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La Spezia: "Gaol", le sedie prodotte da due detenuti saranno in vetrina all'Expo PDF Stampa
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di Benedetto Marchese

 

www.cittadellaspezia.com, 27 marzo 2015

 

Grazie alla collaborazione fra la direzione di Villa Andreino e Metallica Srl è nato il progetto che ha consentito di assumere le due persone che hanno prodotto 500 sedie. Costa Group le porterà all'esposizione di Milano.

La Spezia - Il loro nome "Gaol", dall'inglese "prigione", indica immediatamente la loro provenienza mentre le mani che le hanno prodotte arrivano da lontano ed hanno dietro storie diverse confluite in una lodevole iniziativa sviluppata all'interno della casa circondariale della Spezia "Villa Andreino". Si tratta delle 510 sedie in metallo realizzate da due detenuti, uno tunisino e l'altro ecuadoriano, che dal primo maggio saranno visibili all'Expo di Milano.

La vetrina più importante per un progetto che oltre alla sensibilità e all'interesse nel reinserimento dei detenuti da parte dello staff della direzione guidata da Maria Cristina Bigi, ha trovato l'entusiasta adesione di Giorgio Manfroni, titolare della Metallica Srl, azienda fortemente radicata sul territorio che da più di un secolo opera nel settore della carpenteria metallica e d'arredo occupando una quindicina di persone e che venderà le sedie anche nel proprio punto vendita.

Il progetto della carpenteria nel carcere spezzino era partito nel 2010 ed aveva preso concretamente forma l'anno successivo con un articolato percorso formativo cofinanziato dalla Cassa delle Ammende, ente del Ministero della Giustizia che finanzia "programmi di reinserimento in favore di detenuti e internati, programmi di assistenza ai medesimi e alle loro famiglie e progetti di edilizia penitenziaria finalizzati al miglioramento delle condizioni carcerarie".

Grazie ad una cooperativa 20 persone avevano seguito un corso in piena regola e riguardante le tecniche di saldatura, il primo soccorso e tutto il necessario per consentirgli di avere un'adeguata preparazione in vista della loro scarcerazione. Un'esperienza che si è rivelata molto preziosa dato che la maggior parte dei 18 arrivati fino alla certificazione, hanno poi trovato una precisa collocazione lavorativa una volta scontata la pena. Nel luglio 2014 è poi subentrata la Metallica Srl che ha subito colto la proposta della direzione di scommettere sul progetto, assumendo in piena regola due detenuti, selezionati in base a motivazioni ed attitudine, da far lavorare all'interno delle mura di Villa Andreino sempre nell'ottica del reinserimento sociale anche grazie ad alcune agevolazioni messe a disposizione dallo Stato.

"Al momento - spiega Manfroni - l'azienda ha una sua vera e propria filiale interna al carcere, con contratti validi a tutti gli effetti che permettono a questi due ragazzi (entrambi sotto i trent'anni) di poter svolgere un lavoro part-time che viene adeguatamente retribuito. C'era la necessità di adattare il lavoro alle capacità e al materiale disponibile nell'officina, così abbiamo deciso di puntare su queste tre sedie con lo schienale personalizzabile. L'idea è piaciuta molto a Franco Costa di Costa Group che ha aderito con entusiasmo al progetto decidendo di portarne 510 fra quelle prodotte all'Expo di Milano. Molto del merito - aggiunge - va anche all'agente Roberto Uccheddu che segue con grande attenzione ed aiuta i due ragazzi nel loro lavoro".

Un impiego, quello dei due detenuti, che oltre ad aiutarli molto anche dal punto di vista umano responsabilizzandoli e abituandoli al lavoro di squadra, ha stimolato l'attenzione e la curiosità del resto della popolazione del carcere - circa 180 persone, numero in linea con la capienza dell'istituto - che è impegnata in numerose altre attività culturali e sportive. "Spero che questa mia esperienza possa spingere altri imprenditori ad investire per ridare speranza e dignità a queste persone. Non solo in loro ma in tutto lo staff della direzione ho trovato uno spirito costruttivo e di piena collaborazione che mi ha gratificato molto. Posso assicurare - conclude Manfroni - che non c'è stipendio o guadagno che possa eguagliare la felicità e alla soddisfazione di questi ragazzi quando sono al lavoro".

 
Lamezia Terme: i club Rotary finanziano progetto "Oltre le mura" nell'Istituto Penale Minorile PDF Stampa
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www.lametino.it, 27 marzo 2015

 

"Oltre le mura" è il progetto finanziato dai Rotary Club Lamezia Terme e Catanzaro Tre Colli, e dalla Sovvenzione della Rotary Foundation del Distretto 2100, per creare un momento d'interazione fra la realtà carceraria minorile e la società civile e, in particolar modo, il mondo della scuola.

"L'iniziativa - è scritto in una nota - ha promosso attività tese a migliorare le primarie esigenze del disagio minorile inframurario, ed il taglio che si è voluto conferire al progetto è stato, prima di tutto, di carattere pratico. Per questo, infatti, sono stati attivati, all'interno dell'Istituto Penale Minorile di Catanzaro, corsi professionali di pizzaiolo, che hanno consentito ai giovani detenuti di imparare un mestiere. La formazione professionale, infatti, oltre ad alleviare il peso della carcerazione, costituisce uno stimolo di vitale importanza per i ragazzi che, finito di scontare il proprio debito con la giustizia, avranno la necessità di ricollocarsi positivamente nel consesso civile. Una qualificazione professionale potrà, di certo, agevolare il loro percorso di reinserimento sociale".

A presenziare alla cerimonia di consegna degli attestati di qualifica di pizzaiolo ai giovani detenuti, che si è svolta dopo la degustazione delle pizze preparate dai ragazzi, sono stati oltre al direttore dell'Ipm, Francesco Pellegrino, il past governor Francesco Socievole (presidente della Commissione Rotary Foundation del Distretto 2100 - che ha sovvenzionato il progetto), il presidente del Rotary Club Catanzaro Tre Colli, Felice Foresta, il presidente del Rotary Club Lamezia Terme, Raffaella Gigliotti (accompagnata dal vice-presidente - Massimo Sdanganelli, e dal segretario - Claudio Sdanganelli) ed il presidente della Scuola Pizza di Cosenza, Michele Intrieri.

Il Pdg Francesco Socievole ha spiegato "l'impegno del Rotary profuso per il mondo adolescenziale e giovanile; impegno, che con questo progetto si è voluto in particolare dedicare ai giovani reclusi, al fine di far sentire loro più vicina e più vera la prospettiva di una serena vita di lavoro, senza il contraccolpo dell'emarginazione e dell'isolamento post carcerario". "Siamo entusiasti degli esiti di questo progetto; un progetto straordinario - ha detto il presidente del Club di Lamezia Terme, Raffaella Gigliotti - perché è rivolto ai giovani, al nostro futuro - a voi, che siete una generazione di giovani che ha tanto bisogno di aiuto, che ha il bisogno di credere che esiste una società accogliente "oltre queste mura", quando sarà per voi il momento della libertà; ma è un progetto straordinario anche perché è rivolto ai giovani studenti delle nostre città (alcuni sono già stati qui, altri ancora ne verranno il mese prossimo), perché vogliamo che queste mura non siano mai da considerare un frammento insormontabile di pregiudizio - tra voi e loro, tra voi e tutti i giovani ai quali arriverà questo messaggio da parte nostra. E ha proseguito, rivolgendosi ai giovani detenuti, "Noi siamo orgogliosi di voi e siamo certi che un giorno - fuori da qui - saprete fare tesoro di questa professionalità acquisita, testimoni e protagonisti di una azione solidale, che è partita dal cuore dei Rotary Club".

"Considerando che la reclusione minorile dovrebbe essere l'ultima spiaggia cui approdare - quando è franata ogni altra strada di prevenzione, è da prendere atto - ha affermato il presidente del Rotary Club Catanzaro Tre Colli, Felice Foresta - che la tragica frattura che si crea tra giovani reclusi e mondo esterno può essere recuperata e sanata solo comprendendo l'importanza del recupero a tutela della dignità umana e dell'interesse collettivo, affinché successive ricadute nella disperazione siano fortemente contrastate. Con questo progetto abbiamo raggiunto gli obiettivi prefissati, contribuendo alla formazione professionale ed al recupero sociale dei giovani ospiti dell'Ipm". I Rotary Club Lamezia Terme e Catanzaro Tre Colli, oltre a finanziare i corsi di pizzaiolo rivolti ai giovani detenuti, hanno organizzato visite presso l'Istituto Penale Minorile di giovani studenti di alcune Scuole Superiori delle rispettive città. In particolare, hanno aderito al Progetto il Liceo Classico Galluppi di Catanzaro e l'Istituto Tecnico Commerciale V. De Fazio di Lamezia Terme - unitamente ai giovani soci dei Club Interact Catanzaro e Lamezia Terme-Reventino.

Nel corso delle visite lo staff dell'IPm, diretto egregiamente dal dottor Francesco Pellegrino, ha illustrato l'organizzazione ed il funzionamento dell'Istituto, le iniziative poste in essere di continuo, a sostegno dell'educazione e della dignità dei giovani ospiti, cercando di comunicare la mission che ispira la loro azione: non solo di custodia, ma fortemente educativa e costruttiva rispetto alla proiezione dei ragazzi nella società civile. Tali aspetti sono stati rimarcati anche dai docenti accompagnatori, che hanno indirizzato gli studenti a considerare il disagio attraversato dai loro coetanei meno fortunati, portando proprio per questo rispetto e comprensione. I gruppi hanno anche incontrato alcuni giovani ospiti dell'Istituto restando senza dubbio colpiti dai contenuti del dialogo instaurato; contenuti che hanno dato prova della buona qualità della vita condotta all'interno di questa struttura d'eccellenza, ma, soprattutto, del grande e valido patrimonio umano presente al suo interno.

 
Cagliari: il 31 marzo incontro-dibattito sul tema "41bis e territorialità della pena" PDF Stampa
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Ristretti Orizzonti, 27 marzo 2015

 

La territorialità della pena e il regime di massima sicurezza nelle carceri sono due aspetti delle norme penitenziarie che offrono spunti di riflessione e confronto. Il primo, sancito dall'articolo 42 della legge sull'ordinamento penitenziario e dall'art. 62 del regolamento di esecuzione, ripropone la questione della funzione rieducativa della pena e del reinserimento sociale della persona privata della libertà. Il secondo "41bis" mette invece l'accento sull'esigenza del massimo rigore nei confronti di detenuti considerati pericolosi come i terroristi e gli appartenenti a clan e/o a organizzazioni criminali.

La territorialità della pena resta in moltissimi casi solo un principio a cui non conseguono atti concreti, mentre l'annunciata apertura nelle Case Circondariali di Cagliari-Uta e Sassari-Bancali di un apposito padiglione destinato ai detenuti in regime di 41bis sta suscitando preoccupazioni per le conseguenze derivanti da possibili infiltrazioni mafiose della criminalità organizzata.

In considerazione dell'attualità delle problematiche, l'associazione culturale Onlus "Socialismo Diritti Riforme" e la sezione cagliaritana dell'Associazione Nazionale Forense organizzano un incontro-dibattito su "41bis e Territorialità della Pena".

L'iniziativa è in programma nella Sala Biblioteca dell'Ordine degli Avvocati, al quarto piano dell'ala nuova del Palazzo di Giustizia, in piazza Repubblica, martedì 31 marzo ore 16.30. Coordinerà il dibattito l'avv. Francesco Mulas, segretario dirigente della sezione cagliaritana dell'Associazione Nazionale Forense. Ad introdurre il tema dell'incontro sarà Maria Grazia Caligaris, responsabile dell'associazione Sdr. Tra gli interventi programmati quelli Rita Dedola, presidente dell'Ordine degli Avvocati di Cagliari, Anna Maria Busia, consigliera regionale CD, Pierluigi Farci, direttore della Casa Circondariale di Oristano-Massama, Giampiero Farru, referente regionale dell'associazione "Libera". L'evento è in corso di accreditamento per il riconoscimento dei crediti formativi. Cagliari - martedì 31 marzo - Sala Biblioteca Ordine Avvocati - 4 piano - Ala Nuova Palazzo Giustizia - Piazza della Repubblica - ore 16.30.

 
Busto Arsizio: "Voce Libera", il giornale voluto da Fabrizio Corona diventa cartaceo PDF Stampa
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www.varesenews.it, 27 marzo 2015

 

È uscito il primo numero di Voce Libera, il progetto voluto dal noto paparazzo durante il suo periodo di detenzione nel carcere di via per Cassano.

È stato presentato nei giorni scorsi il nuovo giornale realizzato dai detenuti del carcere di Busto Arsizio. Il 24 marzo è uscito il numero zero di "Voce Libera", il mensile fortemente voluto da Fabrizio Corona durante il suo breve periodo di detenzione a Busto Arsizio. A presentarlo è stato il fratello Federico insieme a Rita Gaeta, responsabile dell'area trattamentale del carcere di Busto Arsizio.

Il giornale, gestito da una redazione di detenuti e realizzato dalla cooperativa sociale 3B, intende dare voce al mondo carcerario, alle riflessioni sullo status di detenuto, ad approfondimenti sul sistema giudiziario e penitenziario, norme, regolamenti e informazioni utili raccontati in forma critica ma attinente alla verità anche attraverso inchieste e analisi di dati. Il giornale è anche fornito di un portale su internet (www.vocelibera.net) dove si possono trovare alcuni dei contenuti del giornale e le modalità per avere informazioni ulteriori.

 
Lucca: studenti dell'Istituto "Benedetto Croce" si recano in visita al carcere di San Giorgio PDF Stampa
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www.luccaindiretta.it, 27 marzo 2015

 

Alla scoperta della realtà carceraria, trovando spunti di riflessione importanti. Venti ragazzi del centro studi Benedetto Croce - Gruppo Esedra di Lucca, ieri (26 marzo) hanno fatto visita ai detenuti della Casa circondariale di via San Giorgio. L'iniziativa, fa parte del progetto Carcere - scuola, organizzato dallo stesso istituto lucchese con i dirigenti della struttura di detenzione. Accompagnati dalla direttrice del centro, Arianna Fanani, e dalle docenti Federica Brugiati e Marina Ciucci (che hanno curato la parte didattica in aula e seguito l'interazione coi detenuti), gli studenti del Benedetto Croce hanno socializzato con gli ospiti, attraverso la produzione di attività sociali gestite dai volontari del gruppo teatrale Empatheatre. Dopo questo passaggio emotivamente forte, si è passati ad un vero e proprio "faccia a faccia" tra alcuni detenuti e gli studenti.

La giornata in San Giorgio è seguita all'incontro svoltosi un mese e mezzo fa nella sede di Esedra Scuole a San Concordio, quando il direttore della struttura, Francesco Ruello, parlò del rapporto tra detenzione e rieducazione. In queste settimane di intensa preparazione all'evento di ieri, la professoressa Brugiati (insegnante di diritto) si è occupata di curare gli aspetti giuridici del sistema penale e carcerario italiano, mentre Marina Ciucci ha puntato sulle dinamiche psicosociali che si vivono all'interno della realtà penitenziaria: "Sono soddisfatta - dichiara Arianna Fanani, perché i ragazzi hanno lavorato sodo per preparare questa giornata che sicuramente non dimenticheranno, e che si inserisce nella filosofia dell'azienda, cioè che la scuola deve guardare anche fuori dalle aule e vivere la realtà quotidiana, anche quella più delicata".

 
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