Sabato 06 Giugno 2020
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

 

 

Il diario di Elton: “Ho sognato il mare, una donna e la libertà” PDF Stampa E-mail
Condividi

Redattore Sociale, 14 ottobre 2011

 

Dodicesima puntata. “Ogni volta che passo attraverso il cancello stretto e poi sento la chiave girare tre volte chiudendomi l’unica via di fuga mi accorgo che in galera non ci sono spazi di libertà”.
L’altro giorno sono andato ai passeggi, ho messo un asciugamano per terra e mi ci sono seduto sopra. Il cubicolo di cemento non faceva passare l’aria. Il piacere di essermi preso un pò di “libertà” all’aria aperta è stata presto sostituita dal desiderio di fuga verso la mia cella, dove la branda si trova giusto sotto la finestra e, attraverso le sbarre, a quell’ora scivola dentro un’aria che concilia il sonno. Ma il passeggio è una trappola - sbaglierei di poco se dicessi che si tratta di un’altra galera nella galera - e ogni volta che passo attraverso il cancello stretto e poi sento la chiave girare tre volte chiudendomi l’unica via di fuga mi accorgo che in galera non ci sono spazi di libertà. Posso camminare avanti e indietro come se aspettassi l’autobus, posso passeggiare in circolo, come un animale in gabbia, oppure fermarmi e guardare i muri alti che disegnano un rettangolo di cielo, ma so per certo che non posso più uscire prima dello scadere del tempo.
Siccome ormai conosco bene la regola, ho deciso che avrei passato le due ore di cemento cercando almeno di perdermi nei sogni. Appoggiato sull’asciugamano, ho chiuso gli occhi e ho immaginato un mare piatto, invitante e un soffio di vento tiepido, delicato, che mandava nella mia direzione bagliori di un sole pomeridiano. E poi ho visto lei mentre passeggiava sola sul bagnasciuga, mettendo così in moto il treno dei desideri che mi conduce inevitabilmente a volerla avere vicino, qui e subito, per abbracciarla, per stringere il suo viso tra le mani e mangiarle di baci gli occhi, la bocca.
Quando il rumore delle chiavi mi ha svegliato ho dovuto combattere contro la rabbia per l’interruzione di un sogno cosi bello, ma poi mi sono ancora una volta stupito per come, anche nel posto più brutto, più arido, più disumano della terra, la prospettiva dei momenti di piacere che fra qualche giorno passerò insieme alla donna che amo mi aveva cullato in un sonno dolce e trasportato in spazi meravigliosi, tra le sue braccia.
 
Elton Kalica (in collaborazione con Ristretti Orizzonti)


Elton è un 35 enne albanese, detenuto nel carcere Due Palazzi di Padova con una condanna a 14 anni e 8 mesi per sequestro di persona a scopo di estorsione (senza armi e durato due giorni). Il prossimo 25 ottobre finirà di scontare la sua pena e tornerà libero. Firma storica della rivista Ristretti Orizzonti, attende di sapere se sarà rimpatriato in Albania o se potrà restare in Italia e lavorare da esterno per Ristretti. Ha deciso di raccontare su “Redattore sociale” i suoi ultimi giorni dentro.

 

 

 

 

 


Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it