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Tribunale di Sorveglianza: rischio di contagio da Covid-19 più elevato in carcere PDF Stampa
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giurisprudenzapenale.com, 6 aprile 2020


Tribunale di Sorveglianza di Milano, ordinanza 31 marzo 2020, n. 2206/2020. Pres. Est. Dott.ssa Rosanna Calzolari. Il diritto alla salute, in uno Stato democratico, prevale anche in caso di condanne per reati ostativi e deve essere vagliato ancora con maggiore attenzione durante l'emergenza dovuta alla diffusione del contagio da Covid-19.

Dopo il rigetto di un Magistrato di Sorveglianza di Pavia dell'istanza di applicazione provvisoria della detenzione domiciliare per incompatibilità dello stato di salute di un detenuto - affetto da pluripatologie pregresse - con il regime carcerario, il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha fissato in tempi record udienza e ha provveduto alla scarcerazione.

Il Collegio meneghino, preso atto delle malattie croniche dell'istante, ha ritenuto che "non si possa escludere che il soggetto sia a rischio in relazione al fattore età, alle pluripatologie con particolare riguardo alle problematiche cardiache, difficoltà respiratorie e diabete" e ha "rilevato che ad oggi la situazione risulta aggravata significativamente dalla concomitanza del pericolo di contagio; ritenuto dunque che tali patologie possano considerarsi gravi, ai sensi dell'art. 147 c.1 n.2) c.p., con specifico riguardo al correlato rischio di contagio attualmente in corso per Covid 19, che appare - contrariamente a quanto ritenuto dal MdS - più elevato in ambiente carcerario, che non consente l'isolamento preventivo". Il Tribunale di Sorveglianza ha quindi disposto il differimento pena nelle forme della detenzione domiciliare fino al suo termine.

 
Natura di sanzione penale della confisca per equivalente PDF Stampa
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Il Sole 24 Ore, 6 aprile 2020


Misure di sicurezza - Patrimoniali - Confisca per equivalente - Profitto o vantaggio derivanti dall'illecito - Nozione. La confisca per equivalente ha a oggetto il valore del vantaggio patrimoniale effettivamente conseguito dall'autore del reato, assolvendo in tal modo a una sostanziale funzione ripristinatoria della situazione economica, modificata a seguito della commissione del reato; ne consegue che il giudice, nell'applicare il provvedimento ablatorio, deve determinare la somma di denaro costituente il prezzo, il prodotto o il profitto/vantaggio effettivamente ottenuti dall'attività illecita.

• Corte di cassazione, sezione II penale, sentenza 25 marzo 2020 n. 10649.

 

Misure di sicurezza - Patrimoniali - Confisca di valore - Applicabilità per un valore superiore al profitto del reato - Esclusione - Pena illegale - Configurabilità - Fattispecie. La confisca di valore, avendo natura sanzionatoria, partecipa del regime delle sanzioni penali e quindi non può essere applicata per un valore superiore al profitto del reato, travalicando, in caso contrario, il confine della pena illegale. (In applicazione del principio, la Corte ha annullato la confisca disposta nei confronti di soggetti condannati per riciclaggio per una somma pari al valore del bene riciclato, evidenziando come la misura ablatoria va invece commisurata al vantaggio coincidente con il prodotto, il profitto o il prezzo che l'autore del reato ha ricavato dalla sua attività criminosa).

• Corte di cassazione, sezione II penale, sentenza 11 settembre 2019 n. 37590.

 

Misure di sicurezza - Patrimoniali - Confisca per equivalente - Finalità - Distinzione dalle pene accessorie. La confisca per equivalente differisce dalle pene accessorie perché persegue lo scopo di ripristinare la situazione economica del reo, qual era prima della violazione della legge penale, privandolo delle utilità ricavate dal crimine commesso e sottraendogli beni di valore a esse corrispondenti senza esplicare alcuna funzione preventiva, diversamente da quanto accade per le pene accessorie e le misure di sicurezza, compresa la stessa confisca diretta del prezzo o profitto del reato.

• Corte di cassazione, sezione I penale, sentenza 12 maggio 2017 n. 23716.

 

Misure di sicurezza - Misure di sicurezza (in genere) - Confisca di valore o per equivalente - Prezzo o profitto del reato - Beneficio dell'autore del reato - Disponibilità dell'imputato. La ratio essendi della confisca di valore o per equivalente, sta nella impossibilità di procedere alla confisca "diretta" della cosa che presenti un nesso di derivazione qualificata con il reato. La trasformazione, l'alienazione o la dispersione di ciò che rappresenti il prezzo o il profitto del reato determina la conseguente necessità di approntare uno strumento che, in presenza di determinate categorie di fatti illeciti, faccia sì che il "beneficio" che l'autore del fatto ha tratto, ove fisicamente non rintracciabile, venga a essere concretamente sterilizzato sul piano patrimoniale, attraverso una misura ripristinatoria che incida direttamente sulla disponibilità dell'imputato, deprivandolo del tantundem sul piano monetario.

• Corte di cassazione, sezioni unite penali, sentenza 21 luglio 2015 n. 31617.

 

Misure cautelari - Reali - Sequestro preventivo - In genere - Sequestro funzionale alla confisca per equivalente - Natura. La confisca per equivalente viene ad assolvere una funzione sostanzialmente ripristinatoria della situazione economica, modificata in favore del reo dalla commissione del fatto illecito, mediante l'imposizione di un sacrificio patrimoniale di corrispondente valore a carico del responsabile ed è, pertanto, connotata dal carattere afflittivo e da un rapporto consequenziale alla commissione del reato proprio della sanzione penale, mentre esula dalla stessa qualsiasi funzione di prevenzione che costituisce la principale finalità delle misure di sicurezza.

• Corte di cassazione, sezione III penale, sentenza 31 maggio 2013 n. 23649.

 
Sicilia. "Alta tensione nelle carceri, focolaio perfetto per nuove sommosse" PDF Stampa
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palermotoday.it, 6 aprile 2020


Il segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria, Di Giacomo: "Il pretesto sarà sicuramente la scoperta di casi di Covid-19 tra detenuti". Contagiato anche ex parlamentare siciliano. Il capogruppo Udc all'Ars, Lo Curto: "Anche gli agenti hanno il diritto a essere tutelati".

Cresce la tensione nelle carceri italiane, soprattutto in quelle del Sud. "Particolare attenzione deve andare a quelle siciliane e campane che potrebbero essere di nuovo l'inizio delle rivolte - dichiara il segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Aldo Di Giacomo. Le aspettative nate dopo l'ondata di ribellioni non troveranno sicuramente soddisfatte le attese di tutti, soprattutto di quelli che hanno mosso le precedenti sommosse".

"Le aspettative delle menti delle rivolte, che hanno avuto come vittime i detenuti più deboli, non troveranno riscontro almeno nell'imminenza - dice Di Giacomo. Questo potrebbe portare a nuove sommosse che vedrebbero partecipi tutti i detenuti con pene residue basse che non sono rientrati tra le scarcerazioni per mancanza di requisiti.

Lo scenario sarebbe lo stesso delle precedenti rivolte, ma le conseguenze sicuramente peggiori. Forte tensione anche all'esterno tra i famigliari dei detenuti, che allo stesso modo dei loro congiunti ristretti, troveranno delusione per la mancata scarcerazione degli stessi, diventando facile preda delle menti delle rivolte. Senza considerare il possibile appoggio esterno che potrebbe essere dato da gruppi anarchici".

Continua Di Giacomo: "Le carceri della Sicilia per quello finora detto sembrano poter essere un focolaio perfetto per dare inizio a nuove sommosse. Il pretesto sarà sicuramente la scoperta di casi di Coronavirus tra detenuti all'interno degli istituti penitenziari".

Così invece in una nota il capogruppo Udc all'Ars Eleonora Lo Curto: "Le carceri non devono essere luoghi di tortura e men che meno luoghi di contagio da Covid-19. In questi giorni stanno emergendo fatti che coinvolgono detenuti affetti da coronavirus per i quali non sono state assunte misure sanitarie di cautela. È notizia di qualche giorno fa la morte di un boss mafioso palermitano stroncato dalla polmonite causata dal virus e adesso apprendiamo che anche l'ex parlamentare siciliano Paolo Ruggirello, detenuto a Santa Maria Capua Vetere, è affetto da Covid-19. Auspico che l'Amministrazione penitenziaria e il ministero della Giustizia siano nelle condizioni di tutelare la salute dei detenuti, poiché in caso contrario questa ulteriore sofferenza per chi sconta una pena o addirittura è in attesa di giudizio, si trasformerebbe in un supplizio ingiustificabile".

 
Campania. Coronavirus nelle carceri, al via test rapidi per detenuti e agenti PDF Stampa
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Il Mattino, 6 aprile 2020


Inizieranno questa settimana in Campania i test rapidi per detenuti e agenti per un primo screening orientativo finalizzato a prevenire la diffusione del coronavirus. Lo rende noto Ciro Auricchio, dell'Uspp, che esprime "soddisfazione" per l'iniziativa.

"I controlli negli istituti penitenziari riguarderanno circa 4mila poliziotti e il personale medico e paramedico - fa sapere Auricchio - personale sotto ulteriore stress in queste settimane a causa delle proteste che si stanno verificando talvolta generate da notizie, non sempre veritiere, di casi di positività".

"Ribadiamo la necessità di un'informazione corretta circa i casi di contagio da Coronavirus negli istituti se riguardano gli agenti e, ancora di più, se riferiti ai detenuti", aggiunge Auricchio. "In un periodo di estrema tensione infatti anche una sola notizia infondata rischia di ingenerare pericolosi allarmismi da cui possono derivare reazioni spropositate che facilmente vanno a compromettere i precari equilibri interni", conclude il sindacalista.

 
Napoli: Coronavirus: due detenuti in isolamento a Secondigliano, scatta la protesta PDF Stampa
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Il Riformista, 6 aprile 2020


Non è stato confermato alcun caso di coronavirus nel carcere di Secondigliano a Napoli. A fare chiarezza è il Garante dei detenuti della Regione Campania Samuele Ciambriello: "Un detenuto, del reparto ligure ad alta sicurezza, ha mostrato dei sintomi ed è stato messo in isolamento presso un altro reparto". L'uomo ha manifestato sintomi tipici del coronavirus come la febbre alta. "Verrà sottoposto a tampone nella giornata di domani", ha precisato Ciambriello. Il compagno di cella è stato messo in isolamento di cella e dunque non può avere al momento contatti con l'esterno.

La notizia dei detenuti positivi al Covid-19 ha dato vita a delle piccole manifestazioni di protesta nel carcere di Napoli Nord. I detenuti, dallo scoppio dell'emergenza, hanno sempre reclamato maggiori tutele in termini di precauzioni e distanziamento all'interno delle strutture carcerarie. Tra il 7 e il 12 marzo, alla sospensione dei colloqui con i familiari sempre per via del coronavirus, in diverse carceri italiane si sono verificate rivolte e scontri che hanno portato alla morte di 12 detenuti.

Buone notizie invece dal carcere di Santa Maria Capua Vetere. I test sierologici - condotti su 131 detenuti e 54 agenti di polizia del padiglione Tevere, isolato, dov'era recluso il primo detenuto positivo al virus in Campania - hanno dato tutti esito negativo. "Mi è stato assicurato - annuncia Ciambriello - che nelle prossime settimane in tutti le carceri della Regione verranno condotti test analoghi, che partiranno dal personale sanitario e dagli agenti penitenziari".

Il primo contagiato da coronavirus nelle carceri campane è Paolo Ruggirello, ex deputato della regione siciliana, in carcere da più di un anno per associazione mafiosa. Ruggirello era stato trasferito a Santa Maria Capua Vetere agli inizi di marzo.

 
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