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Napoli: la Comunità di Sant'Egidio per "i fragili e i deboli", anziani, detenuti e homeless PDF Stampa
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Adnkronos, 13 luglio 2015

 

Incontri con i detenuti, iniziative e feste per gli anziani e per i senza fissa dimora. È fitto il programma messo a punto dalla Comunità di Sant'Egidio per "i fragili e i deboli" della città di Napoli per far fronte "all'altra estate, quella difficile e faticosa di chiunque non ha un sostegno" Le parole sono di Bianca Frattini, referente per gli anziani della Comunità di Sant'Egidio che, con il portavoce Antonio Mattone, presenta il programma "Estate e solitudine. Il popolo fragile di Napoli" caratterizzato dallo slogan: "Anche i fragili hanno diritto all'estate".

I mesi più caldi dell'anno, spiega Mattone, "fanno emergere con chiarezza i fattori di rischio a cui sono esposte le persone fragili. Esiste un popolo fatto di anziani, senza fissa dimora, disabili, carcerati, che manifesta un grande bisogno di sostegno e di compagnia. L'ecologia urbana messa in pericolo dall'inquinamento, dai pochi servizi, dall'individualismo pervasivo, rappresenta una sfida come ha ricordato papa Francesco nell'enciclica "Laudato si". Il maggior peso grava sugli anziani che sono la cartina a tornasole di tutte le fragilità".

Tante le iniziative già realizzate e quelle programmate a Napoli, alcune di queste si concentreranno nel Rione Sanità e saranno dedicate agli anziani del quartiere. Il 17 luglio nella Parrocchia Santa Maria dei Miracoli sarà proiettato un video sulla visita di Papa Francesco a Napoli, seguito da un pranzo.

Il 25 luglio nella Parrocchia di San Vincenzo alla Sanità si terrà la "Festa d'estate nel chiostro"; e ancora, l'8 agosto un pranzo presso i Padri Vincenziani e il 22 agosto un incontro sulla "Lettera di Maria" e un pranzo nella Parrocchia Santa Maria della Sanità. Tre gli appuntamenti dedicati ai detenuti. Si parte il 20 luglio nel carcere di Carinola, in provincia di Caserta, con un evento che vedrà la partecipazione del campione mondiale dei pizzaioli Valentino Libro, 28enne vincitore del Trofeo Caputo, della pizzeria "Kevuo" di Quarto (Napoli), con la distribuzione di pizze per tutti i detenuti.

Il 22 luglio nel carcere di Poggioreale a Napoli si terrà la Festa dell'Aid per la fine del Ramadan, mentre il 27 luglio nell'Opg di Napoli si svolgerà una festa con musica. Confermatissimo anche l'impegno della Comunità di Sant'Egidio per i senza fissa dimora, con la distribuzione di pasti e bibite fresche durante tutta l'estate nelle strade di Napoli e provincia dal lunedì al sabato, e una serie di feste intitolate "Cocomerate": il 15 luglio a Nola, il 25 luglio a Napoli nei quartieri Fuorigrotta e Soccavo, il 1° agosto nel centro storico di Napoli e il 2 agosto nel dormitorio pubblico di Napoli e ad Aversa.

"Perché l'estate 2015 non produca drammi dovuti all'abbandono dei più anziani e delle persone fragili - è l'appello di Antonio Mattone - ci vuole il coinvolgimento di tutti: istituzioni, associazioni, ciascuno di noi. Occorrono nuove politiche sociali con interventi e modelli innovativi, flessibili, personalizzati e diversificati che mettano al centro le persone e che si basino su una rete sociale da costruire e implementare. Oggi c'è troppa distanza tra chi è solo e le istituzioni". Ma, aggiunge Mattone, "c'è bisogno anche che tutti i cittadini siano attenti a chi vive una situazione di degrado e di isolamento sociale. Un appello a mobilitarsi in questa emergenza dovuta al caldo, per aiutare le persone che vivono situazioni di fragilità, di solitudine, di isolamento; la richiesta di una risposta generosa e disponibile per far sì che la nostra città viva un'attenzione rinnovata alle persone che più hanno bisogno di cura".

 
Avellino: gesto autolesionista in carcere; ingerisce batterie, soccorsi per un detenuto PDF Stampa
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ottopagine.it, 13 luglio 2015

 

Soccorsi rocamboleschi per un giovane detenuto napoletano da Ariano ad Avellino. Dopo aver ingerito batterie è stato trasportato d'urgenza dai sanitari del 118 prima al pronto soccorso dell'ospedale Frangipane e successivamente vista la gravità della situazione al Moscati di Avellino. Un gesto autolesionista, l'ennesimo all'interno della Casa Circondariale arianese che è stato gestito con la professionalità e tempestività di sempre da parte del personale di polizia penitenziaria, pur essendo sotto organico in questa torrida estate. Un problema cronico, più volte segnalato dalle varie organizzazioni sindacali che non trova in alcun modo soluzione.

L'autolesionismo in carcere è un fenomeno diffusissimo. Tanto da diventarne una delle caratteristiche strutturali. Decine di migliaia di casi fino ad immaginare il carcere come luogo ove le persone detenute si infliggono lesioni spesso anche mortali. I dati in Campania come nel resto della nazione, sotto questo aspetto, non sono affatto incoraggianti. Ad Ariano Irpino episodi del genere sono purtroppo all'ordine del giorno.

 
Modena: stasera si tiene il dibattito "Lo scandalo delle carceri, abolirle o riformarle?" PDF Stampa
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modenatoday.it, 13 luglio 2015

 

"Il carcere non assolve la propria funzione, non riabilita, ma esclude emargina e riproduce delitti. Fra coloro che escono, dopo aver scontato la propria pena, una percentuale molto alta (circa il 68%) torna a delinquere. Una percentuale ben maggiore di quella che si registra tra chi ha beneficiato delle misure alternative o ha pagato con sanzioni diverse dalla reclusione. La stessa condizione carceraria è ben oltre la denuncia di violazione dei diritti umani: sbarre e celle costringono i detenuti in condizioni di sovraffollamento. Quindi, da una parte abbiamo un sistema che tende a riempire all'inverosimile i penitenziari e che, allo stesso tempo, non produce un calo di criminalità, né mette al sicuro i cittadini".

"Emerge, da questa considerazioni e dai dati della popolazione carceraria, un quadro che, come disse nel 2013 l'allora capo dello stato Giorgio Napolitano, è "una realtà non giustificabile in nome della sicurezza". In Italia sono recluse 65.000 persone a fronte di 47.000 posti, nel 2013, la questione sovraffollamento ha causato al nostro Paese una condanna alla Corte Europea dei diritti dell'uomo. Più del 40% dei detenuti è in attesa di giudizio. Come non legare questo dato all'elevatissimo numero di suicidi (ben 60, nel 2012 su un totale di 154 decessi)? Quanto è distante la drammatica situazione delle carceri brasiliane, nelle quali i diritti della persona non vengono rispettati e dove rischia di essere rinchiuso l'italo brasiliano Henrique Pizzolato?". L'Associazione Antonia, in collaborazione con il Gruppo Carcere Città, ne discute con: Sen Luigi Manconi (presidente della commissione per la tutela e la promozione dei diritti umani Paola Cigarini (comitato giustizia per Pizzolato e Gruppo carcere città Sen. Maria Cecilia Guerra (Associazione Antonia). L'incontro, dal titolo "Lo scandalo delle carceri, abolirle o riformarle?", si terrà lunedì 13 luglio alle ore 20:45, presso la sala polivalente Windsor Park (via San Faustino 155, Modena).

 
Roma: "Pinocchio Reloaded", quando il teatro aiuta i giovani detenuti PDF Stampa
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di Marco Pasqua

 

Il Messaggero, 13 luglio 2015

 

"Pinocchio Reloaded" è una favola speciale. Andata in scena l'8 e il 10 luglio e, prossimamente, il 15 luglio, è ospitata sulla Nomentana, nel giardino della Casa Famiglia "Il fiore del deserto". È speciale, perché non è solo una rappresentazione - diretta da Emanuela Giovannini - ma è anche una speranza. Quella che viene offerta a 14 ragazzi dal passato difficile e un futuro dalle fondamenta fragili.

A recitare insieme gli attori professionisti, infatti, sono anche minorenni condannati per reati di vario genere. Dietro di loro, c'è il progetto dell'Officina di teatro sociale (reso possibile dal contributo della Regione, in collaborazione con il centro di giustizia minorile del Lazio), che realizza laboratori teatrali rivolti a ragazzi tra i 14 e i 25 anni.

Lo scopo di questa iniziativa è quello di offrire nuove possibilità di lavoro a chi dovrebbe vivere il peso di una doppia condanna: perché oltre alla sentenza di un tribunale, c'è lo stigma sociale legato a una fedina penale non più immacolata. Questo spettacolo vuole dimostrare loro che un'altra via è possibile.

Per "Pinocchio reloaded", questo piccolo esercito di "mendicanti" di dignità, ha iniziato a lavorare a novembre dello scorso anno, con incontri e prove settimanali e, nella parte finale, giornaliere. La fiaba è stata cucita intorno alla vita dei protagonisti e cerca di far riflettere il pubblico sulla difficoltà di fare le scelte giuste. "Il bene è arrivare ad un obiettivo di vita", dice Riccardo, che per la prima volta, dopo tanto tempo, si è sentito non solo accettato ma anche applaudito.

 
Marò: oggi la Corte indiana deve decidere, l'arbitrato per anni rimandato dà i suoi frutti PDF Stampa
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di Antonio Angeli

 

Il Tempo, 13 luglio 2015

 

Luglio bollente, ma anche di speranza, per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i nostri marò ingiustamente accusati di aver ucciso due pescatori indiani in un mai chiarito incidente in alto mare. Girone è agli arresti domiciliari nell'ambasciata italiana di Delhi, in attesa di un pronunciamento che, finalmente, potrebbe arrivare proprio questa mattina e Salvatore Girone, dopo l'ictus che lo ha colpito il 31 agosto 2014, è in Italia per curarsi.

Il recupero è lento e difficile, il marinaio del San Marco dovrebbe rientrare in India dopodomani, mercoledì 15 luglio. Ma la richiesta di arbitrato internazionale, presentata nei giorni scorsi dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, dopo anni di ritardi, impone all'India decisioni rapide e oggi ci sarà una nuova udienza.

Infuria intanto la bufera sul segretario di Rifondazione comunista di Rimini Paolo Pantaloni, dopo la denuncia di ieri sulle pagine de Il Tempo. L'altro giorno l'esponente di sinistra su Facebook ha postato la frase choc: "Ma non è ora che impicchino i due marò?". Il post, sconvolgente e offensivo, è stato successivamente cancellato, con tanto di scuse (poco convinte) di Pantaleoni, che comunque non ha ritrattato. "Spero che queste parole siano uscite dalla testa e non dal cuore, ma lo dicesse ai nostri figli", ha ribattuto sul social network proprio Massimiliano Latorre.

Daieri è iniziata una grandinata di commenti al vetriolo contro l'esponente di Prc, a cui Maurizio Gasparri dà del "cerebroleso". "Trovo disgustose le parole utilizzate dal segretario di Rifondazione di Rimini nei confronti dei nostri due marò: fosse per me a persone come queste non dovrebbe essere più permesso di fare politica", attacca Lara Comi, europarlamentare di Forza Italia e vicepresidente del Ppe.

"La responsabilità di affermazioni così offensive e macabre - prosegue - non può passare sotto voce e mi auguro pertanto che il partito prenda provvedimenti contro chi si è reso protagonista di un atto scellerato". Per Stefania Prestigiacomo, deputata di Fi, "le parole utilizzate da questo irresponsabile si commentano da sole e mi auguro che questo soggetto sia allontanato dalla vita politica del nostro Paese quanto prima".

"Trovo disgustose - le fa eco il senatore forzista Malan - le parole utilizzate dal segretario di Rifondazione di Rimini nei confronti dei nostri due marò. Affermazioni così offensive e macabre non possono passare sotto silenzio e mi auguro che il partito prenda provvedimenti contro chi si è reso protagonista di un atto scellerato che si aggiunge alla latitanza del governo sui due militari".

Intanto la richiesta di arbitrato internazionale ufficialmente avanzata dal ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, sembra aver messo la vicenda, dopo anni di ritardi, tentennamenti e perdite di tempo, sul giusto binario. La Corte suprema indiana esaminerà questa mattina due richieste legate all'iniziativa dell'Italia di attivare l'arbitrato presso la Corte permanente dell'Aja.

Ai giudici indiani i legali dei due fucilieri di Marina illustreranno i punti principali dell'azione intrapresa dal governo italiano che ha invocato la Convenzione dell'Orni sul Diritto del Mare, di cui l'India è firmataria, per rivendicare la giurisdizione sul caso. Dal momento in cui l'Italia ha presentato la richiesta di arbitrato l'India, che non può sottrarsi alle regole di questo organismo, ha a disposizione 30 giorni per nominare un giudice di parte. Se non lo fa, Roma potrà chiedere al Tribunale del Mare di Amburgo, di nominare un giudice d'ufficio entro i 15 giorni successivi.

 
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