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Napoli: l'appello del Cardinale Sepe "baby boss, cambiate vita" PDF Stampa
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di Rosanna Borzillo

 

Avvenire, 4 novembre 2015

 

È un grido di dolore contro la criminalità, ma anche un invito a non rassegnarsi, ad alzare la testa e a dire "basta". Con il cardinale Crescenzio Sepe, i preti di Barra, Forcella, Ponticelli, Sanità, San Giovanni a Teduccio, Scampia, Secondigliano: tutti quartieri di Napoli in cui baby boss senza scrupoli, in questi ultimi mesi, hanno diffuso paura e morte.

Ieri sera in cattedrale, guidati dal loro pastore, sacerdoti e religiosi hanno voluto "gridare con il popolo, con i giovani, le mamme e i lavoratori onesti - ha sottolineato Sepe - che vogliono vivere nella legalità, nella giustizia e nella pace". Troppe lacrime senza ragione, troppe famiglie devastate si interrogano senza trovare risposte. In duomo si legge la lunga lista delle vittime di una "guerra" che sta insanguinando le strade della città. Sepe parla di "strage degli innocenti, causata dalla scelleratezza dell'uomo".

Dopo l'omicidio di Genny Cesarano, 17 anni, al rione Sanità, i parroci dei quartieri più in difficoltà, si sono riuniti in questi ultimi due mesi, stanchi di veder omicidi nelle loro strade e hanno deciso di far fronte comune. Hanno scritto una lettera, diffusa alla vigilia della celebrazione di ieri, nella quale si impegnano "ad accompagnare il popolo nella richiesta di giustizia e di normalità per i loro martoriati quartieri".

"Una sola vita umana che si spegne per un atto di violenza è offesa a Dio ed è manifestazione di inciviltà e di barbarie", ribadisce l'arcivescovo, durante la celebrazione che è preghiera e denuncia. Così Sepe lancia un appello forte: alle Istituzioni, a cui chiede di "fare ogni sforzo per dare sicurezza e serenità ai cittadini, soprattutto in quei territori che presentano particolari criticità di ordine pubblico". Ai camorristi, affinché si pentano e depongano le armi. "Lasciate la strada della perdizione! Pensate ai vostri figli e ai vostri cari, che spesso pagano un prezzo troppo alto per colpa vostra", è l'invito del pastore che ribadisce: "Non c'è disonore. Anzi ravvedersi significa comportarsi da uomini veri, significa far prevalere lo spessore morale, significa salvare la propria vita e quella degli altri".

E, in particolare, l'arcivescovo si rivolge ai "baby boss": "Rincorrete falsi idoli, per dimostrare forza e potenza, per brama di danaro. State sprecando gli anni più belli della vostra esistenza. Vi dico con cuore di padre: siete ancora in tempo per cambiare. La strada imboccata è senza futuro, rischiate di essere uccisi e con voi, magari senza colpa alcuna, anche i vostri familiari". "La vostra morte non lascia traccia - sono le dure parole del pastore - ma il sangue versato dagli innocenti è linfa di vita nuova, è il lievito di una società più giusta e migliore, apre alla verità, alla giustizia, alla libertà".

I parroci dei quartieri più difficili, intanto, parlano di una città spaccata in due. "La comunità cristiana di Napoli è un unico popolo, così come unico dovrebbe essere il modo di amministrare la città. Purtroppo ad oggi - sottolineano i preti - c'è la Napoli "bene" e la Napoli "malamente"". Quarantotto omicidi hanno devastato una parte del territorio, ma non annientato la voglia di riscatto. Sabato 5 dicembre, infatti, si prosegue, con una manifestazione pubblica, nella quale verranno consegnate, a quelli che in questo momento hanno responsabilità di governo, le richieste che stanno emergendo soprattutto dall'ascolto delle mamme dei territori. Significativo che soprattutto le donne dei quartieri più emarginati ed oppressi abbiano iniziato a chiedere per i loro figli telecamere per la videosorveglianza, più scuola e più sicurezza.

In Duomo, ieri pomeriggio, tra gli altri, i genitori dell'ultima vittima Genny Cesarano, una rappresentanza di carcerati, (con il delegato diocesano per la pastorale carceraria, don Franco Esposito), il presidente del Tribunale di Sorveglianza, Carmine Antonio Esposito, il vice sindaco Raffaele Del Giudice.

 
Taranto: il carcere un corso di formazione per "operatore calcinaio calce e canapa" PDF Stampa
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Ansa, 4 novembre 2015

 

Si è concluso a Taranto il corso di formazione per "Operatore calcinaio calce e canapa" (Fondo Sociale Europeo-Regione Puglia) organizzato dall'Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi a dalla direzione del carcere di Taranto per la reintroduzione di persone svantaggiate, a cui viene consentito di accedere ai servizi finalizzati all'accrescimento professionale, al reinserimento lavorativo o alla autoimprenditorialità.

Un gruppo di detenuti ha partecipato al corso che riconsidera la figura del calcinaio nell'ottica dell'innovazione dell'impiego della canapa in edilizia. Il biocomposito di calce e canapa riduce infatti le emissioni di diossido di carbonio grazie alle sue proprietà di isolamento termico e di sequestro di CO2 nella struttura degli edifici.

I corsisti hanno contribuito alla sistemazione dell'area verde della casa circondariale per gli incontri della popolazione detenuta con i figli minori. Inoltre è stata allestita la squadra Mof (Manutenzione ordinaria fabbricato) in cui saranno inseriti con assunzione intramuraria tre corsisti per ripristinare eventuali problematiche legate alla struttura della casa circondariale: impianti idrici, termici, sanitari ed opere edili in generale.

Gli organizzatori hanno ottenuto la disponibilità della ditta partner di progetto 'Canapa e Co" all'assunzione a fine pena dei detenuti più competenti e sono in via di definizione le convenzioni con diversi stakeholder locali per l'avvio di un macro-progetto di semina e coltivazione di canapa all'interno del carcere per sviluppare successivamente aree progettuali artigianali nel settore tessile, cartaceo e alimentare.

 
Firenze: "detenute morse dai topi nelle celle", la denuncia della Uil-Pa Penitenziari PDF Stampa
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gonews.it, 4 novembre 2015

 

Ci giunge notizia solo oggi di un fatto davvero increscioso, ovvero la presenza di topi nelle sezioni detentive, nello specifico nelle stanze di pernottamento delle detenute. Sembrerebbe che alcuni giorni fa, due detenute, durante la notte, siano state morse dai topi, le quali sono dovute ricorrere alle cure sanitarie del vicino pronto soccorso. Quanto è accaduto è gravissimo essendo presenti in tali sezioni anche bambini al di sotto dei tre anni. Questa la denuncia di Eleuterio Grieco, Coordinatore Provinciale della Uil-Pa Penitenziari di Firenze.

Le problematiche gestionali e strutturali di Sollicciano sono state puntualmente denunciate dalla Uil-Pa Penitenziari a tutti i livelli, ma evidentemente la classe dirigente di questa amministrazione ha perso la misura delle proprie responsabilità e la garanzia di quelli che sono i diritti sanciti dalla carta costituzionale, sia per ciò che concerne la detenzione che per quanto riguarda i diritti del personale di Polizia Penitenziaria e del Comparto Ministeri e di quanti accedono nella struttura. Aggiunge Grieco - lavorare in contesti disorganizzati, insalubri, fatiscenti, pericolanti e senza nessuna forma di tutela, fa si che tutto il sistema vada in un decadimento che porta a schiacciare le libertà ed i diritti individuali. In conclusione Grieco afferma è necessario un cambiamento di tutta la catena di comando per ristabilire quell'l'insieme di regole che sono in vigore in uno Stato e che rispondono al bisogno di ognuno ovvero di vivere in una società il più possibile ordinata e tranquilla.

 
Frosinone: detenuto tenta il suicidio ingerendo 15 pile, portato in ospedale è fuori pericolo PDF Stampa
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di Marina Mingarelli

 

Il Messaggero, 4 novembre 2015

 

Il drammatico episodio è avvenuto ieri mattina intorno alle 13,30 all'interno del carcere di via Cerreto a Frosinone. Autore del terribile fatto un detenuto di 40 anni. Forse una crisi depressiva la molla che lo ha indotto all'insano gesto. Sta di fatto che ieri mattina i compagni di cella hanno dato l'allarme agli agenti di polizia penitenziaria quando hanno visto il loro compagno in preda a dei fortissimi dolori.

L'ambulanza del 118 ha trasportato il detenuto presso l'ospedale di Frosinone. Ed è stato proprio nel corso della gastroscopia che si è scoperto il motivo di quei dolori lancinanti. L'uomo aveva ingoiato ben quindici pile. Il medico che lo ha visitato ha impiegato circa tre ore per estrarre con una pinze particolare le piccole batterie dal suo stomaco. A questo c'è da aggiungere che il paziente è affetto anche da patologie cardiache. Dunque per evitare possibili complicazioni si è dovuto procedere con molta cautela. Dalle informazioni ricevute sembra comunque che l'uomo, ricoverato nel nosocomio frusinate, sia ora fuori pericolo.

Non è la prima volta che all' interno del carcere i detenuti cerchino di togliersi la vita. Qualcuno, meno fortunato del quarantenne è riuscito a porre fine ai suoi giorni, qualcun altro è stato salvato in extremis dalle guardie carcerarie. Sovente - dicono gli psichiatri- il regime carcerario, proprio perché così restrittivo, porta a peggiorare situazioni che erano già considerate "a rischio". Già da tempo il "Sappe" (Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria) ha evidenziato le numerose malattie psichiatriche delle quali soffrono tanti detenuti. Da qui la necessità di aumentare le unità lavorative proprio per tutelare maggiormente la salute fisica e mentale dei carcerati.

 
Augusta (Sr): inaugurata un'area verde adibita a parco giochi per i figli dei detenuti PDF Stampa
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siracusanews.it, 4 novembre 2015

 

Il 23 Ottobre 2015 si è svolta presso il carcere di Augusta l'inaugurazione del parco giochi allestito in un cortile adibito a luogo d'incontro tra i detenuti e i loro piccoli. Durante il 2015 sono state svolte numerose iniziative promosse dai detenuti stessi in collaborazione con l'Inner Wheel di Augusta, Club Service impegnato nel sostegno e nel servizio per le categorie fragili della società e del territorio.

Spettacoli teatrali, concerti di Natale, vendita di manufatti sono alcune delle iniziative che hanno visto come protagonisti i detenuti e che hanno accolto numerosi consensi tra la cittadinanza megarese. L'Inner Wheel Club di Augusta ha sostenuto e aiutato fattivamente nella realizzazione degli eventi e ha provveduto all'acquisto di alcuni giochi da giardino che renderanno più naturale e spensierato per i figli dei detenuti l'incontro con i genitori tra le mura del carcere. Alla presenza di una rappresentanza dei detenuti, delle socie Inner Wheel, dei giornalisti, della polizia penitenziaria e del personale della casa circondariale di Augusta, dopo i saluti del Direttore della casa di reclusione il Dott. Antonino Gelardi e della Presidente del club Inner Wheel di Augusta Ivana Amato Sarcià è avvenuta l'inaugurazione del parco giochi incastonato in una suggestiva cornice rappresentata da murales realizzati dai detenuti stessi.

Dopo l'inaugurazione la Dott.ssa Lo Iacono, magistrato e scrittrice ha presentato insieme ad alcuni detenuti il prossimo progetto in corso d'opera per il Natale, una rappresentazione teatrale basata sulle storie dei detenuti.

 
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