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Opera (Mi): progetto "Leggere Libera-Mente", gli studenti incontrano i corsisti detenuti PDF Stampa
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www.a-zeta.it, 31 gennaio 2015

 

Circa 150 studenti milanesi incontreranno mercoledì 4 febbraio i corsisti del carcere di Opera del progetto "Leggere Libera-Mente", che si occupa di biblioterapia con le persone detenute attraverso la lettura, la scrittura creativa, poetica, autobiografica e giornalistica.

Grazie all'associazione Cisproject-Leggere Libera-Mente, nell'ambito degli eventi di BookCity per le scuole organizzati dal Comune di Milano, l'incontro offrirà un'opportunità di confronto sul tema della lettura quale finestra aperta all'ascolto dell'altro, al confronto con storie diverse e uguali alla propria, che offre soluzioni nuove. In occasione dell'iniziativa sarà proiettato il film documentario "Levarsi la cispa dagli occhi", che narra la nascita e lo sviluppo di un progetto formativo e di recupero, attivato all'interno del carcere di Milano-Opera, a cui seguirà un dibattito.

"Siamo molto felici di poter discutere con i giovani il risultato del lavoro svolto a Opera con le persone detenute - dichiara Barbara Rossi di Cisproject - Leggere-Libera-Mente. In quest'ambito, la proiezione del film, dai forti contenuti emotivi, oltre che educativi, sarà importante per far capire come la lettura sia per tutti, e forse soprattutto per chi vive in una condizione di privazione della libertà, un'occasione di crescita personale e talvolta anche di riscatto, che permette di superare i propri errori per immaginare un futuro migliore. Con questa premessa il confronto con i giovani, che hanno proprio il difficile compito di costruire questo futuro, credo possa essere molto molto importante e stimolante".

Non da ultimo, il film e la possibilità di confronto tra persone libere di esprimersi, offre un'occasione importante per rivedere eventuali propri pregiudizi. Se il carcere è nell'immaginario comune il luogo del buio, del moderno "bau bau", se per la società è rassicurante pensare che "tutti i cattivi e tutto il male sia lì custodito", allora lanciare uno sguardo oltre il muro e farci i conti diventa un'importante occasione di crescita per tutti.

Chi volesse prenotarsi può scrivere a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Ulteriori informazioni sono disponibili all'indirizzo www.leggereliberamente.it.

 
Rossano (Cs): "Note di libertà" un'iniziativa dell'Istituto musicale "Donizetti" nel carcere PDF Stampa
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di Antonio Iapichino

 

www.sibarinet.it, 31 gennaio 2015

 

È stato un vero e proprio successo l'evento "Note di libertà", realizzato nella Casa circondariale di Rossano. Un susseguirsi di emozioni. Rappresentazioni teatrali, scenette, brani musicali e una serie di riflessioni. Protagonisti della manifestazione, realizzata nell'ambito di un progetto portato avanti dall'Istituto musicale "Donizetti" di Mirto Crosia, sono stati i detenuti del circuito Alta sicurezza del carcere rossanese. Sono stati lanciati input forti. Il bisogno di un comportamento più consono da parte degli uomini.

"Perdonare ed essere più altruisti. Imparare a essere più buoni per 365 giorni l'anno. La porta del Signore è sempre aperta. Siamo ancora in tempo per affidarci a Lui". I detenuti, attraverso le loro esibizioni, hanno raccontato il Santo Natale, la commemorazione dei defunti, la vita quotidiana, la Shoah.

Tanta l'emotività proveniente dalla folta e interessata platea del teatro situato all'interno del penitenziario. Non sono mancate le sorprese: Giuseppe Greco, direttore del "Donizetti", che ha avuto il compito di presentare la manifestazione, dopo la lettura di un missiva da parte di un papà detenuto al proprio figlio, ha cantato, in maniera magistrale, il noto pezzo di Mario Merola "Cent'anni".

In occasione della manifestazione sono giunti nella struttura carceraria numerosi alunni e docenti di varie scuole della città bizantina, giornalisti, sociologi, rappresentanti di associazioni, amministratori comunali. Un commento unanime: una manifestazione benfatta. Curata sotto ogni punto di vista. I detenuti, grazie al suddetto progetto, vengono preparati durante l'anno, attraverso lezioni settimanali, di circa due ore, dedicate allo studio della teoria musicale e alla pratica di uno strumento.

Un impegno costante da parte del direttore artistico del "Donizetti", Giuseppe Greco, del M° Giuseppe Fusaro (pianoforte), del M° Salvatore Mazzei, (teoria e solfeggio), e della prof.ssa Letizia Guagliardi (docente di inglese presso l'Itis di Rossano) con il supporto della dott.ssa Angela Greco (educatrice). La buona riuscita della manifestazione, arricchita dalla voce soave della giovane cantante Valentina, è dovuta alla collaborazione concreta da parte di tutti. Ognuno ha dato del suo.

Giuseppe Greco ha messo in risalto che il lavoro egregio della Polizia penitenziaria consente che progetti di questa natura possano servire per una reale rieducazione. Lo stesso Greco ha evidenziato che il direttore del penitenziario, Giuseppe Carrà si impegna affinché tutti i detenuti possano partecipare a questi lavori. Ha spiegato che è stato realizzato un marchio: "Manufatti in carcere", con la produzione, fra l'altro, di clarinetti in ceramica. Dunque, la possibilità di fare cultura, anche in una casa di detenzione. Proprio questo carcere di Rossano, anche quest'anno, sarà fra le eccellenze della Calabria a Casa Sanremo.

Il direttore della Casa circondariale, Giuseppe Carrà, ha considerato eccellente il lavoro realizzato. Ha spiegato che la manifestazione è stata preparata in 10-15 giorni (2 ore al giorno). Persone che devono scontare pene lunghe, ma che hanno lanciato messaggi forti e positivi. Il dottore Carrà, poi, ha fatto un parallelismo fra la Shoah avvenuta 70 anni addietro e i fenomeni aberranti di oggi: quella che viviamo è una "Shoah quotidiana".

Don Pino Straface, ha portato il saluto dell'Arcivescovo di Rossano, Mons. Satriano, impegnato fuori regione: "Possediamo un tesoro", ha detto il sacerdote, "si tratta della Parola di Dio. Un Padre che ha sempre le braccia aperte per accogliere i propri figli".

La professoressa Letizia Gagliardi, ha messo in risalto l'azione sinergica che si è creata con il personale interno del penitenziario. Ha spiegato che la scenografia è stata realizzata con il materiale consentito ai detenuti. Prevalentemente cartoni e carta da imballaggio. Tutto, ha detto, in un ambiente sereno.

L'assessore alla Cultura del Comune di Rossano, Stella Pizzuti, ha fatto notare l'entusiasmo e la bravura di chi si è esibito. "Ogni volta nel carcere di Rossano, ha commentato, mi arricchisco e porto con me dei ricordi impregnati di amore, entusiasmo e bravura". Ha sottolineato, inoltre, l'impegno dell'Amministrazione comunale nel sostenere lo studio universitario di alcuni detenuti.

 
Pesaro: l'Associazione "Bracciaperte" dona al carcere attrezzature per parrucchieria PDF Stampa
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Corriere Adriatico, 31 gennaio 2015

 

Continua l'impegno di Bracciaperte volontariato Pesaro all'interno degli istituti penitenziari. Domani infatti, l'associazione di volontariato donerà alla sezione femminile del carcere di Pesaro alcune attrezzature per parrucchieria, per l'allestimento di uno spazio ad hoc all'interno dell'istituto di pena, con cui la Onlus collabora da tempo.

Le attrezzature, che erano in dismissione da parte di un negozio, sono state acquisite dall'associazione che le ha revisionate ed ora sono pronte per essere consegnate al nuovo utilizzo: un circuito virtuoso reso possibile grazie alla collaborazione della ditta Mdp elettrodomestici e alla disponibilità della direzione della casa circondariale di Pesaro. Le attrezzature comprendono due caschi professionali con basamento, una postazione di lavaggio testa con relativo divano in pelle e raccordi vari per consentirne l'installazione. Grazie a questa donazione la sezione femminile potrà avere uno spazio dedicato a servizio parrucchieria, con l'auspicio che in futuro si possano ideare anche corsi di formazione per parrucchiera.

 
Ivrea (To): Osapp; ritrovato un cellulare, era nascosto nella cella di due detenuti romeni PDF Stampa
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Adnkronos, 31 gennaio 2015

 

Nascosto nella cella avevano un cellulare. A trovarlo nel carcere di Ivrea (Torino), sono stati gli agenti della polizia penitenziaria durante un controllo. Il telefonino era nascosto all'interno del water della cella di due detenuti romeni in carcere per la violazione della legge sugli stupefacenti. Uno dei due stava per essere ammesso alla misura alternativa della semilibertà. Nessuna traccia per ora della scheda sim mentre da quanto accertato per ricaricare la batteria usavano dei cavi per collegare il telefonino all'alimentatore del computer regolarmente detenuto in cella. Il computer è stato ritirato al fine di verificare eventuali connessioni a internet.

A dare notizia dell'episodio è il Segretario generale dell'Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia penitenziaria) Leo Beneduci: "per l'ennesima volta - commenta - gli agenti della polizia penitenziaria hanno dimostrato le proprie capacità professionali nonostante siano costretti a lavorare in condizione disumane senza quei mezzi che invece, come dimostra l'episodio di Ivrea, vengono concessi ai detenuti".

 
Milano: al via un corso su "Giovani e carcere", è organizzato dalla Caritas Ambrosiana PDF Stampa
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www.agensir.it, 31 gennaio 2015

 

Giovani e carcere, è il percorso di formazione organizzato dalla Caritas Ambrosiana in collaborazione con il Servizio Giovani e con i cappellani delle carceri presenti sul territorio dell'arcidiocesi di Milano, che prenderà il via il 14 febbraio presso il Centro pastorale ambrosiano. Il percorso è rivolto "a tutti quei giovani (dai 18 ai 30 anni) interessati a fare una prima conoscenza della realtà carceraria.

Questa esperienza permette di visitare una delle carceri del territorio diocesano come momento di conoscenza e riflessione rispetto al mondo della detenzione". Lo scopo è quello di promuovere un pensiero alternativo sulla "sicurezza sociale", basato sulla solidarietà e sulla responsabilità, attraverso lo scambio di parole e di esperienze.

Il percorso prevede un primo momento di formazione in forma laboratoriale sul tema "Pane, parola e libertà", tenuto da monsignor Pierantonio Tremolada, vicario episcopale per l'evangelizzazione e i sacramenti, unito a una rappresentazione teatrale: "Undici ore d'amore di un uomo ombra", dall'omonimo libro di Carmelo Musumeci. Ogni giovane iscritto al percorso incontrerà inoltre il cappellano del carcere presso il quale si recherà successivamente per fare visita ai detenuti, fissata per il 28 febbraio.

 
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