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Lettera al Sindaco: qualcuno faccia qualcosa per riportare la legalità nelle carceri PDF Stampa E-mail
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Il Mattino di Padova, 12 luglio 2010

 

Alla cortese attenzione del Sindaco di Padova


Gentile Sindaco, Lei è senz'altro al corrente dello stato disastroso in cui si trovano le carceri italiane, e anche quelle padovane. Nella Casa circondariale, per quanto il personale cerchi di far fronte all'emergenza con una grande disponibilità, le condizioni di vita delle persone detenute sono disumane: basti pensare che ci sono più di 250 detenuti, al posto dei 98 che dovrebbero starci.
Nella Casa di reclusione invece, nonostante si raggiungano punte di eccellenza per quel che riguarda il lavoro, le attività di informazione e quelle culturali, a queste attività riescono a partecipare poco più di trecento detenuti, a fronte di cinquecento e più detenuti che passano le giornate "parcheggiati" in cella. Il sovraffollamento infatti si è tradotto nel fatto che un carcere nato per 350 detenuti, che dovevano stare in celle singole, ospita oggi tre detenuti in celle di circa nove metri quadri.
Negli ultimi mesi nella Casa di reclusione ci sono stati tre suicidi, e a noi sembra che la nostra città dovrebbe cominciare a porsi delle domande su un carcere dove ci si uccide, magari a venticinque anni e con a casa una bambina di tre, come è successo di recente a Santino Mantice, che vogliamo qui ricordare come l'ultima vittima di una situazione carceraria disumana.
Nel corso dell'ultimo decennio le manovre economiche dei vari governi succedutisi hanno ridotto al lumicino i finanziamenti per le carceri. Di fatto, nelle carceri siamo arrivati ad un livello di povertà insopportabile, anche per la mancanza di quei fondi che erano destinati a garantire le paghe dei lavoranti e i sussidi per i detenuti più bisognosi, fra i quali, oltre agli stranieri che in gran numero affollano le nostre carceri, vanno annoverate le fasce di italiani, vittime della crisi economica che ha colpito le classi più deboli, le cui famiglie non sono più in grado di sostenerli economicamente.
Non ci sono più soldi, in particolare, per garantire in modo adeguato ai detenuti indigenti la fornitura del necessario per la pulizia personale, dentifrici, spazzolini, sapone, shampoo, carta igienica, o per fornire i detersivi per la pulizia delle celle e delle sezioni.
Solo i detenuti più fortunati possono acquistare i generi per le pulizie e garantirsi un'igiene che li preservi dal rischio di malattie, particolarmente pesante in situazioni così degradate, piene di sporcizia, di scarafaggi, dove c'è una promiscuità davvero insopportabile.
Noi rivolgiamo un appello a Lei e a tutta la Giunta comunale, affinché individuiate con quali strumenti intervenire per fare in modo che le carceri di questa città possano far fronte dignitosamente a questa situazione, che allo stato attuale delle cose può solo peggiorare. In concreto, invitiamo a chiedere da subito all'Ufficio di Sorveglianza di Padova – che ha il compito di vigilare sull'organizzazione degli istituti di prevenzione e di pena - e all'USL 16 di Padova - in qualità di controllore della situazione igienico-sanitaria - di visitare la Casa di Reclusione e la Casa Circondariale di Padova ed inviare una relazione alla Giunta Comunale sullo stato del rispetto dei diritti delle persone recluse e della vivibilità nei suddetti luoghi di privazione della libertà.
Ricordiamo un precedente significativo nell'intervento del Sindaco di Pordenone, il quale, sulla base delle proprie competenze, ha denunciato le condizioni di vita, offensive per la dignità delle persone, nel carcere della sua città e ha chiesto agli organi competenti di intervenire al più presto per modificare una situazione, ritenuta del tutto inaccettabile.

 

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