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Giustizia: Legnini (Csm) "si intravede un disegno per un ssitema giudiziario più efficiente" PDF Stampa
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Il Sole 24 Ore, 27 settembre 2015

 

L'ispezione a Palermo del vice presidente del Consiglio superiore della magistratura Giovanni Legnini "ha permesso di raccogliere materiale inquietante". A dirlo è lo stesso vice presidente del Csm, presente ieri a Rimini alla giornata conclusiva dell'undicesima conferenza di Cassa forense.

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Giustizia: pronta lista di reati da tagliare, decreto legislativo al Cdm entro due settimane PDF Stampa
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di Giovanni Negri

 

Il Sole 24 Ore, 27 settembre 2015

 

L'omesso versamento dei contributi fino a 10mila euro diventerà illecito amministrativo.

La depenalizzazione rompe gli indugi. È ormai pronto il decreto legislativo che taglia un pacchetto di reati per trasformarli in illeciti amministrativi.

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Giustizia: al Csm è guerra tra correnti per le nuove nomine PDF Stampa
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di Liana Milella

 

La Repubblica, 27 settembre 2015

 

Raccontano al Csm che il vice presidente Giovanni Legnini, dopo l'ennesima, estenuante riunione su una delle centinaia di nomine da fare per i vertici degli uffici giudiziari italiani, sia esploso in un annuncio - minaccia: "Se non la smettete con i vostri equilibri correntizi mi metto a votare anche io e ve li mando all'aria".

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Giustizia: caso Aldrovandi, cosa è cambiato da quel tragico 25 settembre PDF Stampa
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estense.com, 27 settembre 2015

 

Lindo Aldrovandi: "La memoria sarà la condanna di chi uccise senza una ragione".

Le cifre tonde, nelle ricorrenze, inducono sempre a fare un bilancio, ha detto ieri sera Patrizia Moretti. E la conferenza organizzata per la mattina di sabato 26 alla sala Estense aveva proprio l'intenzione di tirare le somme a dieci anni dalla tragica scomparsa del diciottenne ferrarese. "Reato di Tortura, numeri identificativi foto, democratizzazione. Cosa (non) ha ottenuto il movimento?" era il titolo dell'incontro, moderato da Cinzia Gubbini, giornalista.

Nell'introdurre il tema e gli ospiti, la considerazione che è stata fatta dalla coordinatrice del dibattito, è che "la storia di Federico è stata un punto di svolta, che ha catalizzato una grande attenzione mediatica e la solidarietà quasi immediata della comunità". Restano ovviamente luci ed ombre, nel "dopo" di quel tragico 25 settembre. "Sicuramente molto è cambiato nell'atteggiamento delle persone di fronte ad episodi simili" ha detto la Gubbini, che ha riscontrato un abbandono progressivo della retorica, con cui spesso vengono presentati simili avvenimenti, del "è andata a finire male". "Ma si attende ancora il giorno in cui le autorità preposte all'ordine pubblico diranno 'abbiamo sbagliato'" ha aggiunto di seguito. Ma le note stonate non mancano, dall'atteggiamento pregiudiziale delle stesse forze di polizia a quello della politica, restia ad intervenire decisamente sui tre punti individuati fondamentali dalla giornalista: "numero identificativo, introduzione del reato di tortura e regolamenti interni più stringenti".

Nel suo intervento "schegge impazzite", Lino Aldrovandi, papà di Federico, con parole tanto commoventi quanto decise, ha ricordato quella notte di "orrori ed errori". La notte in cui "quattro pregiudicati che non rappresenteranno mai e poi mai la Polizia" gli strapparono un figlio. "La memoria" ha concluso papà Lino, "sarà la condanna di chi uccise senza una ragione".

Il quadro sull'avanzamento del disegno di legge sul reato di tortura, è stato affidato ad Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia, che ha definito il testo prodotto "peggio di niente". Il disegno di legge che approderà al Senato, nella sua redazione "insoddisfacente" ha incontrato "enormi ostacoli di tipo culturale" ha precisato Marchesi, aggiungendo che "non è negli interessi di rispettabilità della Polizia recepire le indicazioni circa i numeri identificativi e la fattispecie del reato di tortura". Una prospettiva non positiva, condivisa anche dal giornalista Checchino Antonini, presente in veste di rappresentante di Acad (associazione contro gli abusi in divisa), che ha tracciato un drammatico bilancio dello "stato dell'arte" che vede "crescere la repressione, e la tortura, dalla Val Susa alle carceri dove aumentano i morti". Secondo Antonini la Polizia, e le Forze dell'Ordine sono "allergiche ai tentativi di democratizzazione e trasparenza", d'altra parte "la politica", ha proseguito rincarando la dose "è sempre più ripulsa dall'idea di rendere più umano il sistema della prevenzione del crimine e della detenzione".

Secondo l'avvocato Elia De Caro dell'associazione Antigone "il numero dei detenuti e il dibattito intorno alle carceri generato dalla sentenza Torreggiani (adottata l'8 gennaio 2013 e che ha condannato lo Stato italiano per la violazione dell'art. 3 della Convenzione europea dei diritti umani) è scemato" senza influenzare positivamente un trend riformatore che avrebbe dovuto giustificare l'introduzione del reato di tortura. "La teoria delle mele marce non può più reggere" ha aggiunto il portavoce dell'associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale "finché non si danno strumenti per prevenire e punire certi comportamenti criminali si è corresponsabili dei comportamenti stessi".

 
Giustizia: Rita Bernardini (Ri) lo Stato si accanisce sul corpo di Bernardo Provenzano PDF Stampa
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radicali.it, 27 settembre 2015

 

Dichiarazione di Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani: "Provo un brivido lungo la schiena. Oggi sono state scritte parole prive di qualsiasi contenuto di umanità, di ragionevolezza, di diritto.

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