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Brasile: la denuncia dell'Onu "esecuzioni di ragazzini di strada per mano della polizia" PDF Stampa
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di Sara Gandolfi

 

Corriere della Sera, 10 ottobre 2015

 

Le Nazioni Unite denunciano le forze di polizia in Brasile per "l'elevato numero di esecuzioni extragiudiziali di bambini", lanciano l'allarme per l'impunità "generalizzata" nel Paese ma anche per la violenza fisica e l'uso sproporzionato di gas urticanti e lacrimogeni durante gli sgomberi forzati in vista delle Olimpiadi 2016.

Il Comitato per i diritti dei bambini, con sede a Ginevra, in un rapporto pubblicato giovedì si dice "seriamente preoccupato per la violenza diffusa per mano della polizia militare - l'Unidade de Policia Pacificadora e il Batalhào de Operacoes Policiais Especiais, in particolare contro i bambini che vivono in strada o nelle favelas" di Rio de Janeiro, citando anche torture e sparizioni.

La vicepresidente del Comitato dell'Onu Renate Winter, intervistata dal quotidiano Estadào di San Paolo, ha aggiunto: "È in corso un'ondata di pulizia in vista dei Giochi olimpici, per mostrare al mondo una città senza problemi". Secondo il quotidiano, gli estensori del rapporto denunciano che le esecuzioni extragiudiziali e le detenzioni arbitrarie sono aumentate proprio in occasione di mega-eventi sportivi.

Il rapporto sottolinea che il Brasile ha uno dei più alti tassi di omicidio di giovani nel mondo, vittime della polizia, del crimine organizzato e dei gruppi paramilitari. "La sfida per le autorità è enorme" ha concluso il presidente del Comitato, Benyam Mezmur, secondo cui gran parte dei bambini finiscono in cella senza mandato d'arresto. Anche il perito dell'Onu Gehad Madi ha confermato "l'operazione pulizia". "L'abbiamo già visto per la Coppa del mondo nel 2014".

 
Filippine: rogo dormitorio del carcere massima di sicurezza di Leyte, 10 detenuti morti PDF Stampa
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Ansa, 10 ottobre 2015

 

Dieci detenuti filippini sono morti in un incendio scoppiato ieri sera in un dormitorio del carcere di massima di sicurezza di Leyte, nel centro dell'arcipelago. Lo ha riferito la polizia nazionale. Il rogo, che secondo le prime ricostruzioni è stato causato da un cortocircuito, è il secondo in due anni a colpire il penitenziario. Secondo il portavoce Roberto Olaguer, il fatto che le porte fossero chiuse a chiave ha trasformato il dormitorio in una trappola mortale. Le carceri filippine sono famigerate per il loro costante sovraffollamento. Secondo l'Ufficio per le carceri di Manila, il penitenziario di Leyte ha in teoria una capacità di 500 detenuti, ma al momento ne contiene 1.895. Le strutture della prigione vengono descritte "sotto lo standard" sullo stesso sito dell'Ufficio.

 
Quello trascorso al Due Palazzi è stato uno dei pomeriggi più intensi dalla morte di mio figlio PDF Stampa
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di Elisabetta Barbacci

 

Ristretti Orizzonti, 9 ottobre 2015

 

Ho letto con rammarico che il direttore della Casa di reclusione Due Palazzi è stato "promosso per essere rimosso" (Mattino di Padova, 6 ottobre 2015). Ho avuto modo di conoscere da tempo e apprezzare la professionalità della dott. Ornella Favero, direttore e coordinatrice della rivista Ristretti Orizzonti all'interno del carcere.

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Giustizia: i processi "mediatici" dell'avv. Anselmo stanno scrivendo la storia dei diritti civili PDF Stampa
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di Roberto Saviano

 

L'Espresso, 9 ottobre 2015

 

C'è un legale che difende le vittime degli abusi compiuti dalle forze dell'ordine. Ha molti nemici, ma sta scrivendo la storia dei diritti civili. Chi il primo ottobre scorso si fosse trovato in tribunale a Napoli, verso le 11 del mattino, avrebbe sentito un boato.

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Giustizia: stalking, calano le denunce ma non i femminicidi, troppe donne lasciate sole PDF Stampa
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di Maria Novella De Luca

 

La Repubblica, 9 ottobre 2015

 

"La paura di una donna non va mai sottovalutata. Quando una donna arriva a denunciare l'uomo che ha amato, con il quale ha messo al mondo dei figli, è perché sa di cosa egli è capace. Nessuno, meglio della vittima, conosce il suo persecutore. Invece, troppo spesso le denunce delle donne vengono registrate, ancora, come conflitti familiari". Ha la voce accorata Teresa Manente, avvocato dei centri antiviolenza "Differenza donna", mentre commenta la morte di Giordana Di Stefano, uccisa a vent'anni, da un ex con il quale aveva sperato un tempo di costruirsi una vita.

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