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Giustizia: varato da Cdm ddl delega per l'efficienza del processo civile, spinta a riforma PDF Stampa
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di Beatrice Migliorini

 

Italia Oggi, 11 febbraio 2015

 

Riforma della giustizia al giro di boa. E si riparte dal rafforzamento del Tribunale delle imprese, dall'istituzione del tribunale della famiglia e dei diritti delle persone e dalla tipizzazione dei motivi di ricorso in Appello e in Cassazione.

Ieri, infatti, il Consiglio dei ministri ha approvato il ddl delega per l'efficienza del processo civile, un testo che va a completare il quadro dei provvedimenti legislativi di riforma della giustizia presentati dal governo il 29 agosto scorso per un totale di sei ddl e un dl.

Il testo approvato integra il dl sull'arretrato civile, già approvato dal parlamento, arricchisce le norme contenute nella disciplina sulla responsabilità civile dei magistrati, al vaglio della camera per il voto finale e si inserisce nel quadro della riforma organica della magistratura onoraria (al senato).

Tribunale delle imprese. Valorizzazione dei risultati positivi raggiunti dalle sezioni specializzate in materia di impresa. Questo uno degli obiettivi che il governo punta a raggiungere con l'approvazione del ddl. "La delega, infatti", ha spiegato il guardasigilli Andrea Orlando, "mantiene inalterato il loro numero, ne cambia la denominazione in sezioni specializzate per l'impresa e il mercato e, soprattutto, amplia l'ambito di loro competenza alle controversie in materia di concorrenza sleale, anche se non interferenti con l'esercizio dei diritti di proprietà industriale e intellettuale, a quelle in materia di pubblicità ingannevole, alle azioni di classe a tutela dei consumatori prevista dal codice del consumo".

Saranno, inoltre, competenti anche relativamente alle controversie per accordi di collaborazione nella produzione e nello scambio di beni o servizi e relativi a società interamente possedute dai partecipanti all'accordo. Senza contare, poi, le controversie societarie relative a società di persone, a quelle in materia di contratti pubblici di lavori, servizi o forniture, rientranti nella giurisdizione del giudice ordinario.

Tribunale della famiglia e dei diritti delle persone. Iniziano a delinearsi i confini entro cui si muoverà la sezione specializzata per la famiglia. "La sezione", ha sottolineato il Guardasigilli, "avrà competenza su tutti gli affari relativi alla famiglia, anche non fondata sul matrimonio, e su tutti i procedimenti attualmente non rientranti nella competenza del Tribunale per i minorenni in materia civile". In tal modo, il vigente assetto di competenza del Tribunale per i minorenni viene integrato dalle competenze specializzate del tribunale ordinario in materia di famiglia e della persona.

Riforma processo civile. Riduzione dei tempi processuali in primo grado, in appello ed in Cassazione, in modo da fare della durata del processo e della sentenza esiti assolutamente naturali e prevedibili. "Per quanto riguarda i processi di primo grado, la riforma prevede una revisione della fase di trattazione e discussione, anticipando gli scambi di memorie per consentire di avere il quadro completo della lite alla prima udienza. Viene, poi", ha chiarito Orlando, "fissato un principio di delega per razionalizzare i termini processuali e semplificare i riti processuali mediante la omogeneizzazione dei termini degli atti introduttivi. In merito al processo d'appello, invece, sarà potenziato il carattere impugnatorio anche attraverso l'assestamento normativo e la stabilizzazione dei recenti orientamenti giurisprudenziali e tramite una maggiore chiusura per le nuove domande, le eccezioni e prove.

Previsti, inoltre, interventi sul rito davanti alla Corte di cassazione, nel segno di un uso più diffuso del rito camerale e nella prospettiva, possibile, di una riforma costituzionale che veda inseriti in un organo giudiziario supremo giudici oggi appartenenti ad altre magistrature, ovvero che veda attribuire ad una corte riformata controversie oggi regolate sulla base della doppia giurisdizione. In tale prospettiva, si potrebbe individuare un modello pressoché unico di processo civile supremo.

Con la delega vengono, infine, introdotti il principio di sinteticità degli atti di parte e del giudice e il criterio di adeguamento delle norme processuali al processo civile telematico "con cui", ha concluso il numero uno di via Arenula, "abbiamo già risparmiato 44 milioni di euro grazie all'invio in formato elettronico di 12 milioni e 615 mila comunicazioni e grazie al quale si è verificato un miglioramento significativo dei tempi per i decreti ingiuntivi, una tendenza di meno 60% a Roma, di meno 43% a Milano e sostanzialmente analoga in tutta Italia".

 
Giustizia: il Cdm vara il "pacchetto antiterrorismo", carcere per chi si arruola con l'Isis PDF Stampa
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Il Manifesto, 11 febbraio 2015

 

Sarà possibili oscurare i siti che inneggiano al terrore. Carcere per chi decide di andare a combattere nelle file dell'Is, ma anche per chi arruola i jihadisti e per i lupi solitari, i terroristi isolati che si addestrano da soli. 1.800 soldati in più destinati all'operazione Strade sicure con i compito di sorvegliare obiettivi sensibili.

E ancora: verrà stilata una black list dei siti web che inneggiano al terrorismo internazionale e che potranno essere oscurati dall'autorità giudiziaria, mentre per i prefetti sarà più facile espellere coloro che sono ritenuti possibili terroristi. Infine ritiro del passaporto e dei documenti validi per l'espatrio a quanti sono sospettati di volersi recare all'estero per combattere insieme ai jihadisti. Infine non ci sarà nessuna procura nazionale antiterrorismo, ma come già annunciato le competenze spetteranno alla procura nazionale antimafia diretta dal procuratore Franco Roberti.

Dopo averlo più volte annunciato ma poi sempre rimandato, ieri sera il consiglio dei ministri ha approvato il nuovo pacchetto di misure contro il terrorismo internazionale. Si tratta di provvedimenti "studiati per rendere l'Italia un posto sicuro e sereno dove vivere", ha detto il ministro degli Interni Angelino Alfano presentando le nuove misure.

"Abbiamo anche previsto l'arresto per coloro i quali detengono materiale esplosivo che serve a preparare le armi o per quelli che omettono di denunciare il furto di questi stessi materiali", ha proseguito Alfano.

In particolare il pacchetto prevede l'istituzione di un nuovo reato per quanti decidono di recarsi a combattere in uno dei teatri di guerra in cui opera l'Is. Per questi è prevista la reclusione da tre a sei anni, stessa pena per chi supporta i foreign fighters e da 5 a 10 anni per i lupi solitari. Prevista un'aggravante di pena per chi si addestra su web.

Nel pacchetto sono inserite anche misure per i nostri 007. "Abbiamo previsto - ha spiegato Alfano - norme che riguardano al possibilità per il personale dei servizi di poter deporre nei processi mantenendo segreta la reale identità personale. E sarà loro consentito con autorizzazione dell'autorità giudiziaria, di effettuare fino a gennaio 2016 colloqui con soggetti detenuti o internati". Ultima novità è l'introduzione di un coordinamento centrale presso la Procura nazionale antimafia per le inchieste che riguardano il terrorismo. "Un risultato molto importante - ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando, con un soggetto in grado di avere un quadro complessivo di tutto ciò che si muove in quest'ambito. Era atteso da anni da chi indaga su questo fronte".

 
Giustizia: caso Yara; no alla scarcerazione per Bossetti. Il Gip "Indizi più gravi di prima" PDF Stampa
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Corriere della Sera, 11 febbraio 2015

 

Nel giro di 24 ore il gip di Bergamo Ezia Maccora ha detto no alla nuova richiesta dell'avvocato Salvagni, che puntava sui dubbi emersi dal Dna. Il giudice delle indagini preliminari Ezia Maccora ha bocciato oggi, nel giro di 24 ore, la nuova istanza di scarcerazione presentata dall'avvocato di Massimo Bossetti, Claudio Salvagni.

Il legale, presentandosi lunedì mattina in tribunale, aveva depositato l'istanza puntando dritto contro il pilastro dell'inchiesta, il Dna, riferendosi alla relazione di Carlo Previderè, il consulente del pm Letizia Ruggeri. È stato Previderè a trovare la corrispondenza tra il Dna (nucleare) di Ignoto 1 e quello di Bossetti, che ha fatto scattare le manette lo scorso 16 giugno.

Il consulente Previderè ha anche indicato, però, un'anomalia: il Dna mitocondriale è di difficile interpretazione, quindi non si può dire che sia di Bossetti. Un elemento decisivo, utile per chiedere nuovamente la scarcerazione (già bocciata), secondo l'avvocato Salvagni.

Un elemento che invece non sposta una virgola, secondo la Procura della Repubblica di Bergamo, che si è opposta alla scarcerazione. Anche il gip non ha avuto dubbi. Anzi, rispondendo all'avvocato Claudio Salvagni, spiega che "si è ampliata la gravità indiziaria nei confronti dell'indagato", alla luce del materiale depositato dal pubblico ministero Letizia Ruggeri per opporsi alla scarcerazione.

 
Toscana: Cordone (Lega); no a chiusura Opg senza alternative, c'è assassino di mio padre PDF Stampa
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di Giorgio Galimberti

 

www.gonews.it, 11 febbraio 2015

 

È prevista il 31 marzo la chiusura dell'ospedale psichiatrico di Montelupo Fiorentino. Dopo che la scadenza era stata rimandati di due anni, la struttura sarà svestita del suo ruolo per tornare a disposizione della collettività e dei cittadini montelupini.

Non è d'accordo però Marco Cordone, vice-segretario regionale della Lega Nord, ma anche figlio di una vittima di un assassino detenuto proprio nella struttura di detenzione: "Mio padre, Antonio, è stato ucciso a Firenze nel 1989 da un colpo di pistola sparato da Sergio Cosimini. Adesso questo serial killer, colpevole anche della morte di due carabinieri che lo avevano fermato per un semplice controllo, sta scontando la sua pena proprio nell'Opg di Montelupo".

Cordone nel 1998 ha anche fondato un comitato dal nome 'Dalla parte di Abelè, proprio in favore dei familiari delle vittime degli assassini detenuti nell'ospedale psichiatrico e proprio secondo lui nel progetto di chiusura delle strutture c'è stato un errore: "Gli ospedali psichiatrici non dovevano essere affidati alle Regioni che non hanno competenza in ambito giudiziario. Dopo anni di rinvii ho il sospetto, e voglio essere smentito, che il presidente Rossi abbia approvato il documento in vista delle elezioni. Da anni studio le leggi penali e, probabilmente, in questa materia ne so qualcosa in più di chi ci amministra".

Se l'Opg chiudesse i battenti i detenuti dovrebbero essere trasferiti nelle Rems, ma secondo il consigliere comunale di Gambassi Terme, Marco Cordone non è la soluzione giusta: "Nel progetto le Rems sono solamente un'ipotesi teorica e, a differenza dell'ospedale psichiatrico, sono strutture che non garantiscono un adeguato livello di sicurezza per quelli che sono a tutti gli effetti dei criminali. Non si è nemmeno discusso della sorte dei circa 100 agenti della polizia penitenziaria che operano nell'ospedale psichiatrico".

Infine Cordone lancia un appello: "Chiedo al presidente Renzi, al ministro della giustizia Orlando, a Enrico Rossi e al sindaco di Montelupo Paolo Masetti, di non chiudere l'Opg senza una valida alternativa. Anche io sarei felice se la struttura potesse tornare alla comunità però bisogna pensare anche ai familiari delle vittime di quei criminali che non chiedono vendetta, ma solo giustizia".

 
Toscana: Opg, il 23 febbraio convegno sul paziente autore di reato in misura di sicurezza PDF Stampa
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www.gonews.it, 11 febbraio 2015

 

Lunedì 23 febbraio prossimo, a partire dalle ore 9, si svolgerà il convegno "Il paziente autore di reato in misura di sicurezza: caratteristiche cliniche e prospettive" nell'aula magna "Alessandro Reggiani" dell'Agenzia per la formazione, in via Oberdan a Sovigliana di Vinci.

Nel corso del convegno verranno presentati i risultati ottenuti nell'ambito del progetto "Valutazione dei pazienti ricoverati negli Opg" coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità con tutti gli Opg del territorio nazionale. Inoltre, l'evento è finalizzato a fare il punto sullo stato del processo di superamento degli Opg e sull'allestimento delle strutture previste dalla legge, nonché a illustrare le esperienze e buone prassi in uso in altri Paesi europei.

Il convegno è rivolto a medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali e educatori professionali dei dipartimenti salute mentale della Regione Toscana.

Per iscriversi è necessario compilare on line, entro il 19 febbraio prossimo, la scheda di iscrizione reperibile sul sito www.usl11.toscana.it, nello spazio dedicato all'Agenzia per la Formazione, alla pagina "Eventi". Per ulteriori informazioni: segreteria organizzativa dell'Agenzia per la formazione dell'Asl 11 tel. 0571 704326, fax 0571.704339, mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

 
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