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Giustizia: l'avvocato di Berlusconi "io a un vertice al ministero?... l'avrei scritto meglio" PDF Stampa
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di Dino Martirano

 

Corriere della Sera, 6 gennaio 2015

 

Al ministero dell'Economia e delle Finanze lo schema di decreto legislativo che attua la delega fiscale, al quale in extremis verrà aggiunto il vagoncino della soglia di non punibilità sotto il 3% del reddito dichiarato, ha avuto una gestazione apparentemente tranquilla e trasparente. Ma ora è su Via XX Settembre che si addensano minacciosi nuvoloni carichi di veleni.

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Giustizia: Rodolfo Sabelli (Anm); ma la "tenuità del fatto" non è una depenalizzazione PDF Stampa
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Adnkronos, 6 gennaio 2015

 

"La tenuità del fatto non è affatto una depenalizzazione". A ribadirlo è il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli, intervenuto a "Voci del mattino" su Radio 1, a proposito del decreto legislativo del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che prevede la non punibilità per i reati che hanno pene massime fino a 5 anni.

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Giustizia: Scienza & Vita "l'eutanasia del carcerato è una sconfitta dei principi del diritto" PDF Stampa
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www.agensir.it, 6 gennaio 2015

 

"L'annuncio che a Frank Van Den Bleeken, ergastolano belga 52enne, da 30 anni detenuto per omicidi, stupri e violenze, sia stata concessa l'eutanasia che aveva lui stesso richiesto per la disperazione di non poter essere curato è una notizia che lascia sgomenti e che segna un punto di non ritorno nella democrazia".

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Giustizia: il Sippe denuncia "480 € cadauna... magliette d'oro per la Polizia penitenziaria?" PDF Stampa
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Agenparl, 6 gennaio 2015

 

Sulla Gazzetta Ufficiale 5° serie speciale, n. 141 del 10 dicembre 2014, è stato pubblicato l'avviso d'aggiudicazione di un appalto pubblico indetto dal Ministero della Giustizia, dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, relativo alla fornitura di 2.000 magliette a favore della Polizia penitenziaria, modello polo a manica corta in tessuto ignifugo (resistente al fuoco) con la scritta ricamata "Polizia Penitenziaria", al valore finale dell'appalto - si legge sulla gazzetta - di euro 793.000,00, iva esclusa. Trattandosi di un acquisto di 2.000 magliette, facendo due calcoli, il costo unitario di ciascuna di esse peserebbe sui contribuenti per circa 480 euro iva inclusa.

Poiché il costo è apparso piuttosto elevato, Alessandro De Pasquale, Segretario Generale del Sippe - Sindacato Polizia Penitenziaria, il 19.12.2014, ha immediatamente inviato una email al vice capo vicario del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria dott. Luigi Pagano, chiedendo chiarimenti in merito all'assurda vicenda, lo stesso Pagano, rispondendo all'email del sindacato, dichiara di conoscere la notizia e che lunedì avrebbe dato i dati esatti della questione che - secondo quanto da lui dichiarato - non è nei termini così riferiti. Tuttavia, dalla data dell'email di Pagano sono trascorsi già tre lunedì e il sindacato non ha ancora ricevuto i dati promessi.

Leggendo però l'avviso di aggiudicazione, la questione però sembrerebbe essere proprio nei termini indicati dal Sippe e cioè che la Griffe Srl di Force (Ap), l'unica ad aver partecipato alla gara e quindi ad averla vinta, si aggiudica l'appalto per la fornitura di 2000 magliette ignifughe per un valore di euro 793.000,00 iva esclusa e cioè, circa 400 euro ciascuna.

Inizialmente, si legge nel bando di gara pubblicato nella gazzetta ufficiale serie speciale - contratti pubblici n. 67 del 16.06.2014, il valore stimato, iva esclusa dell'appalto delle magliette era idi 80.000,00 e cioè 40 euro ciascuna; nell'aggiudicazione, improvvisamente, si scopre che l'Offerta economicamente più vantaggiosa è di euro 793.000,00 iva esclusa.

Sarà un errore? Dopo l'intervento del Sippe, non si fa attendere quello del movimento cinque stelle della Camera dei Deputati che il 22.12.2014 presenta un'interrogazione parlamentare nella quale è stato chiesto al Ministro della Giustizia se ritenga opportuno valutare la sussistenza dei presupposti per inviare gli ispettori presso il Dap ai fini dell'esercizio dei poteri di competenza.

Alessandro De Pasquale, Segretario Generale del Sippe, auspica che possa trattarsi di un errore e che il Dap possa immediatamente sanare, pubblicando nuovamente l'aggiudicazione in Gazzetta con i dati corretti che il dottor Pagano ha promesso.

 
Giustizia: inchiesta Mafia Capitale "se Buzzi canta i boss l'ammazzano" PDF Stampa
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di Maria Elena Vincenzi

 

La Repubblica, 6 gennaio 2015

 

Mafia Capitale, nelle intercettazioni successive all'arresto le minacce degli intermediari con la 'ndrangheta Confermati i legami con i clan. Il capo della "29 giugno" ai suoi: "Adesso che sono in carcere non mettetevi a litigare".

Minacce di morte, pizzini e regole sulla successione. Roba da associazione mafiosa, per l'appunto, quella che ieri la procura di Roma ha depositato al tribunale dei Riesame, chiamato a decidere sulla revoca della custodia cautelare di Rocco Rotolo e Salvatore Ruggiero, entrambi calabresi ed entrambi in carcere dall'11 dicembre scorso nell'ambito dell'inchiesta su Mafia Capitale (i giudici si sono riservati).

I due, accusati di associazione per delinquere di stampo mafioso, sarebbero il collegamento tra la banda guidata da Massimo Carminati e il clan Mancuso di Vibo Valentia. Un legame che avrebbe uno snodo centrale in Salvatore Buzzi, il ras delle cooperative capitoline, considerato dai pm il braccio finanziario del "Cecato". Parla chiaro l'informativa che i carabinieri del Ros del 3 gennaio: i legami con i calabresi c'erano eccome, secondo l'accusa.

Il 3 dicembre, giorno successivo ai primi arresti, Rotolo e Ruggiero (in quel momento ancora a piede libero, ndr) non si danno pace. Commentano gli arresti con gli amici, si preoccupano di non fare la stessa fine. E pensano alla gestione futura: già il giorno successivo alla retata, fissano un incontro per decidere che cosa ne sarà della Cooperativa 29 giugno, fino ad allora guidata da Buzzi.

Prima di andare alla riunione Rotolo incontra Franco La Maestra, ex brigatista condannato a 18 anni di carcere e coinvolto nell'omicidio di Massimo D'Antona, e uomo di fiducia di Buzzi. L'ex terrorista racconta: "Ieri l'ho visto (Buzzi, ndr). C'ha teso a specificare a noi de Giovanni (Campennì, ndr). .. ha detto... "quello non deve... non si deve neanche avvicinare..." le testuali parole so state queste mentre lo portavano via... "non voglio che Giovanni stia in mezzo ai piedi"... ci ha detto a me e a Salvatore (Ruggiero, ndr)". Giovanni Campennì, imprenditore, secondo i pm Giuseppe Cascini, Paolo Ielo e Luca Tescaroli è il collegamento tra Buzzi e la 'ndrangheta.

Non a caso Rocco e La Maestra si stupiscono delle parole di Buzzi e si chiedono se quest'ultimo non avesse appositamente voluto far individuare Campennì dalle forze dell'ordine. "E se l'è cantatu stu scemo di merda? - chiede Rotolo - I Mancuso u 'mmazzano". Sta di fatto che, proprio come nella tradizione mafiosa, Buzzi negli attimi prima di finire in carcere, riesce a dare le indicazioni sulla sua "successione" alla guida delle cooperative. Vuole escludere Campennì e decidere chi deve prendere il suo posto. "Mentre andava via - dice ancora La Maestra a Rotolo - m'ha guardato e m'ha fatto: "Me raccomando, non litigate. Tu sei il capo, mi raccomando, non litigate". Poi mentre andava via mi ha detto: "Ci vediamo tra due anni"... lui s'è già attrezzato".

Infine i pizzini. I militari del Ros ne hanno sequestrati alcuni a casa di Salvatore Ruggiero. In mezzo a una serie di ricevute di pagamento da parte della Cooperativa 29 Giugno, gli investigatori hanno trovato anche due pen drive, una lettera del 2004 in cui Buzzi invitava i suoi soci e dipendenti a votare Oriano Giovannelli e Nicola Zingaretti al Parlamento europeo e tre pizzini. Uno con la dicitura "Glok 179.21, uno con scritto "Rosario 29 giugno" e un terzo: "Fasciani". Probabilmente il riferimento è al clan che da anni gestisce la malavita di Ostia. Elementi sui quali ora il Ros è al lavoro.

 
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