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Toscana: l'Assessore Marroni; sarà difficile rispettare la scadenza per la chiusura dell'Opg PDF Stampa
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Ansa, 15 gennaio 2015

 

"L'orientamento delle politiche regionali è fortemente indirizzato al superamento dell'Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino" ma serve una forte "collaborazione inter-istituzionale", senza la quale risulta difficoltoso rispettare "la scadenza del superamento dell'Opg entro il 31 marzo".

Lo ha detto l'assessore al diritto alla salute Luigi Marroni, rispondendo in Consiglio regionale a un'interrogazione di alcuni consiglieri del Pd. Marroni ha ricordato che il programma regionale di superamento dell'istituto prevede, tra l'altro, il potenziamento della rete dei servizi territoriali, l'attivazione delle residenze intermedie e la realizzazione di una destinata ad accogliere i pazienti internati con misure di sicurezza detentiva.

Prevista anche una residenza con sorveglianza intensiva, per la quale "è stata attivata una ricognizione delle strutture già nella disponibilità del Servizio sanitario regionale, al fine di individuare una struttura che consenta di rispondere alle esigenze sanitarie e organizzative di superamento dell'Opg". Per il consigliere Pd Enzo Brogi "la scadenza del 31 marzo potrebbe essere non rispettata e questo è preoccupante". Brogi ha quindi invitato la Toscana ad attivarsi con le altre Regioni e gli altri livelli istituzionali coinvolti per "giungere ad una soluzione veloce, perché l'Opg è un luogo assolutamente inospitale".

 
Liguria: Sappe; un cruento inizio dell'anno, per le carceri serve più sicurezza PDF Stampa
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www.cittadellaspezia.com, 15 gennaio 2015

 

"Non si preannuncia sotto i migliori auspici il nuovo anno per la Polizia Penitenziaria della Liguria. Se il 2014 le carceri liguri sono state contrassegnate da circa 900 eventi critici tra i quali riportiamo ben 27 tentati suicidi, 275 casi di autolesionismo, 230 ricoveri urgenti in ospedale e, purtroppo 2 decessi per cause naturali, il 2015 inizia con ben due casi di aggressione tra detenuti avvenuti con una strana procedura": è il commento della segreteria regionale del Sappe, il maggiore sindacato della Polizia Penitenziaria.

"L'istituto femminile di Pontedecimo si sottrae da un inizio anno senza l'evento critico, parrebbe che una detenuta con il proprio figlio minore di anni tre, appena giunta in istituto, è stata collocata in un reparto comune invece di essere destinata nel reparto per detenute con figli, ovvero la sezione detentiva denominata "asilo nido". Queste strane scelte - afferma Michele Lorenzo - a parte ad avere una ricaduta negativa sul bambino ha una ripercussione sul personale di servizio che deve gestire le esigenze del bambino in un reparto non idoneo".

"C'è bisogno - continua Lorenzo - di rivedere il sistema della sicurezza penitenziaria oggi forse non sottoposto al rapporto numerico dei 1.410 detenuti presenti nelle carceri liguri ma su un sistema, quello della sorveglianza dinamica, che non può definirsi sinonimo di sicurezza a garanzia del personale".

 
Latina: Fns-Cisl; diminuiscono i detenuti, ma il carcere resta sovraffollato PDF Stampa
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www.latina24ore.it, 15 gennaio 2015

 

Secondo il dato ufficiale del Dap (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) continuano a diminuire i detenuti nelle carceri del Lazio, al 31 dicembre 2014, si rappresenta che i reclusi presenti nei 14 istituti della Regione Lazio risultano essere 5.600 (486 in più rispetto ai 5.114 posti disponibili). Lo afferma in una nota il Segretario Regionale Fns-Cisl Lazio Massimo Costantino. Attualmente gli istituti che soffrono maggiormente il sovraffollamento sono: carceri Cassino detenuti regolamentare previsti 202, presenti 226 (sovraffollamento + 24); Civitavecchia detenuti regolamentare previsti 344, presenti 425 (sovraffollamento + 81); Frosinone detenuti regolamentare previsti 310, presenti 475 (sovraffollamento + 165); Latina detenuti regolamentare previsti 76, presenti 161 (sovraffollamento + 85); Rebibbia detenuti regolamentare previsti 263, presenti 324 (sovraffollamento + 61); Rebibbia detenuti regolamentare previsti 1.235 presenti 1.479 (sovraffollamento + 244); Regina Coeli detenuti regolamentare previsti 642, presenti 813 (sovraffollamento + 171); Velletri detenuti regolamentare previsti 408, presenti 504 (sovraffollamento + 96).

Per la Fns-Cisl occorrono interventi mirati affinché, negli istituti sopra citati, detto sovraffollamento sia ridotto al fine di migliorare sia le condizione detentiva dei detenuti ma, anche, quella lavorativa del personale. Tale sovraffollamento comporta episodi gravi come quello avvenuto a Frosinone che causano l'aggressione a danni del personale di Polizia penitenziaria. Da segnalare che l'Agente Scelto risulta attualmente ancora ricoverato presso l'ospedale del Celio.

 
Parma: Mattiello (Pd); nel carcere ci sono problemi sicurezza, meglio trasferire Carminati PDF Stampa
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Ansa, 15 gennaio 2015

 

"È opportuno tenere Carminati a Parma? Il problema legato all'impianto di video sorveglianza e video registrazione nel carcere di massima sicurezza di Parma non è stato risolto". Il deputato Pd Davide Mattiello, componente delle Commissioni Giustizia e Antimafia, lo stesso che il 30 dicembre scorso andò a trovare in carcere il presunto boss di Mafia Capitale Massimo Carminati, torna sul rischio blackout nel penitenziario di Parma.

"Il Provveditore regionale - afferma Mattiello - si è senz'altro fatto carico del problema adeguatamente segnalato dalla direzione dell'Istituto, ma non è dato sapere quanto tempo ci vorrà perché ciò avvenga. Non sono, a quanto pare, previste procedure d'urgenza, né l'intervento diretto da parte del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria: come io mi sarei aspettato, vista la delicatezza della situazione.

A quanto mi risulta verrà applicata la normale procedura d'appalto". Il rischio di blackout del sistema, fa notare l'esponente del Pd, "aumenta prima di tutto lo stress del personale penitenziario, nello specifico il Gom, che deve essere pronto in ogni momento a sopperire con il controllo a vista, l'eventuale spegnimento delle telecamere, per tutta la durata del blackout stesso, ovviamente".

"Mi chiedo se a questo punto non sia più opportuno spostare in altra struttura, di pari categoria, soggetti come Carminati. Se il trasferimento da Tolmezzo a Parma ha avuto come motivazione il bisogno di assicurare una più adeguata l'assistenza medica, credo che non sia un problema trovare un'altra struttura che possa assicurare la medesima condizione", conclude Mattiello. Massimo Carminati è stato trasferito dal carcere di Tolmezzo (Udine) a quello di Parma, sempre in regime di 41 bis, ovvero il carcere duro, il giorno di Natale. In quel penitenziario è detenuto anche Totò Riina

 

Sarno (Uil-Pa): tante criticità... a Parma e non solo

 

"Nel carcere di Parma ci sono tante criticità e purtroppo negli anni sono rimaste inalterate ma non è nulla di nuovo sotto le stelle: il carcere spesso è veicolo di pubblicità e si parla tanto di emergenza ma si sottraggono fondi all' emergenza carceri, non si consentono nuove assunzioni, nel frattempo si aprono nuove strutture e questo in contraddizione con quanto anche in Parlamento si dice di voler fare".

Lo afferma Eugenio Sarno, segretario della Uil-Pa penitenziari. Per Sarno non è opportuno puntare l'attenzione su Carminati detenuto nel carcere di Parma, come oggi è tornato a fare il deputato Pd Mattiello. "Tutti gli oltre 200 istituti penitenziari - spiega il sindacalista - sono nel merino della camorra, dunque focalizzare l'attenzione su un solo caso è sconveniente.

In carcere ci sono 54 mila detenuti e solo 300 sono "vip", occorre dare attenzione a tutti, non visitare solo i più famosi". Detto ciò Sarno ammette che qualora nel carcere scatti il blackout, come avvenne una volta a Parma, tempo fa, la sorveglianza dei detenuti va fatta "a vista" dal personale penitenziario, "che è ben addestrato a qualsiasi eventualità".

 

Capece (Sappe): il carcere di Parma non è a rischio

 

"Il carcere di Parma, come altre strutture detentive, ha oggettive difficoltà strutturali che meriterebbero urgenti interventi di manutenzione da parte dell'Amministrazione Penitenziaria. Ma, e va detto con forza, questo non pregiudica le condizioni di sicurezza dell'Istituto e la dignità della detenzione dei ristretti". Lo afferma Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe.

"A Parma, le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità in un contesto assai complicato", aggiunge Capece. "La Polizia Penitenziaria che lavora nel carcere di Parma - sottolinea il sindacalista - è formata da persone che nonostante l'insostenibile, pericoloso e stressante lavoro credono nella propria professione, che hanno valori radicati e un forte senso d'identità e d'orgoglio, e che ogni giorno in carcere fanno tutto quanto è nelle loro umane possibilità per gestire gli eventi critici che si verificano ogni giorno.

Certo, urgenti interventi e adeguati stanziamenti di fondi sono necessari per garantire migliori condizioni di lavoro. E sarebbero utili l'impegno e le sollecitazioni dei parlamentari che periodicamente vengono in carcere a Parma, se solo avessero il tempo di visitare tutto il penitenziario e non si limitassero a visitare spesso solamente il reparto detentivo dei 41bis che ospita detenuti famosi ed eccellenti. Ma, ripeto, la sicurezza del carcere di Parma non è a rischio", conclude Capece.

 
Sulmona (Aq): il Sindaco; la scuola allievi della Polizia penitenziaria non sarà soppressa PDF Stampa
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di Claudio Lattanzio

 

Il Centro, 15 gennaio 2015

 

La scuola allievi di Polizia penitenziaria di Sulmona non sarà soppressa. Lo ha annunciato il sindaco Peppino Ranalli, insieme al comandante del reparto di Polizia penitenziaria della scuola, Roberto Rovello, e al segretario regionale del sindacato di categoria, Sappe, Giuseppe Ninu.

"Nell'ottobre scorso, in nome della revisione della spesa, una circolare del ministero della Giustizia aveva annunciato l'avvio di un progetto sulle scuole di polizia penitenziaria italiane che prevedeva anche la soppressione di alcune sedi", ha detto Ranalli, "per questo ci siamo subito preoccupati che i tagli potessero riguardare anche la nostra scuola. Ho inviato una lettera al presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, sollecitandone un interessamento che è stato immediato". I risultati sono arrivati nei giorni scorsi con la comunicazione venuta dal Ministero che ha rassicurato tutti sulle sorti della scuola di Fonte d'Amore ed anzi, come ha precisato il sindaco, "è stato chiesto un potenziamento delle attività della stessa scuola di polizia penitenziaria, ponendo mano ad un progetto di realizzazione di un eliporto, che avrà utilizzo anche per scopi di protezione civile".

Soddisfatto anche il comandante del reparto di polizia penitenziaria della scuola. "Attualmente nell'istituto, si svolgono le attività del 169esimo corso per allievi di polizia penitenziaria", ha sottolineato il comandante Rovello. "Per marzo sono attesi gli allievi del corso successivo, in tutto si tratta di oltre un centinaio di allievi che risiederanno per alcuni mesi in questa città e quindi questa presenza è significativa per Sulmona ed è per questo che appare importante che tutti quanti facciano sinergia, in difesa della scuola".

La stessa sinergia che Ninu ha auspicato a tutela del supercarcere di Sulmona. "Attualmente il comandante è in licenza per motivi personali", ha evidenziato Ninu, mentre il direttore appena incaricato, Sergio Romice, è solo part time. Il carcere più grande e importante d'Abruzzo ha bisogno di avere dirigenti a pieno titolo".

 
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