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Il carcere è pronto ad esplodere. La sopportazione è al limite PDF Stampa E-mail
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In Veneto, 20 luglio 2010

Con l'estate la carenza del personale si fa sentire ancora di più. Ma almeno le tensioni si sono placate e, dopo gli episodi di giugno di scontri tra detenuti e minacce ad alcuni agenti penitenziari, la situazione è rientrata.
“Il sovraffollamento può portare a situazioni di tensione visto che la sopportazione è ormai al limite”, interviene Gerardo Notarfrancesco, segretario provinciale Sappe Verona. “In carcere sono recluse persone di diverse culture, che non sempre vanno d'accordo, e la convivenza non è facile. Adesso gli agenti, con il periodo delle ferie estive, sono ancora più sotto organico del solito. Chiediamo ancora una volta a Roma di intervenire: non possiamo affidarci alla fortuna e sperare che non succeda niente di grave. Possibile che si aspetti che accada un episodio brutto per intervenire sul serio?”.
La Casa circondariale di Verona, insieme alle carceri del nord, secondo il segretario provinciale del Sappe sono ormai bombe ad orologeria che possono scoppiare da un momento all'altro. “Speriamo passi l'ultima proposta che prevede, per esempio, di scontare l'ultimo anno di pena all'esterno. Le carceri vanno svuotate. È giusto scontare la propria pena, ma ci sono anche misure alternative alla detenzione da sfruttare, valutando la pericolosità sociale di chi ha commesso il reato”.
 

 

 

 

 


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