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Giustizia: "Mai più bambini (e madri) in carcere!" PDF Stampa
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di Stefano Pasta

 

Famiglia Cristiana, 9 marzo 2015

 

Sono soltanto 43 le madri in carcere con i propri (44) bambini. Non un numero insormontabile. Terre des Hommes, A Roma Insieme e Bambinisenzasbarre chiedono che sia finalmente applicata, a 4 anni esatti dalla sua approvazione, la legge che prevede la promozione delle Case Famiglie Protette. Sarebbe un modo concreto per celebrare la Giornata della donna.

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Giustizia: negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, con gli ultimi internati della nostra storia PDF Stampa
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di Paolo Giordano

 

Corriere della Sera, 9 marzo 2015

 

Il 31 marzo è prevista la chiusura degli Opg. Le incognite sul futuro Per i soggetti considerati gravi nuove "residenze" affidate alla Sanità.

Ho sempre diffidato, anche letterariamente, di chi vedeva nella follia un accesso privilegiato alla verità. Eppure, mentre parlavo con gli internati dell'Ospedale psichiatrico giudiziario (Opg) di Aversa, ho avuto forte la sensazione che guardassero dentro un abisso che competeva anche a me - che compete a noi tutti -, con la sola differenza che su quell'abisso loro si sporgevano pericolosamente, e senza mai riuscire a distoglierne lo sguardo.

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Giustizia: una riforma contro la piaga del giustizialismo... per far crescere il Paese PDF Stampa
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di Massimo Krogh

 

Il Mattino, 9 marzo 2015

 

L'editoriale del direttore Barbano, pubblicato ieri, racconta con grande efficacia la piaga del giustizialismo che infetta l'Italia, evidenziandone i molteplici e dannosissimi effetti. Ritengo ciò molto importante, poiché la posizione della stampa in generale è sempre apparsa prudente e timida su questo tema, mentre il fuoco mediatico si è spesso accesso implacabilmente al fianco di iniziative giudiziarie di discutibile sapore interventista.

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Giustizia: corruzione, falso in bilancio e prescrizione, dieci giorni per decidere PDF Stampa
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di Flavio Haver

 

Il Corriere della Sera, 9 marzo 2015

 

Il presidente del Senato, Pietro Grasso, non ha alcuna intenzione di tornare sulle sue decisioni, fin troppo si è aspettato per portare in Aula la legge sulla corruzione. "È messo un paletto, la data del 17 marzo. Resta quella, oltre non si può andare", confermano a Palazzo Madama: non ci saranno nuove deroghe.

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Giustizia: antiterrorismo; il Csm attacca il decreto "non funzionano i poteri a Roberti" PDF Stampa
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di Liana Milella

 

La Repubblica, 9 marzo 2015

 

Falso in bilancio e prescrizione verso una settimana "positiva". Ma si apre lo scontro tra Csm e governo sul decreto antiterrorismo e soprattutto sui poteri della Procura nazionale antimafia, che sta per diventare anche Procura nazionale antiterrorismo. Già mercoledì due commissioni di palazzo dei Marescialli, la sesta che valuta la congruità delle riforme, e la settimana che si occupa dell'organizzazione giudiziaria, voteranno un parere che suonerà assai critico sull'impianto del decreto. Non funzionano, in quel testo, né i poteri di coordinamento attribuiti all'ufficio di Franco Roberti, né tantomeno la regolamentazione dei rapporti tra la Superprocura e i servizi segreti. Questioni delicate, che determineranno il futuro effettivo di una struttura che da anni i magistrati impegnati nelle indagini sul terrorismo sollecitano, ma che a questo punto potrebbe nascere zoppa. Sarebbe un'occasione mancata che il nostro Paese non si può permettere soprattutto a fronte di un grave allarme internazionale per via del terrorismo islamico. La commissione Giustizia della Camera sta esaminando il decreto.

Il Csm ha fatto altrettanto. Anche con un seminario di approfondimento in cui hanno sfilato sia i protagonisti dell'intelligence che i magistrati, tra cui ovviamente lo stesso capo della Superprocura Roberti. Adesso i presidenti delle due commissioni, l'ex gip di Palermo Piergiorgio Morosini per la sesta commissione, e l'ex pm di Napoli Antonello Ardituro per la settima, stanno già scrivendo il parere. Che mette in rilievo tre criticità. La prima riguarda l'effettivo coordinamento che la futura Superprocura antiterrorismo potrà avere nel rapporto con le polizie centrali. Di fatto essa non se ne potrà avvalere direttamente. La mancanza di informazioni fresche e dirette rappresenta ovviamente un pesante vulnus sull'effettiva possibilità di coordinamento del nuovo ufficio. Ma non basta.

Ad aggravare la situazione c'è il capitolo dei futuri rapporti tra la Superprocura e gli 007. Qui, di fatto, l'ufficio di Roberti è tagliato fuori da un'interlocuzione diretta ed effettiva, perché il decreto ha affidato al procuratore generale di Roma il potere di autorizzare sia i futuri colloqui investigativi in carcere, sia il via libera alle intercettazioni preventive. Due "poteri" che Roberti rivendica per sé, per evitare che la Superprocura resti un ufficio più di rappresentanza che operativo. Ovviamente il parere del Csm, di cui si sta occupando anche il vice presidente del Csm Giovanni Legnini e che già mercoledì sarà votato in commissione, potrà avere un peso sul futuro dibattito parlamentare. Tra martedì e giovedì invece si dovrebbe finalmente chiudere, tra Senato e Camera, la doppia partita della corruzione, falso in bilancio compreso, e quella della prescrizione che vanno in aula rispettivamente il 16 e il 17 marzo.

Ancora ieri chi ha parlato con il ministro della Giustizia Andrea Orlando conferma che il testo del falso in bilancio è, e resta, quello: tre diverse punibilità, 3-8 anni per le società quotate, 1-5 per le non quotate, 6 mesi-3 anni per le piccole imprese, senza alcuna soglia di non punibilità. Resta la procedibilità d'ufficio e il rinvio alla legge sulla tenuità del fatto che domani sarà definitivamente approvata dal consiglio dei ministri, per cui potrà essere ben citata nella legge sulla corruzione. Restano anche ambiguità nel testo, come gli avverbi "concretamente" e "consapevolmente" che sollevano più di un dubbio e saranno sicuramente oggetto di scontro in aula. Come l'impossibilità di fare intercettazioni per le società non quotate, a meno che non "entri" il lodo Grasso, un'aggravante per quotate e non quotate che le renderebbe possibili. Sulla prescrizione per la corruzione è in vista un compromesso tra Pd e Ncd.

 
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