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Modena: due detenuti tentano suicidio; uno salvato da agente, il secondo da un compagno PDF Stampa
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Ansa, 6 marzo 2015

 

Due detenuti stranieri hanno tentato il suicidio, mediante impiccagione, nei giorni scorsi nel carcere di Modena. Uno è stato salvato da un sovrintendente della Polizia penitenziaria che si è accorto che qualcosa non andava nel suo comportamento; l'altro, invece, è stato salvato da un primo intervento del compagno di cella e, subito dopo, dalla polizia penitenziaria e dai medici che ne ha disposto l'invio in ospedale. Lo racconta Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe con Francesco Campobasso, segretario regionale. "Sono sempre tanti gli eventi critici compiuti dai detenuti nelle carceri italiane e Modena non è da meno - ha detto Durante. Ciò dimostra quanto sia necessaria la presenza della polizia penitenziaria nelle sezioni detentive".

 
Firenze: leggere per non sentirsi diversi, progetto della Lila Toscana Onlus per i detenuti PDF Stampa
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di Annalisa Lista

 

www.west-info.eu, 6 marzo 2015

 

I detenuti hanno il diritto di leggere? Una questione di cui si è occupata la Lila Toscana Onlus, avviando il progetto Leggere è un diritto? nella casa circondariale "Mario Gozzini" di Firenze per promuovere l'avvicinamento dei reclusi alla letteratura. Un ciclo di letture che durerà da marzo a novembre, durante le quali un gruppo di detenuti è chiamato a svolgere una serie di riflessioni su quattro testi di scrittori italiani. Con i quali si incontreranno alla fine di ogni ciclo di appuntamenti. Filo rosso nella scelta dei brani sarà il tema della diversità, come valore in sé ma anche come fonte di stereotipi. Un modo per sentirsi liberi e per diventare consapevoli dell'impegno necessario al reinserimento sociale. I testi scelti per il commento sono: A piedi nudi sulla terra (Mondadori 2011) di Folco Terzani, Lisario o il piacere infinito delle donne (Mondadori 2014) di Antonella Cilento, Ogni altra vita, storia di italiani non illustri (Il Saggiatore 2015) di Paolo di Stefano e, per finire, Pugni (Sellerio 2006) di Pietro Grossi.

 
Savona: Sappe; un sospetto caso di tubercolosi si è trasformato in evasione PDF Stampa
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www.savonanews.it, 6 marzo 2015

 

Acque agitate nel carcere di Savona per un sospetto caso di tubercolosi, patologia alla quale potrebbe essere incorso uno dei 55 reclusi nella casa circondariale di Savona, ma alla fine il ricovero si trasforma in evasione. La pensa bene un detenuto di origine marocchine recluso per reati collegati agli stupefacenti ad evadere dall'ospedale dove era stato ricoverato in quanto si sospettava affetto da tubercolosi, patologia poi rilevatasi infondata.

In questa evasione, secondo il parere di Michele Lorenzo segretario del Sappe il maggiore sindacato di categoria dei poliziotti penitenziari, non vi sono responsabilità da imputare a nessuno in quanto il detenuto non aveva obbligo di scorta benché prevista nella fase iniziale del ricovero ospedaliero.

il Sappe minimizzare quindi l'episodio ma ci tiene però a soffermarsi sull'aspetto della gestione dei detenuti affetti da patologia infettiva. Non è il primo caso sospetto in Liguria, e per questo sono stati molti i nostri interventi interessando anche l'assessore alla sanità Claudio Montaldo il quale aveva fornito garanzie affinché il personale di Polizia che opera negli istituti liguri potesse essere dotato di idonei strumenti di protezione per arginare e fronteggiare in sicurezza questi casi anche organizzando corsi di formazione. Ma ad oggi, a parte le promesse, non abbiamo visto ancora nulla e la medicina penitenziaria è una prerogativa delle Regioni - continua Lorenzo - casi come quello di Savona devono essere lo spunto per una buona prevenzione a favore del poliziotto che è a diretto contatto con i detenuti anche a tutela della salute degli stessi detenuti.

L'istituto di Savona non è dotato di un settore dove poter isolare casi sospetti inoltre non vi è la presenza costante del medico e, benché previsto, non vi sono le dotazioni protettive per trattare patologie infettive e questo non è più tollerabile mentre la Direzione non sembra ponga la giusta considerazione alla tutela della saluta in carcere e che il personale possa essere fornito di idonei strumenti e che i detenuti sospetti da patologie infettive possono essere trattati in sicurezza. Comunque una maggiore attenzione sul caso forse avrebbe impedito il ricovero e, di conseguenza, l'evasione. Ora sono in atto le ricerche anche da parte della Polizia Penitenziaria di Savona.

 
Teramo: Sappe; carcere isolato dopo nevicata, si provveda alla pulizia della strada PDF Stampa
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www.certastampa.it, 6 marzo 2015

 

La Segreteria Provinciale del Sappe, la prima e più rappresentativa organizzazione di categoria, riguardo alla mancata pulizia della neve e del ghiaccio di quest'oggi, del tratto stradale che da Villa Mosca porta all'istituto che ha comportato l'isolamento del carcere da tutto e per tutto con gravissimi disagi al servizio di traduzione dei detenuti e disfunzioni ai servizi d'istituto ponendo a grave rischio d'incolumità il personale di polizia e operatori amministrativi che si sono recati nonostante ciò in servizio per assolvere il proprio dovere e bloccando le visite dei familiari dei detenuti per colloquio, non può non esprime il proprio sdegno.

Non si comprende il perché ogni qualvolta nevica, l'unica strada che porta al carcere è sempre l'ultima ad essere pulita eppure, nonostante che, al pari di altre strutture pubbliche, dovrebbe essere tra le prime ad essere presa in considerazione. Come sempre, si spendono sempre belle parole per il pianeta carcere, nei fatti però, rimane sempre nel dimenticatoio di tutte le istituzioni cittadine. Auspichiamo che le autorità competenti, Sindaco Brucchi in primis, Prefetto e Presidente della Provincia si attivino con urgenza in considerazione che l'evento atmosferico continuerà anche per i prossimi giorni.

 
Napoli: coop "Lazzarelle", il Caffè delle detenute di Pozzuoli per gli ospiti dei B&B PDF Stampa
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www.campanianotizie.com, 6 marzo 2015

 

Che c'è meglio di un buon caffè, se ti risvegli in una casa ospitale della città dai "mille colori", e sorbito come vuole la tradizione napoletana ma anche con un pizzico di solidarietà? L'Abbac, l'associazione dei B&B ed affittacamere della Campania sottoscrive una convenzione con la coop "Lazzarelle" che rende protagoniste con la produzione di caffè, detenute ed ex detenute della casa circondariale femminile di Pozzuoli.

"Si tratta di una convenzione a cui teniamo molto, nei nostri bed and breakfast sarà possibile degustare il caffè torrefatto da operatrici che con impegno tentano di garantirsi una nuova opportunità dopo l'esperienza carceraria".

L'accordo è in linea con le tematiche di sostenibilità e identità che l'Abbac persegue fin dalla sua costituzione. "Accogliamo ospiti provenienti da ogni parte del mondo e che scoprono la nostra città e lo facciamo con la consapevolezza di garantire un'ospitalità non standardizzata - dichiara Agostino Ingenito. Offrire il caffè prodotto dalle ex detenute è l'occasione per dimostrare che turismo e solidarietà possono e devono trovare maggiore interazione".

Hanno preso parte alla conferenza stampa anche alcune operatrici della coop Lazarelle accompagnate dalle referenti, Paola Maisto e Imma Carpiniello.

"Siamo felici di questo accordo che premia il progetto di inclusione sociale che abbiamo avviato già dal 2010 nella convinzione che le prigioni non dovrebbero essere un luogo buio e dimenticato ma che è possibile garantire un riscatto sociale".

All'incontro hanno preso parte anche il Presidente Federconsumatori Campania, Rosario Stornaiuolo che ha inteso condividere la proposta dell'Abbac di aprire verso una più ampia rete di commercio equo e solidale. Anche per Legambiente Campania, presente con il consigliere Nabil Pulita, è opportuno condividere tali buone prassi in linea con il turismo responsabile ed eco sostenibile.

 
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