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Niente carcere per le detenute con figli disabili, possono scontare la pena ai domiciliari PDF Stampa
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Il Mattino, 15 febbraio 2020


Niente carcere per le madri di figli gravemente disabili. La Consulta ha stabilito che possono scontare la pena in detenzione domiciliare, qualunque siano l'età del figlio e la durata della pena, sempre che il giudice non riscontri in concreto un pericolo per la sicurezza pubblica.

Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n. 18, depositata oggi (relatrice la Presidente Marta Cartabia), accogliendo le censure della Corte di cassazione dove non prevede che la detenzione domiciliare "speciale" sia concessa anche alle madri di figli con più di dieci anni, se affetti da grave disabilità.

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Dap, Giulio Romano nuovo Direttore Generale Detenuti e Trattamento PDF Stampa
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di Marco Belli


gnewsonline.it, 15 febbraio 2020

 

Si è insediato ieri, nel suo studio al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, il nuovo Direttore Generale dei Detenuti e del Trattamento, Giulio Romano. Magistrato, nato a Roma e classe 1960, Romano ha ricoperto, fra gli altri, l'incarico di giudice presso il Tribunale di Sorveglianza di Roma e, fino al dicembre scorso, quando il Consiglio Superiore della Magistratura deliberò il suo collocamento fuori ruolo, quello di sostituto procuratore generale in Corte di Cassazione.

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I numeri drammatici della giustizia in Italia. Che la riforma della prescrizione non migliorerà PDF Stampa
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di Paolo Biondani


L'Espresso, 15 febbraio 2020

 

Il governo si divide sulla legge Bonafede che avrà effetti solo nel 2025 e incide poco sui veri mali della giustizia. Un esempio? Nell'ultimo anno non c'è stato neanche un condannato in via definitiva per concussione e corruzione.

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La riforma non accorcia i tempi. I giuristi: il lodo a rischio incostituzionalità PDF Stampa
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Il Messaggero, 15 febbraio 2020


Prescrizione, trattamenti diversi per gli imputati. Non convince gli avvocati il Conte bis. L'unione camere penali parla di imputati a vita neppure la formula che blocca l'orologio solo in caso di condanna e al secondo grado di giudizio piace ai legali. Resta lo spettro dell'incostituzionalità, come hanno sostenuto giuristi e magistrati. La norma contravverrebbe il principio della ragionevole durata del processo, rischierebbe di rendere esecutiva una pena anche 15 anni dopo i fatti contestati e riserverebbe un trattamento differente agli imputati. Non si esclude, però, che l'articolo riguardante il lodo Conte bis possa essere stralciato e trasformato in una diversa proposta di legge.

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Il processo penale cerca slancio PDF Stampa
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di Antonio Ciccia Messina


Italia Oggi, 15 febbraio 2020

 

Indagini più veloci, corsie preferenziali per i reati più gravi, rinvii a giudizio più selettivi, più spazio ai riti alternativi. E poi, prescrizione sospesa dopo la condanna in primo grado e rinfoltimento degli organici con più 500 giudici onorari e mille impiegati amministrativi.

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