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Il dario di Elton: "Ultimo giorno dentro" PDF Stampa E-mail
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Redattore Sociale, 24 ottobre 2011

 

Domani Elton uscirà dal carcere, dopo aver scontato quasi 15 anni. "La melanconia mi assale al pensiero di abbandonare la redazione".

Oggi pomeriggio, dopo due ore di riunione nella redazione di Ristretti Orizzonti, il tintinnio delle chiavi ci ha ricordato che era l'ora di tornare in reparto. Mentre tutti i presenti si alzavano, mi sono guardato intorno invaso dalla melanconia al pensiero che oggi pomeriggio darò uno sguardo d'addio alla redazione di Ristretti. Nove anni fa sono entrato in questa stanza con l'aria di uno reso quasi incapace di comunicare da cinque anni di alta sicurezza. Avevo occupato un angolo, dove un vecchio computer con la sua tastiera ingiallita ha memorizzato i miei primi testi. Poi le riunioni mi hanno fatto riscoprire l'amore per le discussioni e la passione delle idee.

"Dai Kalica, sei sempre ultimo!" mi rimprovera l'agente dalla porta d'ingresso. Guardo le copertine appese sui muri. Non mi serve contare per sapere quante ne abbiamo stampate finora. In questi giorni stiamo completando il novantaduesimo numero, che come al solito ci ha costretti a lavorare tanto. E queste mura ora mi ricordano quanta fatica, quanta sofferenza, quanta galera è stata analizzata e raccontata in quest'aula.

Attualmente a frequentare la redazione e a lavorare sono una trentina di detenuti, ma in questi anni ho visto centinaia di persone passare di qui, centinaia di vite e migliaia di anni di galera che hanno offerto al mondo di fuori una finestra per vedere cosa succede, chi e come ci finisce, qui dentro. Convinti di fare la cosa giusta, abbiamo lavorato trascorrendo insieme tanto tempo quanto, ora che ci penso, non ne avevo trascorso nemmeno con la mia famiglia.

Esco dall'aula. La porta di ferro sbatte rumorosamente dietro le mie spalle, senza però riuscire a chiudervi dentro anche la mia melanconia. Mi assale un dubbio. Sarò mai in grado di parlare, di scrivere ancora, senza mettere piede in redazione? Ho sempre sostenuto che nessuno scrittore o giornalista sarebbe capace di raccontare bene il carcere senza averlo vissuto. Ora invece comincio a nutrire il sospetto che forse presto perderò il contatto con la vita della galera e non sarò più in grado di raccontarla.

Forse, là fuori, l'entusiasmo di qualche nuova vita mi assorbirà totalmente e non dovrò più scrivere di carcere. Tuttavia mi rammarica l'idea che, fuori dal carcere, difficilmente troverò uno spazio così interessante come questa redazione, dove lavorano persone provenienti da vari ceti sociali e da ogni parte del mondo e insieme collaborano con la tolleranza e la generosità che sa assumere chi ha fatto abbastanza galera da riconoscere l'umanità nelle persone che lo circondano, anche se sono diverse, anche se hanno fatto cose mostruose.

Certo, forse perderò la capacità di scrivere, forse non troverò più uno spazio di discussione così interessante, ma conserverò per sempre la memoria delle persone conosciute qui dentro e ricorderò sempre gli sforzi che si fanno qui per conservare la dignità e per imparare a credere nelle forme più alte dell'esistenza umana, che sono l'uguaglianza, la solidarietà e la fiducia nel prossimo.

 

Elton K., in collaborazione con Ristretti Orizzonti

 

Elton è un 35 enne albanese, detenuto nel carcere Due Palazzi di Padova con una condanna a 14 anni e 8 mesi per sequestro di persona a scopo di estorsione (senza armi e durato due giorni). Il prossimo 25 ottobre finirà di scontare la sua pena e tornerà libero. Firma storica della rivista Ristretti Orizzonti, attende di sapere se sarà rimpatriato in Albania o se potrà restare in Italia e lavorare da esterno per Ristretti. Ha deciso di raccontare su "Redattore sociale" i suoi ultimi giorni dentro.

 

 

 

 

 


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