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Foggia: situazione carcere molto critica, in Puglia è la struttura con problemi maggiori PDF Stampa
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www.immediato.net, 3 febbraio 2015

 

Il carcere di Foggia versa in condizioni molto complicate. Sovraffollamento, carenza di igiene e difficoltà nel reperire i farmaci sono solo alcune delle questioni più scottanti. Solo poche settimane fa, su l'Immediato, pubblicammo la denuncia di alcuni esponenti dell'associazione Radicali "Maria Teresa Di Lascia" a poche ore dalla loro visita nel carcere foggiano.

Oggi è la consigliera regionale foggiana, Anna Nuzziello ad intervenire sulla situazione delle carceri pugliesi e, in particolar modo, su quella che riguarda la casa circondariale del capoluogo dauno, che resta, proporzionalmente, la più affollata del distretto. Il caos delle carceri, però, riguarda tutti gli 11 istituti penitenziari del territorio pugliese, dove, ugualmente, si verifica un esubero della capienza regolamentare.

"Secondo il calcolo statistico degli organi competenti presente all'interno della relazione datata 31 dicembre 2013, la capienza regolamentare degli istituti penitenziari regionali dovrebbe essere complessivamente di 3.722 soggetti - spiega la consigliera Nuzziello. Il numero dei detenuti, però, è sempre maggiore rispetto alla disponibilità prevista, considerando i soggetti che scontano la pena in pianta stabile e quelli in semi-libertà, tra cui, va ricordato, donne e stranieri. Le difficoltà in cui versano gli istituti di pena pugliesi sono e restano, dunque, sintomatiche di una situazione che va migliorata, se non convintamente riformata".

Tornando a Foggia, "nonostante il grande impegno profuso dalla direttrice della casa circondariale di Foggia, Mariella Affatato, grazie alla quale, di concerto con i tavoli tecnici e istituzionali, sono state attivate numerose iniziative trattamentali - sottolinea la consigliera regionale - che vanno nella direzione giusta, e cioè il fine rieducativo della pena, le criticità, però, restano.

In particolare quelle più impellenti, a tutt'oggi, consistono nella carenza di personale delle varie aree rispetto alla pianta organica prevista; nell'obsolescenza degli impianti idrici e termici; nella scarsa efficienza dell'erogazione del servizio socio-assistenziale, comprensivo del servizio psicologico e dell'assistenza psichiatrica ai pazienti, che dovrebbe garantire un monitoraggio costante non solo sotto l'aspetto sanitario specialistico ma anche generico. Relativamente a quest'ultimo punto esistono modalità, procedure e criteri stabiliti dalla legge e vanno perseguiti con maggior vigore".

Il riferimento della consigliera Nuzziello va al lungo e complesso iter che ha impiegato quasi un decennio per realizzare un cambiamento fondamentale in tema di carceri, e cioè la Riforma della Medicina penitenziaria prevista dal decreto legislativo n. 230/1999 e finalmente approvata nel 2008 dalla Conferenza Stato-Regioni con il "sì" allo schema del provvedimento emanato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. La riforma è finalizzata ad una più efficace assistenza sanitaria e alla qualità delle prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione negli istituti penitenziari, negli istituti di pena per minori, nei centri di prima accoglienza, nelle comunità e negli ospedali psichiatrici giudiziari.

"Con il lavoro d'equipe, condotto dal garante regionale dei detenuti, il dottor Pietro Rossi, insieme ai tavoli tecnici degli organi competenti, si sono fatti, fino ad oggi, grandi passi in avanti, grazie anche al protocollo d'intesa tra la Regione Puglia e il Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria (Prap) - illustra Anna Nuzziello. Bene dunque un'attenta azione istituzionale sulla vertenza delle carceri pugliesi, e, in particolar modo, su quella della casa circondariale di Foggia, attraverso gli accordi di programma, i protocolli di intesa, i vari seminari.

Ma c'è assoluta necessità - continua la consigliera regionale - di guardare anche al di fuori degli istituti penitenziari, per far sì che la gente perbene e le imprese oneste si sentano tutelate e protette, anche alla luce di provvedimenti legislativi come il decreto legge n. 78/2013, il cosiddetto 'Svuota carceri'. In un tempo in cui la crisi economica continua a mordere, e in un contesto cittadino come quello del capoluogo dauno, in cui la sicurezza continua ad essere minata, senza un'adeguata vigilanza, tanto dal malcostume quanto dalla criminalità organizzata, senza contare una disoccupazione giovanile alle stelle e la dilagante indigenza di un sempre maggior numero di nuclei familiari, c'è bisogno di una risposta concreta delle istituzioni, anche per evitare derive delinquenziali che si ripercuoterebbero inevitabilmente sul sovraffollamento delle carceri".

"Ben vengano, allora, le fiaccolate della legalità, le iniziative in tal senso delle associazioni e della comunità operosa, ma i tavoli tecnici della politica e delle istituzioni devono operare più concretamente - conclude Anna Nuzziello - per risolvere davvero i problemi di Foggia, per portare cambiamento e innovazione, per far riemergere un futuro luminoso in fondo al tunnel del degrado, attraverso sinergie ed energie, umane e professionali, senza colore politico. La gente continua a morire di fame. Foggia e i suoi cittadini sono stanchi, offesi, umiliati e chiedono aiuto, rispetto e dignità da parte della politica e delle istituzioni".

 
Santa Maria Capua Vetere (Ce): Sgambato (Pd) incontra il nuovo Capo del Dap Consolo PDF Stampa
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www.campanianotizie.com, 3 febbraio 2015

 

"L'istituto penitenziario di Santa Maria Capua Vetere avrà l'attenzione che merita, e tutte le problematiche di cui ci siamo fatti carico nelle scorse settimane, dalla classificazione al potenziamento del personale, dal reparto riservato in ospedale all'attenzione per lo sport e per le visite dei parenti: sono certa che saranno affrontate prontamente, anche con il necessario coinvolgimento della direttrice del carcere".

Lo ha detto Camilla Sgambato a margine di un incontro con il magistrato Santi Consolo, da dicembre a capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria. La deputata del Partito Democratico, più volte in visita alla struttura di Santa Maria Capua Vetere e a colloquio sia con gli agenti di Polizia Penitenziaria che con la direttrice Concetta Giaquinto, ha esposto al nuovo capo del Dap le problematiche di Santa Maria: "All'aumento di detenuti con la costruzione di un nuovo padiglione - ha ricordato la parlamentare - non è corrisposto un adeguamento aumento di personale, come dimostrano purtroppo gli episodi di aggressione ad agenti che si sono registrati negli ultimi mesi.

Va pensato uno spazio per le detenute comuni all'interno del reparto femminile, come più volte auspicato anche dai vertici del Tribunale. E poi l'istituto va qualificato come carcere di primo livello, impensabile che sia ancora classificato di secondo livello, al pari di realtà decisamente più semplici e con una popolazione carceraria assolutamente meno numerosa.

Il dottor Consolo ha inoltre accolto le nostre sollecitazioni anche su altre questioni: seguirà anche lui la vicenda del reparto per detenuti inaugurato e mai messo in funzione all'ospedale di Caserta; coinvolgerà il carcere di Santa Maria in progetti che porteranno alla struttura nuove energie e soprattutto nuove risorse; si studieranno iniziative per potenziare le attività sportive, si pensava in particolare a coinvolgere magari il Coni e la locale famosa squadra di rugby. Riprenderemo a lavorare, inoltre, anche ad un progetto per l'accoglienza dei bambini figli di detenuti e detenute, magari anche pensando di utilizzare le detenute".

"Il dottor Consolo - ha poi concluso Camilla Sgambato - sarà presto in Campania in visita al carcere di Poggioreale e ha accolto con molto favore la mia richiesta di visitare, in quella occasione, anche il carcere di Santa Maria Capua Vetere per verificare di persona potenzialità e criticità della struttura".

 
Biella: detenuti al lavoro nelle scuole, progetto avviato da Provincia e carcere PDF Stampa
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di Elena Giacchero

 

www.newsbiella.it, 3 febbraio 2015

 

Passa dal concetto di "restituzione sociale", il nuovo progetto che vede Provincia e Casa circondariale unite per il futuro reinserimento dei detenuti. Questi ultimi, infatti, si occuperanno di manutenzione di aree verdi e piccoli lavori all'interno degli istituti scolatici superiori, imparando un mestiere.

"Siamo i primi ad aver avviato il protocollo nel Biellese - ha spiegato il presidente della Provincia, Emanuele Ramella Pralungo, affiancato dall'assessore, e promotore dell'iniziativa, Giuseppe Faraci, perché crediamo nella rieducazione del reo. Punire non serve, ma occorre dare ai reclusi una possibilità. E in cambio, con questi lavori, loro daranno qualcosa ai biellesi". In tutto saranno una decina i detenuti coinvolti, tutti soggetti ormai a fine pena e con custodia attenuata. "Si tratta di una proposta di trattamento - ha continuato la direttrice del carcere, Antonella Giordano, dedicata a chi ha voglia di mettersi in gioco. L'obbiettivo finale è quello di creare un interscambio tra la società e il detenuto. A quest'ultimo, anche il compito di gestire i propri spazi e, soprattutto, di responsabilizzarsi". Entro un mese, quindi, i primi reclusi, assistiti da tutor, inizieranno a prendere servizio nelle scuole.

 
Biella: sì al reinserimento dei detenuti, ma lontano dalla scuola, sono diseducativi PDF Stampa
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www.newsbiella.it, 3 febbraio 2015

 

Buona l'idea di un progetto di reinserimento dei detenuti, meno buona l'idea di occuparli nella manutenzione delle aree verdi scolastiche.

Ritengo molto diseducativo trasmettere il messaggio "punire non serve" ed ancor più diseducativo che questi soggetti vengano impiegati nelle comode e piacevoli aree verdi delle scuole. I ragazzi hanno bisogno di esempi sani non di "avanzi di galera" in fase di riabilitazione. Certo sono persone umane ma se hanno commesso dei reati è giusto che siano puniti e la reintegrazione non deve passare dalla scuola, la scuola deve essere un luogo dove gli alunni devono essere tutelati sotto tutti gli aspetti anche quello morale! Ci sono decine di aree verdi pubbliche bisognose di manutenzione, a cominciare dal parco Burcina ai vari fossati pieni di putride schifezze, agli argini dei torrenti e via di seguito, basta guardarsi attorno! forse per loro è troppo faticoso, forse è troppo impegnativo per i tutor?

Fuori dalla scuola portateci le "nonne" bisognose che rubano per mangiare, perché possano prendere per mano i piccoli ed accompagnarli a casa, portatele anche dentro alla scuola perché raccontino delle belle favole in cambio magari di un pasto caldo alla mensa. Certamente sarebbe più utile rispettare la loro dignità, perché vecchie, perché (se non hanno mai rubato prima) quale miseria le spinge a 70 e fischia anni rubare per mangiare, quale situazione estrema stanno vivendo sotto gli occhi ciechi delle nostre istituzioni che si preoccupano di ben altro? Mi fermo perché potrei veramente diventare irriverente e con cognizione di causa.

 

Lettera Firmata

 
Firenze: alla stazione Leopolda nasce un "giardino verticale" fatto da minorenni detenuti PDF Stampa
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Askanews, 3 febbraio 2015

 

Bisognerà attendere la primavera per ammirarlo in tutta la sua bellezza, ma il giardino verticale che si arrampica sul lato adiacente alla stazione di Porta al Prato, dà già un tocco completamente diverso all'esterno della Stazione Leopolda. Alta quattro metri e larga venti, l'opera è nata dalla collaborazione tra il Comune di Firenze, l'istituto di formazione Apab e il Centro di Giustizia minorile.

"Al momento abbiamo ragazzi affidati al servizio sociale minorenni della giustizia, in altre occasioni abbiamo avuto addirittura anche detenuti dell'istituto penale di Firenze", ha spiegato Enrica Pini, funzionaria del Centro di giustizia minorile.

Al ragazzo ritenuto più meritevole, è stato consegnato un assegno di mille euro. Il progetto "in Three" della stazione Leopolda è solo l'inizio. "E continueremo, proprio perché appunto crediamo in quest'opera di collaborazione, di recupero sociale e anche ambientale. Si sancirà anche un protocollo d'intesa", ha aggiunto Alessia Bettini, assessora all'Ambiente e al decoro urbano del Comune di Firenze.

 
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