Lunedì 03 Agosto 2020
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Firenze: Fp-Cgil denuncia "crolla muro a Sollicciano e il Ministero tagli i fondi" PDF Stampa
Condividi

nove.firenze.it, 26 settembre 2015

 

Sono 10 i metri di muro del carcere di Firenze Sollicciano che sono crollati all'interno dell'intercinta del penitenziario. Su 20 istituti penitenziari in Toscana solo uno ha le caratteristiche per restare aperto senza pericoli per gli operatori o per i detenuti. Le carenze strutturali ed architettoniche, con diverse intensità, riguardano tutti gli istituti toscani, Lucca, Pisa, Pistoia, San Gimignano, solo per citarne alcuni.

La Fp-Cgil ha denunciato e denuncia le difficoltà e i rischi che comporta lavorare all'interno delle carceri; neanche a farlo apposta all'inizio di agosto 2015, dopo un sopralluogo al Carcere di Sollicciano, abbiamo scritto in una lettera inviata ai vertici dell'Amministrazione Penitenziaria della nostra regione, alla Asl, al Sindaco di Firenze, al Presidente della Regione Toscana, al garante dei Detenuti e ai vertici del Dap di Roma che "La cinta muraria, causa cedimento parziale, risulta parzialmente chiusa in un settore e la restante parte presenta garitte antiquate, porte divelte, garitte da chiudere"

"I continui tagli dei finanziamenti al Ministero della Giustizia, oltre la mancanza cronica di personale non aiutano e mettono in grave pericolo lo svolgimento di qualsiasi servizio. È ora che il governo e l'amministrazione penitenziaria mettano mano a quei provvedimenti che consentano di garantire la sicurezza all'interno delle strutture penitenziarie. La giustizia e la sicurezza sono beni primari che hanno bisogno di adeguate politiche e attenzioni. Così non si può andare avanti, non è giusto che i lavoratori si facciano carico e subiscano le conseguenze della incapacità della politica di decidere. La Fp Cgil sollecita tutti i soggetti che hanno un ruolo amministrativo diretto o indiretto nel carcere fiorentino (Prap, Comune, Regione, Asl, Dap e Garante dei detenuti) a convocare senza ulteriori dannosi e pericolosi ritardi una "conferenza di servizio per il Carcere di Sollicciano", coinvolgendo il sindacato, per decidere una buona volta azioni concrete per garantire a chi lavora nel carcere e a chi vi è costretto a soggiornare la possibilità di stare in sicurezza senza rischiare danni, anche irreparabili, alla persona.

L'unica cosa che riteniamo insopportabile, per la comunità tutta, è continuare ad andare avanti così nell'indifferenza totale delle Istituzioni" concludono Donato Nolè, responsabile regionale Fp Cgil Polizia Penitenziaria e Donato Petrizzo responsabile Giustizia della Fp Cgil di Firenze.

 
Castiglione delle Stiviere (Mn): addio al carcere-ospedale, ecco la prima residenza protetta PDF Stampa
Condividi

di Luca Cremonesi

 

Gazzetta di Mantova, 26 settembre 2015

 

Sei nuovi edifici sostituiranno la vecchia struttura di detenzione. Svolta nell'assistenza ai malati mentali. Il vescovo: la speranza è centrale. Giornata di sole e di festa, ieri, in quello che da questo momento può essere definito l'ex Opg di Castiglione delle Stiviere. In località Ghisola dalle 14 si è proceduto al taglio del nastro della prima delle sei Rems (Residenze per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza) previste dalla riforma, realizzate nella stessa località che per decenni ha ospitato l'ospedale psichiatrico giudiziario.

Nella stretta di mano fra l'ex direttore dell'Opg, Antonino Calogero, e l'attuale direttore, Andrea Pinotti, c'è il senso di questo lungo lavoro che nasce dall'opera della commissione parlamentare d'inchiesta guidata da Ignazio Marino (l'attuale sindaco di Roma) che proprio durante il periodo di direzione di Calogero arrivò in visita alla Ghisiola.

Ieri la senatrice Emilia De Biasi, che fece parte di quella commissione, ha inaugurato il progetto Rems che è stato ultimato durante la direzione di Pinotti. "Oggi apre la prima Rems, ed è un bel successo per tutti - ha detto Pinotti - perché abbiamo lavorato tutti al meglio: operatori, professionisti, infermieri, medici, personale sanitario, volontari, ma anche i pazienti che hanno contribuito a questa nuova struttura imbiancando le pareti".

Proprio un paziente detenuto nell'ex Opg, che ora sarà spostato nella Rems, ha tagliato il nastro prima della benedizione del vescovo Roberto Busti che, nel suo intervento, ha ricordato la centralità della speranza, concetto chiave e progetto di vita per chi inizia questa avventura, sia come paziente sia come operatore. Oltre alle autorità religiose, al taglio del nastro erano presenti gli onorevoli Marco Carra (Pd), il senatore dei Cinque Stelle Luigi Gaetti, i vertici dell'azienda ospedaliera Carlo Poma (cui compete la gestione della struttura da quando questa è passata dal ministero della Giustizia a quello della Sanità), le autorità politiche e militari di Castiglione, gli operatori e i volontari che lavorano quotidianamente all'Opg.

Dopo il taglio del nastro, il gruppo di persone che ha preso parte alla cerimonia ha visitato la prima Rems, che aprirà i battenti ufficialmente il primo ottobre, ovvero giovedì. Nelle sale dipinte di azzurro, blu e viola, ci sono appesi i quadri dell'Atelier di pittura che per oltre venti anni è stato coordinato e gestito da Silvana Crescini; negli anni, i lavori sono stati esposti in mostre in giro per l'Europa. La sala mensa ha accolto gli ospiti che poi hanno potuto visitare la parte superiore della Rems, la zona notte, divisa in due aree.

"In una parte ci sono tre letti per gli ospiti che necessitano di assistenza più complessa, mentre nella seconda parte, con 17 letti, ci sono gli ospiti con diagnosi meno impegnative. Questa, comunque, è la prima Rems che apriamo, ma entro fine novembre ne apriremo altre due, e questa sarà quella dedicata all'accoglienza e alla conoscenza del nostro ospite. In totale, dunque, saranno sei, con due riservate alle donne". Al termine della visita è stato offerto un piccolo rinfresco a tutti gli intervenuti, prima di spostarsi tutti a Villa Brescianelli per i lavori dei convegni previsti nel pomeriggio.

 
Trapani: al carcere di San Giuliano nove detenuti diventano pasticceri PDF Stampa
Condividi

di Luigi Todaro

 

Giornale di Sicilia, 26 settembre 2015

 

Hanno superato l'esame al termine del corso organizzato da un ente di formazione professionale. Ora guardano al futuro con più fiducia. Un piccolo grande passo verso la riabilitazione perché nella vita si può sbagliare - può capire a chiunque - a condizione, però, che si faccia tesoro degli errori fatti per non commetterli più in futuro. Nove detenuti, rinchiusi nelle carceri di San Giuliano, hanno deciso di chiudere con il passato e di cominciare a ricostruirsi una nuova vita, impegnandosi fin da ora, senza perdere tempo. Anzi, con il desiderio di bruciare le tappe.

E così, armati di buona volontà, hanno conseguito il "diploma" di "Aiuto pasticcere". Un titolo che una volta finita di scontare la propria pena, potrebbe immetterli nel mondo del lavoro. A ricevere l'attestato sono stati Gianluca Brignone, Bucur Valentin, Capasso Alberto, La Russa Mario, Mannina Gianni, Vincenzo Mannoja, Davide Mannone, Rohozneanu Florin, Benito Trentacoste.

 
La Spezia: "Ri#Uscire", i percorsi formativi per il reinserimento dei detenuti PDF Stampa
Condividi

Gazzetta della Spezia, 26 settembre 2015

 

La conclusione del percorso previsto dal piano formativo rivolto ai detenuti della casa circondariale della Spezia, denominato "Ri#Uscire, è stata l'occasione per una visita ieri del prefetto Mauro Lubatti, accolto dal direttore della struttura carceraria, Maria Cristina Bigi.

"Ri#Uscire è, infatti, l'iniziativa finanziata dal Fondo Sociale Europeo che ha visto la realizzazione di cinque percorsi, tre dei quali rivolti alla formazione diretta dei detenuti: giardiniere operatore del verde, aiuto cuoco, e saldo carpentiere, sono i mestieri scelti per formare professionalità che li aiuteranno ad un loro reinserimento nella società.

L'idea è rivolta anche a migliorare la percezione della realtà del carcere verso la cittadinanza. Nel corso degli anni, insieme al sistema formativo interno, è cresciuto, infatti, anche l'interesse imprenditoriale per quello che è stato definito 'un particolare quartiere della città. Agli operatori del settore (educatori, volontari, imprenditori) sono stati organizzati anche dei particolari corsi per la formazione che hanno riguardato il welfare di comunità e la responsabilità sociale d'impresa. La serata si è conclusa, poi, con le immagini e parole di un gruppo di detenuti e di operatori per coniugare l'azione formativa con gli interessi e le esigenze della comunità carceraria.

 
Cosenza: telefonini ai detenuti, condannato un agente della Polizia penitenziaria PDF Stampa
Condividi

di Maria Teresa Improta

 

quicosenza.it, 26 settembre 2015

 

Salvatore Gabriele ai suoi superiori tentò di giustificare il suo comportamento con le condizioni di particolare ristrettezza economica in cui stava vivendo. Ciò non è bastato ad ammorbidire la posizione dei colleghi dell'assistente capo della polizia penitenziaria, in forze nella casa circondariale di via Popilia sino alla fine del 2010. Il quarantottenne di Lattarico fu denunciato alla magistratura e sospeso dal servizio. Ieri, al termine del processo di primo grado, il Tribunale di Cosenza ha condannato il poliziotto a due anni di reclusione per il reato di abuso d'ufficio. L'uomo che confessò di aver ricevuto dai detenuti la promessa di somme di denaro in cambio di sim card e cellulari è stato invece assolto dalle accuse di corruzione.

Gabriele pare abbia fatto entrare illegalmente nel carcere Sergio Cosmai tre telefonini, permettendo che si consumassero colloqui telefonici non autorizzati cui contenuto non è dato sapere. Conservava tutto in tasca, nella divisa, per poi renderlo disponibile nell'immediato a chi ne facesse richiesta. Insieme a lui è stato condannato per ricettazione a tre anni di detenzione Erminio Mendico 42enne di Melito Porto Salvo ristretto all'epoca dei fatti, Ottobre 2010, nel penitenziario di via Popilia.

Assolti invece gli altri sette detenuti coinvolti: Fabio Bruni 31 anni di Cosenza, Vincenzo Ciriello 55enne napoletano, Luigi Cozza 37 anni di Vibo Valentia, Antonio Albanese 55 anni di Rosarno, Giovanni Giannone 46enne di Cosenza, Dimitri Bruno 27 anni di Belvedere Marittimo e Massimo Imbrogno 53enne di Cosenza. A difenderli sono stati gli avvocati Nicola Rendace, Francesco Boccia, Giovanni Cadavero, Carlo Monaco, Cristian Cristiano, Antonio Ingrosso, Antonio Quintieri, Rossana Cribari e Guido Contestabile.

 
<< Inizio < Prec. 9531 9532 9533 9534 9535 9536 9537 9538 9539 9540 Succ. > Fine >>

 

02


01


07


 06

 

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it