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Vasto (Ch): le Pigotte fatte dai detenuti esposte e vendute in piazza PDF Stampa
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Il Centro, 6 marzo 2015

 

Verranno esposte e vendute domenica prossima, in piazza Rossetti, le Pigotte, le bambole di pezza dell'Unicef, realizzate da alcuni internati della Casa lavoro. Un'iniziativa di alto valore sociale che va di pari passo con il trattamento rieducativo.

"L'esperienza, coordinata dal capo area educativa Lucio Di Blasio, rappresenta un altro dei piani strategici degli interventi rieducativi che consentono ai reclusi di avere un ruolo ed una partecipazione attiva, di rimettersi in discussione e soprattutto confrontarsi", si legge in una nota della Casa Lavoro diretta da Massimo Di Rienzo, "impegnarsi per una iniziativa tanto nobile partecipando, quindi, agli obiettivi che il progetto, sin da subito, si era prefissato, è da considerarsi un altro percorso virtuoso e che risponde in pieno alle indicazioni dell' articolo 27 della Carta costituzionale". Le bambole fatte dagli internati verranno esposte in uno stand allestito per l'occasione in piazza Rossetti, domenica dalle 9 alle 18,30.

 
Avellino: anche il carcere di Sant'Angelo dei Lombardi sarà a Milano per l'Expo 2015 PDF Stampa
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www.irpinianews.it, 6 marzo 2015

 

"Tutti devono entrare all'Expo, ma anche l'Expo deve andare da tutti": è questa la filosofia che ha ispirato il Progetto "Liberi dentro" ideato da Rai Expo, la struttura della Rai creata per raccontare all'Italia e al mondo tutto ciò che gira attorno a "Expo Milano 2015".

L'iniziativa intende promuovere alcune esperienze attivate all'interno delle carceri italiane e incentrate sulla produzione di eccellenze agroalimentari e sull'educazione alimentare. In queste realtà, il progetto servirà a testimoniare anche come l'amore e la passione per il cibo possono agevolare il reinserimento nella società di chi nella vita precedente ha sbagliato, meritando la giusta punizione.

Tra gli istituti carcerari selezionati per l'occasione c'è anche la Casa di Reclusione di Sant'Angelo dei Lombardi dove si producono prodotti di autentica eccellenza, tra i quali un ottimo miele biologico e pregevoli bottiglie di vino tratto da antichi vitigni del territorio; prodotti che hanno già meritato successi e consensi alle diverse rassegne a cui sono stati presentati. Ai giornalisti e ai tecnici di Rai Expo, il direttore del carcere altirpino, Massimiliano Forgione, ha mostrato sia il tenimento agricolo sia il lavoro che compiono i reclusi per produrre quelle eccellenze agroalimentari: un lavoro supportato dall'aiuto ed il concorso della Cooperativa Sociale "Il Germoglio" che ha assunto tutti i detenuti che lavorano nel tenimento agricolo.

Una bottiglia del vino prodotto nel carcere santangiolese è stata consegnata di recente anche a Papa Francesco, che ha mostrato molta attenzione al percorso lavorativo che sta dietro l'etichetta emblematica "Frescodigalera", con cui viene commercializzato il prodotto. Di particolare interesse, durante la visita, l'intervento di alcuni ristretti che al microfono della troupe Rai hanno raccontato le loro storie di vita, senza enfatizzare la propria vicenda umana ma ponendo l'accento sull'esperienza che stanno maturando all'interno delle mura del carcere santangiolese.

"A questi uomini, che hanno una gran voglia di riscatto, il lavoro è servito e serve sia per prendere coscienza degli errori commessi sia per creare i presupposti per il loro successivo reinserimento nella società", ci tiene a ribadire il direttore del carcere. Un obiettivo assolutamente condiviso dalla struttura di Rai Expo che, con "Liberi dentro", miniserie di sei documentari patrocinata dal Ministero della Giustizia, intende accendere i riflettori sul mondo del lavoro agricolo e delle eccellenze enogastronomiche presenti nelle carceri italiane perché, per assecondare il tema portante dell'Esposizione Universale di Milano 2015. I mini-documentari, prossimamente inseriti e visibili sul portale web di Rai Expo, saranno presentati in una serata dedicata al tema durante Expo 2015 e quindi trasmessi nel palinsesto della Rai, in armonia con la mission di servizio pubblico.

 
Bologna: convegno "La psicologia penitenziaria tra interventi attuali e prospettive future" PDF Stampa
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Ristretti Orizzonti, 6 marzo 2015

 

"La psicologia penitenziaria tra interventi attuali e prospettive future" è il titolo del convegno organizzato dagli Ordini degli psicologi dell'Emilia Romagna e del Veneto per sabato 7 marzo a Bologna, in piazza San Domenico 13 (dalle 9 alle 18 al convento di San Domenico). L'incontro intende approfondire il ruolo dello psicologo nel restituire dignità ai detenuti e nel favorirne il reinserimento sociale. Nell'occasione verranno presentate le esperienze condotte in Emilia-Romagna e in Veneto. Interverranno al convegno esperti nazionali del tema, psicologi professionisti, giuristi, docenti e responsabili di strutture sanitarie. Tra i temi trattati: la genitorialità in carcere (ore 10,15), il trattamento dei sex-offenders (ore 15,45), il reinserimento sociale degli ex-detenuti (ore 16,15).

 
Siena: "Ti regalerò un sorriso", Cristicchi canta nel carcere di Santo Spirito PDF Stampa
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Corriere di Siena, 6 marzo 2015

 

Immaginatevi un mercoledì come tanti, in un piccolo carcere nel cuore di Siena, a due passi dal monumentale ex-manicomio, immaginatevi un cantante famoso che ha vinto Sanremo, un attore che da anni porta in giro spettacoli di teatro-canzone sulla malattia mentale, sulla memoria della seconda guerra mondiale, sull'esodo giuliano, istriano e dalmata del dopoguerra.

Ora pensate a un piccolo teatro, ma piccolo davvero, con 50 detenuti, 4 insegnanti, una preside e un direttore; l'artista su un palco quasi improvvisato, senza copione, senza scaletta, con vicino soltanto la sua chitarra. Se vogliamo dirla tutta, questo artista non è nemmeno in vacanza: la sera prima si è esibito a Rapolano Terme con uno spettacolo, questa sera si esibirà (si sta esibendo vista l'ora) a Santa Croce sull'Arno con un altro spettacolo.

Per questo evento non ci sono i riflettori dei grandi media né i compensi delle grandi performance. "Chi glielo fa fare?" verrebbe quasi da dire. Allora potreste pensare che in questo piccolo carcere il grande artista passi solo per fare una comparsata veloce, per firmare un po' di autografi e rispondere a qualche domanda dei detenuti...

L'artista sul palco invece, dopo una rapida occhiata al pubblico atipico del momento, comincia a raccontare e a raccontarsi. Canta le canzoni che lo hanno reso celebre, alterna racconti sulla prima guerra mondiale a barzellette. Il pubblico (multi-etnico) lo segue, si commuove ai suoi racconti, sorride alle sue battute. L'artista non si risparmia e stabilisce un contatto particolare con gli spettatori. Difficile dire quanto tempo sia durata la "performance", viene da dire "troppo poco", il tempo è volato via veloce. Di certo questa mattinata se la ricorderanno in tanti.

Immaginatevi un artista come Cristicchi intonare, accompagnato dalla sola chitarra, "Ti regalerò una rosa" o "I matti de Roma", riportare i momenti più toccanti di "Mio nonno è morto in guerra" o leggere la Relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912, parlare e interloquire con un pubblico di 50 detenuti (poco più o poco meno) visibilmente emozionati...

Immaginatevelo soltanto, perché non vedrete mai quanto è accaduto oggi, perché non c'erano né televisioni né giornalisti, non c'erano le grandi autorità della città, del comune o della provincia. È venuto per i detenuti, per parlare e comunicare con loro, per la sua attenzione alla gente che sta dall'altra parte del cancello, per regalare un sorriso, un'emozione, a queste persone che- come i pochi presenti- vi assicuro, non dimenticheranno mai.

E se poi verso la fine, la metà dei detenuti ha cantato insieme a Cristicchi un brano di Gigi d'Alessio beh... allora, noi educatori, dobbiamo farci la domanda sul dove abbiamo sbagliato. Ma questa è un'altra storia.

 

Claudio (Insegnante nel carcere)

 
Brasile: si prepara lo scambio di Battisti con Pizzolato, ma "ci vorranno anni" PDF Stampa
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di Giuseppe Bizzarri

 

Il Fatto Quotidiano, 6 marzo 2015

 

Se il Brasile vuole oggi Henrique Pizzolato, ex direttore marketing del Banco do Brasil, l'Italia desidera l'estradizione di Cesare Battisti, che vive libero a São Paulo. Martedì il giudice federale Adverci Rates Mendes de Abreu ha annullato l'atto di concessione del permesso di soggiorno dato a Battisti e ha ordinato la sua espulsione. Pizzolato deve scontare 12 anni e 7 mesi di prigione per esser stato giudicato dal Supremo tribunale federale come il tesoriere nello schema di corruzione dello scandalo del Mensalão, la tangentopoli brasiliana.

Pizzolato è stato condannato nel 2012 assieme ad altri 25 nomi di spicco del Partido dos Trabalhadores, il Pt, il partito di Lula, ma anche della presidente Dilma Rousseff, nell'ambito del processo sullo scandalo di corruzione avvenuto nel primo mandato dell'ex presidente Lula. "Credo vi sia una mera coincidenza con il caso Pizzolato.

Non penso che il giudice abbia agito per aprire spazio a uno scambio politico tra lui e Battisti. Ricorreremo e, fino a quando ci sarà un ricorso pendente, non avverrà nessuna notifica giuridica", dichiara al fatto Igor Sant'Anna Tamasauskas, nuovo legale di Battisti, aggiungendo che l'azione giuridica è iniziata nel 2011.

Ciò avvalorerebbe la tesi della casualità sostenuta dall'avvocato, il quale aggiunge che il tribunale regionale federale di Brasilia è uno dei più congestionati del Brasile. "Certamente il processo sarà lunghissimo". La sentenza della Cassazione contraddice il patto bilaterale firmato tra Italia e Brasile, i quali hanno il diritto di non estradare propri concittadini. Ormai sono in molti a chiedersi se l'intricata vicenda si risolverà a livello politico.

Molti hanno visto nell'arresto di Pizzolato un'opportunità dell'Italia per far pressione su Brasilia nel rivedere la decisione politica presa da Lula. Italia e Brasile pare dunque stiano trattando da mesi una possibile soluzione che, come sostenuto recentemente anche dalla procura della Repubblica a Brasilia, sarà "politica".

Il fatto che il giudice federale non faccia riferimento a un'estradizione, bensì a un'espulsione di Battisti, libererebbe la Rousseff da una difficile decisione politica che, seppur remota, potrebbe esser chiamata a prendere sul caso Battisti. Anche nel caso di Pizzolato, dopo l'ok della Cassazione all'estradizione, l'ultima parola spetterà alla politica, precisamente al ministro della Giustizia che per i primi di aprile farà sapere se ordinerà l'estradizione dell'italo-brasiliano.

 
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