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Il diario di Elton: “Sogno il calore di un letto vero” PDF Stampa E-mail
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Redattore Sociale, 3 ottobre 2011

 

In cella il bagno funge anche da cucina. Lì ci si prepara il caffè, si organizza la dispensa, si cucina. E la branda color mattone scuro è un letto, ma anche uno scomodo divano.
Padova, 3 ottobre 2011 - La cosa di cui in questi anni ho sentito maggiormente la mancanza è il senso di accoglienza e di comfort che dà una casa. Quello che sogno è di passare una serata disteso su un divano. In cella c’è la branda di ferro, dipinta di antiruggine color mattone scuro, che durante l’arco della giornata, dei mesi e degli anni, assume funzioni diverse, sempre fredde, incomplete: per metà del tempo è uno scomodo divano che invece di favorire, contrasta le cose piacevoli che io tento di fare, come la colazione, leggere, studiare, sognare a occhi aperti. Per l’altra metà, ritorna a essere un letto, ma che con cinismo distrugge la tranquillità della notte scagliandomi contro i pensieri più irrequieti, che mi agitano l’anima.
A mezzo metro dalla branda c’è la porta che chiude il bagno - cucina, dove il lavandino è ornato da mensole di cartone rivestito di una carta azzurra e attaccate al muro con vinavil. Questo rischioso arredamento serve per metterci sopra il contenitore del caffè e quello dello zucchero, la caffettiera, i bicchieri di plastica. Poi su un’altra mensola ho depositato il sale, le varie spezie, la bottiglietta di olio e quella d’aceto, fondamentali per dare un po’ di sapore ai pasti che offre il carcere. Su un terzo cartone ho disposto il bicchiere con dentro lo spazzolino da denti e il dentifricio, i cotton - fioc e la boccetta di profumo dall’essenza di un fiore anonimo. In mezzo alle mensole di cartone, attaccato al muro, c’è uno specchietto di plastica. Ho cercato di dare a quel posto le sembianze del bagno di casa mia ma, sarà per lo spazio è piccolo e soffocante, sarà per le mensole di cartone attaccate al muro grigio, continuo a trovare orrendo il bagno della mia cella. Vi rimango soltanto il tempo necessario per fare i miei bisogni, lavarmi, fare il caffè, le uova (perché in galera il bagno serve anche da cucina) e poi scappo verso la branda di ferro, della quale vorrei però ugualmente liberarmi. Non vedo l’ora di ritornare a casa, di affondare in un divano vero, di ritrovare un letto che non sarà più la branda, ma un posto dagli spazi generosi e dalla natura rassicurante, che saprà accogliermi e proteggere il mio sonno fino al risveglio.
 
Elton K. (in collaborazione con Ristretti Orizzonti).

 

Elton è un 35 enne albanese, detenuto nel carcere Due Palazzi di Padova con una condanna a 14 anni e 8 mesi per sequestro di persona a scopo di estorsione (senza armi e durato due giorni). Il prossimo 25 ottobre finirà di scontare la sua pena e tornerà libero. Firma storica della rivista Ristretti Orizzonti, attende di sapere se sarà rimpatriato in Albania o se potrà restare in Italia e lavorare da esterno per Ristretti. Ha deciso di raccontare su “Redattore sociale” i suoi ultimi giorni dentro.

 

 

 

 

 


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