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Macomer (Nu): il Sindaco scrive al Dap "annullare chiusura del carcere, o riconvertirlo" PDF Stampa
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Ansa, 13 gennaio 2015

 

Il sindaco di Macomer, Antonio Onorato Succu, ha scritto al Dipartimento amministrazione penitenziaria (Dap) per cercare di rivedere le posizioni sulla chiusura del carcere di Macomer, avvenuta a fine dicembre, o in alternativa a promuovere la riconversione della struttura. Ieri il sindaco è andato a visitare la struttura carceraria che da fine dicembre è abbandonata dopo il trasferimento degli ultimi 45 detenuti.

"Lo stabile è sporco e in abbandono - ha spiegato Succu - chiedo che almeno venga ripulito e messo in ordine". Nella lettera - che ha inviato anche al presidente Pigliaru, al ministro della Giustizia Andrea Orlando, ai parlamentari del Nuorese - chiede la costituzione immediata di un tavolo tecnico per parlare del futuro della struttura. "Chiediamo come prima istanza l'annullamento della decisione di dismissione in corso - afferma il sindaco.

Ma qualora questo non si potesse fare proponiamo altre possibilità di recupero della struttura carceraria, che ha tutte le caratteristiche perché si possa pensare al riutilizzo come centro per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, come centro per ospitare condannati sottoposti a misure alternative alla detenzione, o come struttura per la riabilitazione del reinserimento di tossicodipendenti". "L'importante - conclude il sindaco di Macomer - è avere una risposta che dia qualche certezza sul futuro della struttura che può essere una opportunità per la nostra cittadina".

 
Parma: Radicali; il report della visita ispettiva del 7 gennaio scorso al carcere cittadino PDF Stampa
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www.radicali.it, 13 gennaio 2015

 

Mercoledì 7 gennaio, una delegazione di Radicali di Parma, a sostegno del Satyagraha di Natale con Marco Pannella, composta da Marco Maria Freddi, Silvio Tiseno, Agostino Agnero, Giovanni Ronda, Marina Rossi e Mara Rossi, si è recata in visita ispettiva al carcere di Parma: "Visitare un carcere non è un esperienza semplice, è una cosa che ti segna davvero.

Ma è una esperienza importante per chi fa politica, poiché poche cose come la visita di un carcere ti ricordano che se ti dimentichi degli ultimi, dei più emarginati, non hai capito nulla di cosa deve essere la politica. Raccontare il carcere nel nostro paese non è facile perché calato in quella civiltà che definiamo democrazia. Il sovraffollamento, i suicidi, il richiamo istituzionale del Presidente della Repubblica Napolitano non sono sufficienti per trovare soluzioni politiche in grado di restituire dignità alle migliaia di detenuti le cui condizioni di vita coincidono con quel "trattamento disumano e degradante" ricordato dalle sentenze europee.

Parma è un carcere problematico, per i diversi regimi detentivi a cui sono soggetti i detenuti. Accompagnati nella visita dal Direttore, Mario Antonio Galati, abbiamo visitato un settore del 41bis, un settore dei detenuti comuni e le infermerie. Il sovraffollamento è stato contenuto dalle recenti norme approvate dal Governo, al 7 gennaio 2015, i detenuti erano 530 su una capienza regolamentare di 430 detenuti. Da notare che solo 115 detenuti, sono nella media sicurezza, il rimanete dei detenuti appartengono a stati detentivi di alta sicurezza o regime di 41bis. Ciò di cui abbiamo discusso, durante il breve briefing, oltre al problema sovrappopolazione, abbiamo discusso dell'accesso ai servizi sanitari e ai tirocini lavorativi al fine di poter effettuare lavori esterni di utilità pubblica o presso l'industria privata. Abbiamo riscontrato che nonostante la complessità dei regimi detentivi, Parma ha un numero elevato di detenuti in semi-libertà o impiegati a lavori di pubblica utilità.

L'importanza della formazione è legata a doppio filo alla necessità del reinserimento nel mondo del lavoro, in carcere prima e fuori successivamente, e nonostante l'amministrazione comunale abbia in essere un protocollo per attivare tirocini formativi ed inserimenti lavorativi protetti, le necessità di rinserimento all'esterno sarebbero più ampio. Il ruolo delle cooperative è fondamentale sia dentro che fuori dal carcere e se l'industria privata difficilmente assume, le cooperative sociali offrono possibilità di inserimento nel mondo del lavoro. Il carcere di Parma è dotato di un centro diagnostico terapeutico e quando questo non è sufficiente a coprire le esigenze, i detenuti hanno un canale di accesso dedicato, all'ospedale di Parma, che riduce i tempi di attesa in caso di urgenza.

In attesa della reale messa in opera dello svuota-carceri con il ricorso alle pene alternative, il carcere di Parma attuerà il regolamento carcerario con il modello della sorveglianza dinamica che prevede una sorta di carcere a regime aperto che, per i detenuti a media e bassa pericolosità, potenzia gli spazi dedicati a lavoro, sport, attività ricreative e culturali, accesso al lavoro esterno e come dichiarato dal Direttore, la vigilanza dinamica punta sull'aspetto riabilitativo della pena, la vigilanza dinamica funziona e da questo nuovo modello di regime aperto, non si torna indietro.

La sorveglianza dinamica, rappresenta il sistema più efficace per assicurare l'ordine all'interno degli istituti, senza ostacolare le attività trattamentali e fonda i suoi presupposti su di un sistema che fa della conoscenza del detenuto il fulcro su cui deve piegare qualsiasi tipo di intervento trattamentale o securitario adeguato. Tanto da fare, diritti da garantire, da tutelare, in nome di ciò che crediamo essere il livello di civiltà di società a cui ambiamo. A Parma, il servizio penitenziario non è sufficiente ma adeguato, anche grazie alle qualità umane di chi dirige e lavora nel carcere".

 
Napoli: oggi il Ministro Orlando a Poggioreale per un convegno sulla sanità penitenziaria PDF Stampa
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di Anna Ansalone

 

www.contattolab.it, 13 gennaio 2015

 

Oggi 13 gennaio 2015 alle ore 10,00 presso la Casa Circondariale "Giuseppe Salvia - Poggioreale" Napoli, si terrà un dibattito sulla riforma penitenziaria degli ultimi 8 anni, dal titolo "2008-2014: analisi, proposte e criticità della Riforma della salute nel carcere".

Il convegno è stato promosso dalla Comunità di Sant'Egidio, il Provveditorato dell'Amministrazione Penitenziaria della Campania con il patrocinio de Il Mattino. Il tema del convegno ha l'obiettivo di discutere sulle problematiche dei detenuti, in particolare dei problemi della salute dei detenuti nel carcere dopo il passaggio della medicina penitenziaria dal Ministero di Giustizia alle Asl.

Il convegno sarà moderato da Antonio Mattone responsabile della Comunità di Sant'Egidio. Saranno presenti Antonio Fullone, Direttore della Casa Circondariale "Giuseppe Salvia - Poggioreale", Adriana Tocco Garante dei detenuti Regione Campania, Carminantonio Esposito Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli, Tommaso Contestabile Provveditore Regionale Amministrazione Penitenziaria Campania. Interverranno Roberto Di Giovanpaolo Presidente Nazionale Forum Salute dei detenuti, Liberato Guerriero Direttore della Centro Penitenziario di Napoli Secondigliano, don Virgilio Balducchi Ispettore generale dei cappellani delle carceri, Ornella Favero Ristretti Orizzonti, Ernesto Esposito Direttore Generale Asl Na1, Stefania Tallei Comunità di Sant'Egidio, Franco Milani Dirigente Regione Lombardia - componente del Gruppo tecnico interregionale Sanità penitenziaria, Alessandro Barbano Direttore del Il Mattino, Francesco Cascini vicecapo Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, Stefano Caldoro Presidente della Regione Campania. Concluderà il ministro Andrea Orlando Ministro della Giustizia.

D'altronde il tema della salute in carcere, è un tema molto delicato, da un lato bisogna garantire il diritto alla salute, dall'altro bisogna garantire ai detenuti pari opportunità nell'accesso al bene salute tenendo conto delle differenze (in questo caso, deficit) di partenza nei livelli di salute, nonché delle particolari condizioni di vita in regime di privazione della libertà, che di per sé rappresentano un ostacolo al conseguimento degli obiettivi di salute.

La condizione carceraria richiede un approccio globale del diritto alla salute in carcere, a partire da una accurata ricognizione dei bisogni di salute (e non solo dei bisogni di servizi sanitari) della popolazione carceraria, col coinvolgimento dei detenuti stessi e delle associazioni di volontariato che operano nel carcere. In questa ricognizione, sono centrali le variabili ambientali della salute, ponendo attenzione agli aspetti del regime carcerario e della quotidianità dentro il carcere. Un convegno di riflessione e progettualità per un percorso programmatico attento al diritto alla salute del detenuto.

 
Bologna: "Menomale è lunedì", un film sui detenuti proiettato nel carcere della Dozza PDF Stampa
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Redattore Sociale, 13 gennaio 2015

 

Al via in città il ciclo di proiezioni del film di Filippo Vendemmiati sull'officina "Fare impresa in Dozza". Proiezioni al cinema da giovedì, mentre sabato il documentario sarà visto nel luogo in cui è stato girato, il carcere di Bologna.

"Sono contento che si sia organizzato questo ciclo di proiezioni che partirà giovedì', e mi fa piacere soprattutto che il film venga proiettato nel luogo in cui è stato girato: il carcere della Dozza". Filippo Vendemmiati, giornalista Rai e regista, non nasconde la sua soddisfazione per essere riuscito a portare a Bologna "Meno male è lunedì", film sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna di cui sono protagonisti alcuni detenuti della Dozza che, guidati da ex metalmeccanici in pensione, hanno partecipato al progetto lavorativo "Fid-Fare impresa in Dozza".

I carcerati hanno lavorato per conto di Gd, Ima e Marchesini, tre colossi del packaging, potendo contare su un contratto a tempo indeterminato. "Alcuni di loro, circa nove - spiegano Gian Guido Naldi di "Fid' e Claudia Clementi, direttore del carcere - dopo la fine delle riprese sono usciti e ora continuano a lavorare per queste imprese".

Il titolo del film, aggiunge il regista durante la conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa ieri in Regione, riprende "una frase detta da un detenuto, che lamentava il fatto di non poter lavorare il sabato e la domenica: per loro, infatti, il lunedì è una bella giornata perché, lavorando, ottengono uno spazio di libertà". L'assessore regionale alla Cultura, Massimo Mezzetti, si dice "fiero di aver contribuito alla realizzazione del film, che rappresenta alla perfezione l'idea che si debba recuperare il valore sociale del lavoro".

Che "Meno male è lunedì" sia incentrato sul lavoro più che sulle condizioni dei reclusi lo pensa anche il regista, che racconta come "dopo la proiezione di ottobre al Festival di Roma un ex operaio Fiat mi ha detto: "Credevo che avrei visto un film sul carcere, invece ho visto un film sul lavoro. Quella, secondo me, è stata la miglior recensione possibile". Clementi pone invece l'accento sulla particolarità del progetto raccontato nel film, che "non fa parte di un percorso assistito, come spesso accade nelle carceri, ma è un percorso produttivo a tutti gli effetti, in cui i detenuti sono assunti con un vero contratto di lavoro".

Girare il documentario, che racconta una settimana di lavoro dei detenuti e degli ex operai che fanno loro da tutor, non è stata però un'impresa facile: il direttore della fotografia Stefano Massari afferma infatti che "inizialmente alcuni detenuti non volevano partecipare alle riprese, ma quando hanno capito che con questo film non volevamo dare alcun tipo di giudizio si sono ricreduti e si sono prestati volentieri". Nonostante la soddisfazione per la proiezione di sabato 18 gennaio, Vendemmiati si dice anche "un po' nervoso", perché "quando abbiamo proiettato il film nel carcere di Spoleto è nato un dibattito molto acceso tra i detenuti, uno dei quali mi ha chiesto se con questo documentario avessi voluto dire che per trovare un lavoro bisogna prima finire in prigione".

In chiusura, Naldi si sofferma invece su un altro aspetto positivo del progetto Fid, osservando che "i detenuti che vi partecipano, tra cui alcuni di quelli che appaiono nel film, ricevono ottimi giudizi professionali da parte delle aziende. Questo valorizza il progetto, perché non è facile vincere i pregiudizi nei confronti degli ex carcerati".

Il film sarà proiettato al cinema Nosadella giovedì alle 21, venerdì alle 19.30, lunedì 19 e martedì 20 alle 20, per poi arrivare a Ozzano, Porretta e Castenaso il 21 gennaio, il 5 e il 20 febbraio. A marzo invece, come spiega la produttrice esecutiva Donata Zanotti "sarà proiettato a Bruxelles su richiesta del Parlamento europeo".

 
Andria (Ba): progetto "Senza sbarre", serata di beneficenza per l'accoglienza dei detenuti PDF Stampa
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Corriere del Mezzogiorno, 13 gennaio 2015

 

L'Associazione Amici di San Vittore Onlus, in collaborazione con Confcommercio e Confesercenti Andria, Siap (Sindacato di Polizia di Stato), Sappe (Sindacato di Polizia Penitenziaria), Ara (associazione ristoratori andriesi) La Puglia in tavola, gli enti e le associazioni che vorranno contribuire, organizza sabato 17 gennaio, alle ore 20, una serata di beneficenza "Senza sbarre", presso l'ex Masseria Posta Milella ad Andria, direzione Castel del Monte (km 7,050).

I proventi serviranno per la Cittadella San Vittore, in agro di Andria, la masseria fortificata con oltre 10 ettari di terreno, entro cui si anima il progetto "Senza sbarre" di accoglienza residenziale e non per detenuti e di recupero alternativo alla carcerazione. Il progetto è stato presentato a settembre scorso con la pubblicazione di "Dono di un dono - Don Riccardo Agresti, Claudio Baglioni e miracoli", il volume-rivelazione di Stefano Del Bravo che sarà distribuito nel corso della serata.

 
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