rispetto al dato, già poco confortante, dell'anno precedente, in quanto si è passati da 173 a 143 unità su una pianta organica che ne prevede 227, con un tasso di scopertura reale pari al 37%". Il procuratore generale Roberto Alonso ha detto anche che è ora di smetterla "di incolpare i magistrati, per abitudine. Non si tiene mai conto degli inadempimenti gravi che hanno caratterizzato l'azione di governo per molti anni".

Roma - A Roma nel periodo tra il 2014 e il 2015 sono andati in prescrizione il 30 per cento dei procedimenti definiti dalla Corte d'Appello di Roma. È il dato fornito dal procuratore generale Giovanni Salvi. "Interi settori della legalità quotidiana sono sommersi dalla prescrizione - ha detto il magistrato - così giungendosi alla vanificazione della sanzione penale e della sua stessa minaccia, proprio nelle aree di maggior interesse per il cittadino".

Per Salvi "è indispensabile un mutamento di rotta" perché "il dato diviene drammatico se si fa riferimento ai reati a più breve termine di prescrizione". Secondo il pg di Roma "i nodi da aggredire subito sono le notificazioni, causa di continui e inutili rinvii e le modalità di trattazione dei procedimenti prescritti o prossimi alla prescrizione che vengono gestiti senza uniformità e che ingolfano udienze destinate ai processi 'viventi´".

Napoli - A Napoli si teme un'amnistia strisciante. Nonostante alcuni dati positivi "i tempi di definizione dei procedimenti civili e penali, ancorché diminuiti, continuano ad essere eccessivi e questo continua ad essere il principale problema della giustizia". Si è soffermato su questo aspetto il presidente della Corte di Appello di Napoli. "I ritardi nei processi penali, la scarcerazione anche di imputati per reati gravi per decorrenza dei termini di custodia cautelare e l'estinzione di un gran numero di reati per prescrizione, vanifica il lavoro dei magistrati e finisce per diventare una sorta di amnistia strisciante e perenne che opera peraltro in modo casuale", ha aggiunto De Carolis.

Torino - "Occorre una costante vigilanza sui comportamenti dei magistrati, al fine di evitare che gravi condotte attuate da pochi compromettano il prestigio dell'intera magistratura", sono state le parole del presidente della Corte di Appello di Torino, Arturo Soprano., durante la cerimonia inaugurale dell'Anno giudiziario nel capoluogo piemontese. "È necessario che le responsabilità individuali siano accertate con celerità e punite con il massimo rigore" continua Soprano, secondo cui "sembra forse più opportuno che, al termine dell'esperienza politica o amministrativa, il magistrato chiamato a svolgere funzioni di governo, sia destinato ad altri ruolo dell'amministrazione dello Stato, senza fare più ritorno in magistratura".

Palermo - A Palermo il presidente della Corte di Appello Gioacchino Natoli ha ammesso le criticità e le insufficienze della magistratura ma ha poi voluto dare, riferendosi al caso Saguto, "un particolare riconoscimento di efficienza e tempestività al circuito dell'autogoverno diffuso, costituito da quei colleghi del tribunale che si sono offerti per cambiare funzioni e che voglio pubblicamente ringraziare, e poi da dirigenti, Csm, consiglio giudiziario e procura generale della Cassazione. Circuito che ha saputo dare, in questo caso, risposte celeri sia per rassicurare nell'immediatezza la collettività sul ripristino delle condizioni di imparzialità e di trasparenza nell'azione di contrasto del tribunale di Palermo alla cancrena dell'economia mafiosa. Sia per evitare che le condotte, eventualmente censurabili di pochi - anche se ancora da accertare in via definitiva - possano travolgere anni di serietà professionale e di dimostrata imparzialità di numerosissimi magistrati nazionali, alcuni dei quali caduti proprio in ragione dell'adempimento del loro dovere in questo distretto: ben 11 su 24 in Italia".

 
L'allarme sui reati prescritti: "a Roma aumentati del 30%" PDF Stampa
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di Ilario Lombardo

 

La Stampa, 31 gennaio 2016

 

I magistrati all'inaugurazione dell'anno giudiziario: sistema da cambiare. Il ministro Orlando a Palermo: dobbiamo fare meglio sui beni dei mafiosi. Prescrizione, confische dei beni e reato di clandestinità. Sono queste le sfide, secondo il Guardasigilli Andrea Orlando, ancora da affrontare. Il ministro sceglie Palermo per l'inaugurazione dell'anno giudiziario e guardandosi indietro, agli auspici formulati un anno fa, esprime soddisfazione per il clima di maggiore collaborazione costruito, seppure faticosamente, con la magistratura. Anche se non risparmia una stoccata, parlando della "timidezza" della politica "nello stabilire regole per chi le regole è chiamato ad applicarle". Ma gli scontri sulla responsabilità civile delle toghe e le ferie sono ormai un pensiero distante, la cui eco svanisce davanti a quanto c'è ancora da fare. Lo ricordano inchieste, scandali, arresti. E allora, dice Orlando, troppo poco è stato fatto sui beni confiscati ai mafiosi: "Troppi spazi di discrezionalità" sono stati lasciati "non regolando i compensi e le modalità di affidamento degli incarichi agli amministratori giudiziari". Così sono nati "fenomeni allarmanti" come il caso emerso proprio qui a Palermo, di Silvana Saguto, l'ex presidente delle misure di prevenzione del Tribunale indagata per corruzione.

L'intesa con i magistrati sembra invece molto più ampia sulla prescrizione. Orlando accoglie la proposta del pg Roberto Scarpinato di raddoppiare i tempi per alcuni reati corruttivi: "In verità - dice - il testo approvato alla Camera va esattamente in questa direzione, con una congrua sospensione della prescrizione dopo la condanna in primo e secondo grado". In un Paese che resta in cima alla classifica della corruzione, la prescrizione è vissuta ovunque come un ostacolo o un salvacondotto scontato. A Napoli, dove i cancellieri si sono voltati di spalle per protesta durante l'intervento del neo-sottosegretario Gennaro Migliore, è diventata "una sorta di amnistia strisciante" lamenta il presidente Giuseppe De Carolis. A Roma, proprio in quella città divorata dai tentacoli di Mafia Capitale, in cui la corruzione, denuncia il pg Giuseppe Salvi, "sembra aver superato il livello di guardia", la prescrizione è aumentata del 30%. A Torino la richiesta del presidente della Corte di Appello Arturo Soprano è la stessa: "Riformare un sistema fortemente illogico".

Anche sul reato di immigrazione clandestina, Orlando sembra in linea con il primo presidente di Cassazione Giovanni Canzio che giovedì lo aveva definito "inutile e dannoso per le indagini". L'ambiguità del governo Pd-Ncd sul tema e il dietrofront di Matteo Renzi sulla cancellazione del reato, hanno convinto i magistrati ad aumentare il pressing, strappando al ministro l'impegno al suo superamento "nel quadro di una ridefinizione delle regole" sull'immigrazione. La fotografia che viene scattata dai presidenti di Corte d'Appello e dai procuratori generali nelle loro relazioni inaugurali ha poi un punto focale: le banche in affanno e i fallimenti hanno provocato l'aumento delle cause dei risparmiatori, soprattutto a Milano. A Siena, città di Mps crescono i reati fallimentari, mentre nelle Marche il dissesto del più importante istituto di credito popolare sta lacerando il tessuto produttivo: e chi doveva controllare, da Bankitalia alla stampa ai politici, accusa il pg di Ancona Vincenzo Macrì, "non è stato all'altezza".

 
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