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Pakistan: pena di morte; saliti al patibolo altri 9 detenuti, oltre 130 da dicembre PDF Stampa
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Ansa, 28 maggio 2015

 

Altri nove detenuti, condannati a morte per omicidio, sono stati impiccati stamane all'alba in diverse prigioni del Pakistan. Lo riferisce Dunya Tv. Due prigionieri sono saliti al patibolo nella prigione di Kot Lakhpat a Lahore, mentre le altre esecuzioni sono avvenute a Rawalpindi, nel resto del Punjab e in Baluchistan. Ieri il boia è entrato in azione per nove prigionieri che erano nel braccio della morte da diversi anni con accuse di assassinio.

Dallo scorso dicembre, quando il governo ha sospeso la moratoria adottata nel 2008 in seguito alla strage talebana alla scuola di Peshawar, sono stati impiccati oltre 130 detenuti. Lo scorso anno, il generale Raheel Sharif, capo delle forze armate, aveva detto che circa 3 mila carcerati potevano andare al patibolo in seguito alla ripresa delle esecuzioni nel Paese asiatico. Secondo i media locali, nel braccio della morte dei penitenziari ci sono circa 8 mila criminali, tra cui alcuni leader islamici irriducibili e talebani.

 
Cina: campagna anticorruzione, prigione per un giorno come educazione dei burocrati PDF Stampa
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di Guido Santevecchi

 

Corriere della Sera, 28 maggio 2015

 

Carcere di Shiyan, provincia cinese dello Hubei: le porte si sono aperte per ricevere, tutti insieme, 70 quadri del partito comunista e funzionari governativi di alto livello. Non li hanno arrestati (non ancora). I burocrati dell'apparato comunista sono stati portati un giorno in prigione per incontrare gli ex colleghi condannati per corruzione e uscirne tanto spaventati da evitare di fare gli stessi errori. È la nuova iniziativa a scopo educativo-preventivo elaborata dalla Commissione centrale per la disciplina del partito.

Dal novembre del 2012 la campagna di pulizia lanciata dal presidente Xi Jinping ha fatto finire in cella centinaia di migliaia di burocrati corrotti. "Combatterò le tigri e schiaccerò le mosche", aveva detto il capo dello Stato: le tigri sono gli uomini del vertice che intascano tangenti milionarie, e già in cento sono cadute nella rete; mosche sono la massa dei piccoli e medi dipendenti pubblici che arrotondano stipendi bassi con ruberie varie. Un fenomeno, quello della corruzione, che la Cina non si può più permettere, perché il costo economico è enorme e mina la credibilità del partito-Stato.

Nella visita obbligata al carcere, gli uomini erano accompagnati dalle mogli, perché il messaggio arrivasse al cuore delle famiglie, rafforzandolo.

Durante il tour durato un'intera giornata, propagandato dalla stampa statale, il gruppo ha incontrato 15 funzionari condannati: "I loro ex capi e colleghi, colpevoli di aver preso tangenti o di abuso di potere", ha scritto il China Daily. Il personale dell'istituto di pena aveva preparato la scena come un parco a tema, appendendo alle pareti della stanza dove si è tenuta una lezione di buon comportamento le foto dei corrotti in divisa da detenuto o durante gli umilianti interrogatori ai quali secondo la procedura cinese seguono confessioni complete.

"Siamo rimasti colpiti ascoltando i corrotti che raccontavano il loro profondo pentimento", ha detto uno dei partecipanti. Tra gli ospiti permanenti delle celle c'era l'ex compagno Lu Xingguo, già capo del demanio nello Hubei, soprannominato "il segretario tre sacchi": aveva un sacco di amici e clienti, un sacco di traffici e un sacco di soldi.

Vedendolo in quella condizione, schiacciato dalle sue colpe, i visitatori dovrebbero essere stati sufficientemente impressionati (spaventati) da evitare di ripetere i suoi errori. Tour analoghi si stanno svolgendo in tutte le province della Repubblica popolare.

L'inventiva degli inquisitori della Commissione di disciplina non si ferma qui. Siccome le autorità sostengono che un'alta percentuale di corruzione sia ispirata da mogli e amanti dei quadri del partito, vengono organizzate anche escursioni per sole compagne.

Cinquanta mogli di alti funzionari dello Jianxi sono state invitate a indossare l'antica divisa dell'Armata Rossa maoista e condotte in luoghi simbolo della Lunga marcia. Immergendosi in quell'atmosfera di purezza rivoluzionaria, vestendo come i vecchi soldati dell'esercito contadino e operaio che negli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso non conoscevano la corruzione, le compagne dei moderni quadri della seconda economia del mondo dovrebbero recuperare il rigore delle origini e "riportare sulla via dell'integrità i loro mariti", scrive il China Daily.

 
Non benefici, ma diritti. Urge nominare il Garante nazionale delle persone detenute PDF Stampa
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di Redazione

 

Ristretti Orizzonti, 27 maggio 2015

 

Solo riconoscendo alle persone detenute il rispetto dei loro diritti è possibile chiedere loro responsabilità e consapevolezza, per questo è urgente che venga nominato il "Garante nazionale delle persone detenute o private della libertà personale".

La legge penitenziaria compie quarant'anni, è tempo di bilanci anche per i diretti interessati, per le persone detenute che vivono sulla loro pelle le cose buone e quelle meno buone di quella legge, e la capacità delle istituzioni di applicarla o invece di violarla, come è avvenuto sistematicamente in questi anni di sovraffollamento.

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Il progetto "Scuola Carcere" va in vacanza PDF Stampa
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di Carmelo Musumeci

 

Ristretti Orizzonti, 27 maggio 2015

 

Durante il progetto "scuola carcere" oggi mi hanno chiesto cosa mi manca più di tutto Ci ho pensato qualche istante. Poi ho risposto che la cosa che manca più di tutto ad un ergastolano è il futuro. (Diario di un ergastolano carmelomusumeci.com).

 

Anche quest'anno il progetto "scuola carcere", qui nel carcere di Padova, va in vacanza. E fra i detenuti della redazione di Ristretti Orizzonti c'è un po' di malinconia perché a molti di noi piace uscire dal nostro isolamento sociale per incontrare in carcere gli studenti.

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Gli Stati Generali sul carcere e sulla pena visti da Carmelo Musumeci PDF Stampa
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Ristretti Orizzonti, 27 maggio 2015

 

"L'Assassino dei Sogni è un carcere senza più sbarre e senza orizzonte, è la presenza silenziosa del nulla, è il secondino nella testa. È oggi è qui. Eppure non c'è disperazione in queste pagine, né resa. C'è la lucida consapevolezza del male e l'incanto di uno sguardo bambino, ed è tutto in uno stesso sguardo. E in quello stesso sguardo, l'ultima parola ce l'ha la libertà, ben al di là dei muri e delle sbarre, del dolore e della paura, della vita e persino della morte. Così questa storia evade, vola via dall'Asinara e da Sulmona e osserva dall'alto il "mondo irriformabile" che la circonda. E gli sorride".

(Dalla postfazione di Claudio Falbo al libro "Fuga dall'Assassino dei Sogni". Prefazione di Erri De Luca. Edizioni Erranti. Anno 2015. Il libro si può ordinare tramite il sito carmelomusumeci.com con l'indirizzo email zannablumusumeci(et)libero.it).

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