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Reggio Emilia: scoppia la rissa in carcere durante una partita, due detenuti feriti PDF Stampa
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Gazzetta di Reggio, 26 settembre 2015

 

Uno è ricoverato in prognosi riservata in ospedale. Il Sappe denuncia: "Troppi pochi agenti per gestire tensioni crescenti". Rissa in carcere tra un gruppo di detenuti, sfociata con il ricovero in ospedale di due dei coinvolti. Mentre si alza forte il grido degli agenti della penitenziaria, attraverso il Sappe, che nuovamente denuncia: "Siamo troppo pochi".

Tutto è successo verso le 13.30. Ventisei detenuti ammessi alle attività sportive erano usciti nel campo da calcio accompagnati da tre agenti. Durante la partita di calcio, verso le 14.30 circa, un detenuto tunisino ha aggredito un connazionale ancora per ragioni da chiarire. Lo ha ferito al collo, procurandogli un taglio che ha iniziato a grondare sangue. Ma questo ha scatenato la reazione degli altri detenuti che hanno aggredito il primo, pestato da circa dieci persone.

Immediatamente, è scattato l'intervento degli agenti. "Mettendo a rischio la propria incolumità personale, interveniva all'interno del campo per ripristinare ordine, disciplina e sicurezza, con il fine ultimo di portare in salvo il detenuto aggressore" spiega il segretario provinciale del Sappe, Michele Malorni. Tutti i coinvolti sono stati riaccompagnati in cella, tranne i due feriti per i quali si è reso necessario l'intervento di due ambulanze e un'automedica sul posto e il trasferimento in ospedale: uno ha dieci giorni di prognosi, l'aggressore pestato è in prognosi riservata.

"Il personale di polizia penitenziaria operante negli istituti penali di Reggio Emilia, nell'anno 2014, ha gestito circa 64 eventi critici, nell'anno 2015 in solo 9 mesi, ha gestito circa 176 eventi - fanno notare dal sindacato. È di tutta evidenza che c'è stato un aumento delle criticità intramurarie negli istituti penali di Reggio Emilia, si registrano eventi critici che per tipologia, riconducono la gestione a venti anni fa. Pertanto il Sappe lancia un grido di allarme che arriva anche negli Uffici Dipartimentali di Bologna e Roma, maggiori garanzie nonché risorse umane e tecnologiche per assolvere ai propri compiti istituzionali".

Il Sappe chiede che "i detenuti non meritevoli del regime aperto e irrispettosi del cosiddetto patto di responsabilità, ai sensi dell'art 78 DPR 230/2000, vengano isolati ed ubicati nelle celle di pernottamento singole ed esclusi dalle attività in comune a tutela dell'ordine, disciplina e sicurezza oltre per consentire alla restante popolazione detenuta l'espiazione della pena in condizioni dignitose e comunque nel rispetto delle vigenti normative detentive". Il Sappe ha convocato per mercoledì alle 16 un incontro sindacale per parlare di quanto accaduto.

 
Isernia: "Oltre la vita" Onlus; carcere e genitorialità, al via premio letterario per detenuti PDF Stampa
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isernianews.it, 26 settembre 2015

 

L'iniziativa dell'associazione Onlus "Oltre la vita" sorta in memoria di Francesco Martino, e della casa circondariale di Isernia. La Casa circondariale di Isernia in collaborazione con l'associazione Onlus "Oltre la vita" ha organizzato la prima edizione del Premio letterario nazionale dedicato a Francesco Martino, "Lettera a mio figlio", sul tema della genitorialità. La partecipazione è riservata alle persone detenute in tutti gli istituti italiani.

La sensibile attenzione alla tutela della responsabilità pedagogica, morale e sociale appartenente alla relazione genitoriale e la specifica valenza rieducativa della promozione e del sostegno della dimensione affettiva e relazionale della popolazione detenuta (sostenuta incisivamente dalla sentenza Torreggiani e da note circolari a seguito) rappresentano l'obiettivo del concorso letterario nazionale in questione.

La predetta associazione nasce per onorare il ricordo del giovane isernino Francesco Martino, morto prematuramente nel tragico incidente ferroviario di Roccasecca. Essa sostiene con impegno progetti che riguardano anche la promozione e il sostegno della genitorialità e condivide fermamente la volontà rieducativa di costruzione/promozione/cura/mantenimento del ruolo genitoriale da parte del genitore detenuto.

L'iniziativa in oggetto è volta a promuovere nel detenuto un produttivo senso di responsabilità pedagogica e morale, che lo induca a voler e poter esperire, in nome del delicato compito educativo genitoriale a cui è chiamato, una riflessione critica quanto più autentica sulle proprie scelte devianti e una possibile definitiva presa di distanze da esse in favore del ripristino di una esistenza eticamente valida e socialmente congrua. Gli elaborati (lettere o poesie) in concorso dovranno essere inviati entro e non oltre il 15 novembre prossimo. La premiazione avverrà il 18 gennaio 2016 nella Sala Teatro del carcere.

 
Libri: "Il caso Cucchi. Un'indagine medica indipendente", di A. Barbieri e M. Aragona PDF Stampa
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La Repubblica, 26 settembre 2015

 

Martedì 29 settembre, alle ore 14.15, in Sala Caduti di Nassirya, Senato della Repubblica, Piazza Madama 11 - Roma, Medici per i Diritti Umani (Medu) presenta "Il caso Cucchi. Un'indagine medica indipendente", di Alberto Barbieri e Massimiliano Aragona.

Saranno presentati alla stampa elementi clinici ancora non presi in considerazione nel corso dei due processi che hanno riguardato la morte di Stefano Cucchi. Ciò accade in una fase come quella attuale, quando una nuova indagine sta individuando responsabilità finora mai emerse.

L'indagine di Medu si basa sullo studio e l'analisi della documentazione processuale tra cui deposizioni, perizia, consulenze, documentazione sanitaria, memorie, motivazioni delle sentenze. Dalla narrazione cronologica degli eventi all'analisi delle conseguenze fisiche e psichiche del trauma, dalla riflessione sulla natura degli atti violenti alle considerazioni sulle causa della morte, questa indagine cerca di restituire una ricostruzione dei fatti compatibile, tanto con la logica clinica, quanto con la verità "umanamente accertabile e umanamente accettabile" del caso Cucchi.

Intervengono: Luigi Manconi (Presidente Commissione Diritti Umani del Senato), Patrizio Gonnella (Presidente Antigone e Cild-Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti Civili), Alberto Barbieri (Medici per i Diritti Umani). Saranno presenti Ilaria Cucchi e l'avvocato Fabio Anselmo. Ufficio stampa Medu - 3343929765 / 0697844892 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

 
Brasile: caso Pizzolato; il Consiglio di Stato rigetta il ricorso contro l'estradizione PDF Stampa
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Nuovo Giornale di Modena, 26 settembre 2015

 

Dopo la notizia che il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso presentato contro il decreto di estradizione del ministro della Giustizia, la preoccupazione della Garante regionale delle persone private della libertà personale, Desi Bruno, per la sorte di Henrique Pizzolato, il banchiere italo-brasiliano coinvolto in quella che è stata definita dai media la "tangentopoli brasiliana" e attualmente recluso nel carcere di Modena, "rimane immutata, nonostante le ulteriori e attuali rassicurazioni fornite dal Governo brasiliano che il detenuto potrà scontare la detenzione in condizioni di sicurezza".

Come ricorda la Garante, "il mio ufficio si è da tempo occupato della vicenda, segnalando nelle sedi competenti la seria preoccupazione per la vita di Pizzolato nel caso in cui venisse data esecuzione all'estradizione" dal momento che "le carceri brasiliane sono internazionalmente riconosciute e censurate per essere caratterizzate da inaccettabili violazioni dei diritti umani e per essere prive delle condizioni minime di sicurezza e assistenza".

Bruno spiega che "le ulteriori garanzie fornite dal Governo brasiliano, secondo quanto riferito dal difensore di fiducia, riguarderebbero solo la sezione speciale del carcere di Papuda, nella quale il detenuto dovrebbe essere ristretto al suo rientro in Brasile". D'altra parte però, avverte la figura di garanzia dell'Assemblea, "dopo che avrà scontato un sesto della pena, che maturerà il 23 giugno del 2016, Pizzolato avrebbe diritto a scontare la pena in un regime semiaperto e quindi in un'altra struttura carceraria come prevede la legge di esecuzione penale brasiliana, rispetto alla quale il Brasile nulla ha detto, non procedendone all'individuazione".

Per tutti questi motivi, conclude la Garante, "resta gravissima la preoccupazione per la vita di Pizzolato in caso di esecuzione dell'estradizione che, come riferisce il difensore, il ministro della Giustizia potrebbe sospendere per consentire a Pizzolato di difendersi in un procedimento penale che ha pendente avanti al Tribunale di Modena, con l'udienza fissata per metà dicembre, e nell'attesa della decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo".

 
Svezia: i migranti? li ospiteremo nelle carceri vuote PDF Stampa
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Il Giorno, 26 settembre 2015

 

Il ministro delle migrazioni Morgan Johansson: "Siamo in grado di accogliere 7mila migranti alla settimana ma la situazione si sta logorando". Google, boom per il traslator dall'arabo al tedesco, cercansi bilingui per perfezionare il programma. Dimostrando un nordico senso pratico, ma forse una scarsa sensibilità nella comunicazione, il governo della Svezia - forse il più generoso nell'accogliere i migranti - ha pensato bene di ricorrere anche alle prigioni vuote, oltre che alle caserme dismesse, per accogliere l'alto numero di migranti che stanno raggiungendo il Paese.

Ad annunciarlo senza imbarazzi è il ministro delle migrazioni Morgan Johansson, affermando che la Svezia è in grado di accogliere 7mila migranti alla settimana ma anche che la situazione si sta "logorando". Insomma, si comincia a non sapere dove mettere tutti i richiedenti asilo. "Stiamo vedendo il più grande flusso di migranti dai tempi della Seconda guerra mondiale. Se ciò continuerà settimana dopo settimana dopo settimana, allora avremo bisogno di più luoghi di accoglienza", ha detto.

Di certo la ricchezza e le generose politiche migratorie della Svezia hanno reso il Paese una delle principali destinazioni dalle persone in fuga dalla guerra e dalla violenza in Medioriente e Africa. I siriani, ad esempio, hanno diritto automatico alla residenza permanente. A luglio l'agenzia per le migrazioni svedese aveva previsto che Stoccolma avrebbe ricevuto 74mila richieste di asilo, ma l'intensificazione della crisi significa che questo numero potrebbe aumentare in modo significativo. Per far fronte alla sfida, il governo sta pensando di fare un inventario delle proprietà dello Stato e delle compagnie statali che potrebbero essere usate come alloggi. Nella lista rientrano anche, appunto, le prigioni vuote.

 
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