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Catania: Ucpi; condizioni del carcere di Piazza Lanza migliorate ma ancora molto da fare PDF Stampa
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Ansa, 11 febbraio 2015

 

"L'Osservatorio Carceri Unione Camere Penali era stato a Piazza Lanza nel luglio del 2012 e la situazione all'epoca era drammatica e ingestibile. Oggi invece abbiamo trovato sicuramente molti miglioramenti ma c'è ancora molto da fare".

Lo ha detto a Catania il responsabile dell'Osservatorio Carceri dell'Unione delle Camere Penali Riccardo Polidoro incontrando i giornalisti dal termine di una visita effettuata nel carcere di Piazza Lanza insieme con il procuratore della Repubblica a Catania Giovanni Salvi e ad una delegazione della Camera Penale, presieduta dall'avvocato Enrico Trantino.

"Ci sono dei reparti completamente rimodernati - ha proseguito Polidoro - le celle hanno una stanza a parte per i servizi igienici, ci sono le docce in tutte le celle, mentre questo prima non c'era. Prima c'erano celle con il wc a vista, dove si cucinava in un unico locale. Questo è senz'altro un elemento importante anche perché tra le altre cose è diminuito il sovraffollamento quindi i detenuti possono muoversi in maniera più agevole".

"Certo - ha osservato Polidoro - restano ancora molte criticità, per esempio la mancanza di riscaldamento, soprattutto se si pensa che c'è l'impianto ma che non ci sono le risorse per aggiustarlo e per pagare le bollette. Allora forse l'amministrazione penitenziaria dovrebbe spendere meno da qualche parte e spendere di più per il riscaldamento dei detenuti".

"Abbiamo trovato un buon clima - ha concluso il responsabile dell'Osservatorio - e soprattutto mi ha colpito la presenza del Procuratore della Repubblica di Catania Giovanni Salvi al nostro incontro perché per me che mi occupo di Carceri da oltre 20 anni è la prima volta che un Procuratore della Repubblica è presente e soprattutto mostri tanto interessamento rispetto all'istituto di pena".

 
Pescara: per i detenuti arrivano i lavori di pubblica utilità nei Comuni della provincia PDF Stampa
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www.abruzzo24ore.tv, 11 febbraio 2015

 

Per i detenuti del carcere di Pescara si annuncia la possibilità di svolgere lavori di pubblica utilità nei comuni della provincia, ad esempio lavori sul verde pubblico, con un piccolo compenso mensile. Il progetto, che sta per essere avviato dal Comune di Pescara e dal Comune di Montesilvano, potrebbe essere esteso anche alle altre amministrazioni civiche come annunciato stamani nel corso di un incontro promosso dalla Provincia di Pescara con il provveditore interregionale dell'amministrazione penitenziaria Claudia Di Paolo e con il direttore del carcere di Pescara Franco Pettinelli.

A promuovere la riunione è stato il presidente della Provincia, Antonio Di Marco, che ha chiamato a raccolta i sindaci dei 46 comuni (hanno aderito una trentina) proprio negli spazi dell'amministrazione penitenziaria, in via Talento, per poi effettuare una visita all'interno della casa circondariale dove vengono già promosse attività formative e lavorative per i detenuti ai fini del reinserimento sociale degli stessi.

Pettinelli ha spiegato che i detenuti da ammettere al progetto sarebbero quelli interessati "a pene definitive e che si avvicinano verso il fine pena" e lavorando avrebbero la possibilità di riparare il danno sociale a favore del Comune e nello stesso tempo si raggiungerebbe l'obiettivo della "giustizia riparativa per il recupero del soggetto". Di Marco ha spiegato che "la Provincia vuole essere sempre più un ente di prossimità, una Provincia vicina" e se si vuole lanciare "un segnale positivo" si deve "promuovere un percorso nuovo". Il presidente della Provincia ha anche annunciato che la prossima iniziativa che vedrà il coinvolgimento dei sindaci sarà a favore della Caritas per mettersi "a servizio" di questa realtà.

Soddisfazione è stata espressa da Di Paolo la quale ha fatto notare che i detenuti non devono stare "in ozio" ma devono svolgere "attività lavorativa fuori e dentro il carcere" e ha messo in evidenza "la grandissima responsabilità civica di questa iniziativa che coglie il vero senso della reintegrazione, intesa come questione di cui deve occuparsi l'intera società".

 
Vercelli: avvisi per Garanti comunali di Infanzia e Detenuti, candidature entro 19 febbraio PDF Stampa
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Adnkronos, 11 febbraio 2015

 

Il 19 febbraio scadenza presentazione domande per entrambi L'Amministrazione ha pubblicato i due avvisi per le candidature, rispettivamente, a Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza e Garante della persone private della libertà personale.

Gli avvisi, la modulistica e le modalità di presentazione delle domande - che dovranno arrivare al Comune entro giovedì 19 febbraio - sono disponibili sul sito del Comune www.comune.vercelli.it (in home page e alla voce concorsi) e all' Ufficio Relazioni con il Pubblico di Piazza del Municipio 5. Entrambe le funzioni sono a titolo gratuito.

Tra i compiti del Garante per l'Infanzia, quelli di: vigilare, con la collaborazione degli operatori preposti, sulla applicazione su tutto il territorio cittadino della Convenzione Onu del 20 novembre 1989 nonché alla Carta Europea di Strasburgo del 25 gennaio 1996; promuovere, in accordo con gli enti e le istituzioni che se ne occupano, iniziative per la diffusione di una cultura per l'infanzia e per l'adolescenza, finalizzata al riconoscimento delle fasce di età minorili come soggetti titolari di diritti; promuovere, in accordo con la Presidenza del Consiglio Comunale e con tutti gli altri soggetti competenti, iniziative per la celebrazione della giornata italiana per l'infanzia; promuovere e sostenere forme di ascolto e di partecipazione dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze alla vita della Comunità.

Tra i compiti del Garante per i Detenuti, quelli di: promuovere l'esercizio dei diritti e delle opportunità di partecipazione alla vita civile e di utilizzo dei servizi comunali delle persone private della libertà personale ovvero limitate nella libertà di movimento domiciliate, residenti, dimoranti nel territorio del Comune di Vercelli, con particolare riferimento ai diritti fondamentali; promuovere iniziative di sensibilizzazione pubblica sul tema dei diritti umani delle persone private della libertà personale e della umanizzazione della pena detentiva; promuovere iniziative congiunte ovvero coordinate con altri soggetti pubblici competenti nel settore; promuovere con le Amministrazioni interessate protocolli di intesa utili a poter espletare le sue funzioni anche attraverso visite ai luoghi di detenzione in accordo con gli organi preposti alla vigilanza penitenziaria.

 
Roma: progetto "L'arte dentro", i detenuti di Rebibbia visiteranno i Musei Capitolini PDF Stampa
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La Presse, 11 febbraio 2015

 

Il prossimo 14 febbraio i detenuti del carcere romano di Rebibbia che prendono parte al progetto "L'arte dentro" usciranno dall'istituto penale per visitare la mostra "L'età dell'angoscia", ospitata dai Musei Capitolini di Roma.

La visita nel più antico museo pubblico al mondo sarà possibile grazie all'articolo 21 dell'ordinamento penitenziario, che dà ai detenuti, in alcuni circostanze, la possibilità di svolgere attività al di fuori del carcere. In questo caso, i corsisti potranno finalmente visitare e interagire con i siti museali studiati e conosciuti fino a quel momento solo sulla carta.

"L'Arte dentro" è un progetto nato sette anni fa, promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura e turismo, sovrintendenza capitolina ai Beni culturali, in collaborazione con Zètema Progetto cultura. Ogni anno, ad ogni sessione di studio, cambia il tema del corso, frequentato dagli ospiti della Casa di reclusione due ore a settimana, in un percorso di studio affiancati da un'archeologa e un botanico. A volte, con il permesso della direzione, sono presenti in aula anche artisti, autori, docenti universitari, personaggi pubblici.

Il tema affrontato quest'anno, da ottobre 2014 a luglio 2015, è "L'archeologia e le origini della cosmesi": i detenuti stanno studiando i profumi di Afrodite, i segreti degli oli, le schiave cosmetae, le terme, gli orti medicali, le piante officinali, Galeno di Pergamo medico di corte di Marco Aurelio, tinture, lozioni, infusione e triturazione.

 
Forlì: con "Incontri in Biblioteca" le parole varcano le sbarre e arrivano ai detenuti PDF Stampa
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www.forlitoday.it, 11 febbraio 2015

 

Sabato 31 gennaio, con la collaborazione di Fara Editore e Davide e Guido Insieme Fc Trust Onlus è stato proposto ai detenuti il duo "La Minima Parte" formata da Massimiliano Bardotti (poeta/attore) e Giacomo Lazzeri (chitarrista) e cui si aggiunge la sensibilità di Sara Giomi (chitarrista).

Un lavoro incessante e che si prefigge un obiettivo in continuo divenire. "Incontri in Biblioteca" è infatti da diversi mesi attivo presso la Casa Circondariale di Forlì che, in collaborazione con alcune associazioni di volontariato del territorio, hanno cercato di trovare un motore in grado di generare riflessioni e pensieri nuovi, capaci di trasformare l'infertile, in fertile, ossia le azioni distruttive commesse da chi è ristretto, in azioni fruttuose per se e per gli altri cosa che l'arte è da sempre promotore. Sabato 31 gennaio, con la collaborazione di Fara Editore e Davide e Guido Insieme Fc Trust Onlus è stato proposto ai detenuti il duo "La Minima Parte" formata da Massimiliano Bardotti (poeta/attore) e Giacomo Lazzeri (chitarrista) e cui si aggiunge la sensibilità di Sara Giomi (chitarrista).

La scelta per l'occasione è caduta su una silloge ancora inedita che ha catturato l'attenzione dei detenuti e portato a uno scambio culturale reciproco di notevole caratura. Dopo l'evento "La Minima Parte" è stata intervistata e dalle parole dei 3 autori toscani si evince una grande emozione.

Bardotti afferma: "Sono felicissimo di tutto questo, è stata un'esperienza meravigliosa, una delle più ricche e toccanti della mia vita. Mi sembra di conoscere questi detenuti benissimo, tutti e tutte e ho avuto questa sensazione anche quando sono entrati nella biblioteca. Come se ci fossimo già incontrati. Io dico sempre che gli spettacoli si fanno insieme. Perché è un'energia che circola. Oggi abbiamo ricevuto tantissimo. Spero di aver lasciato in tutti i miei fratelli e le mie sorelle, un briciolo di pace e serenità, di speranza e di voglia di essere migliori, perché è questo che cerco di portare, perché è quello di cui anche io sono in cerca".

Lazzeri racconta: "Era la mia prima volta in un carcere ed è stato bellissimo rompere in un attimo tutti i pregiudizi che mi erano stati inculcati fin da piccolo. C'è tutto il mondo in quelle persone, volti stranamente familiari come se ci conoscessimo da chissà quanto tempo.

Sono stato investito da un'energia enorme, come se la primavera fosse tutta lì imbrigliata sotto terra prontissima a sbocciare a rompere a uscire con tutti i colori e la forza. E questo è stato il loro dono per me, io da parte mia ho provato ad essere il più puro e semplice possibile. Per questo io ho ricevuto un dono per la vita, e sono davvero grato a tutti per questo, non vedo l'ora di ripetere".

Giomi conclude: "Difficile parlare per ultima, c'è poco da aggiungere se non dire che c'era una bellissima energia. Leggera. Mi sono sentita accolta. L'ascolto e la partecipazione sono stati i doni più belli, forse proprio perché per niente scontati. Sento di aver ricevuto più di quanto non sia riuscita a dare. È stata un'esperienza meravigliosa". L'incontro è stato mediato da un operatrice dell'Area Pedagogica del carcere, come forma di amplificazione dei contenuti critici dell'evento.

 
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