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In memoria di Walter Pedrotti. Con lui è nato Microcosmo PDF Stampa E-mail
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In Veneto, 20 luglio 2010

A dieci anni dalla sua scomparsa, mercoledì scorso a villa Vendri, si è svolta una cerimonia per ricordare Walter Pedrotti, insegnante di italiano dell'Istituto Carducci, fondatore del primo giornale dei detenuti mai realizzato nella Casa circondariale di Montorio: Microcosmo. Silvana, volontaria dell'associazione La Fraternità, che ha avuto la fortuna di conoscerlo e di collaborare con lui per la realizzazione della rivista trimestrale, lo ricorda con stima e affetto.
“A Villa Vendri in tanti abbiamo ricordato Walter. Tanti momenti di vita sono riemersi per render presente lui. C’ero anch’io perché è ancor viva in me questa presenza.
L’ho conosciuto nei corridoi del carcere di Montorio, sereno, disponibile semplice e modesto, veniva a insegnare presso le classi di scuola media. Io da qualche anno frequentavo quell’ambiente come volontaria di "Fraternità". Quando si percorrono quegli spazi e ci si incrocia ripetutamente per quei corridoi ci si scambia un saluto e ci si interroga.
Con Walter era stato semplice e facile incontrarsi su motivazioni, impegni desideri. Lui sapeva cogliere le opportunità, sapeva intuire e promuovere.
Nasce così la redazione di “MicroCosmo” . Si lavora insieme e attraverso la sua ricca competenza professionale si realizza un sogno. In realtà si “incontrano” le persone, si promuove collaborazione: dirigenti, operatori, persone ristrette, insegnanti, volontari, istituzione....
Quello che di lui sento vivo e ancora coinvolgente è il profondo rispetto che aveva di ciascuno, intuendone le capacità, rendendosi disponibile quasi che l’altro avesse modo si scoprire ciò che era latente in lui e nell’incontro riuscisse a valorizzare se stesso.
Era proprio così. Riprendendo oggi in mano “MicroCosmo” il giornale realizzato in quegli anni scopro che chi partecipava era un po’ poeta, scrittore, disegnatore o altro, ma si esprimeva valorizzando il meglio di sé.
Cos’è più importante di questo in un ambito dove molti, troppi, vi entrano forse solo perché non hanno incontrato chi capisce, chi è disponibile a farsi carico della sua alterità? Ripensavo a questo l'altra sera, a questa capacità di credere, di riconoscere la positività dell’altro, per fare spazio a ciascuno credendo profondamente alla corresponsabilità sociale! Mi piace ricordare così Walter”.
 

 

 

 

 


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