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Limitazioni alla corrispondenza telefonica (di Claudio Conte, Catanzaro) PDF Stampa E-mail
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L'ordinamento penitenziario ex art. 18 OP e l'art. 39 DPR 230/2000, autorizzano il detenuto alla corrispondenza telefonica con famigliari, conviventi o terzi ( es. difensori) per motivate ragioni, nella misura di 1 telefonata ordinaria settimanale, oltre a quella di rientro da permesso o di trasferimento in altro istituto. Telefonate ridotte (ex art. 39.2 DPR) a 2 al mese per i condannati per taluni dei delitti ex art. 4 bis 1° comma O.P. A quest'ultimo limite l'art. 39.3 DPR, prevede alcune deroghe nelle ipotesi in cui la telefonata avvenga con prole d'età inferiore a 10 anni, di trasferimento del detenuto o in considerazione di motivi di urgenza o particolare rilevanza. Formule quest'ultime che consentono all'autorità competente (Giudice o Direttore) di concedere ulteriori telefonate. L' ipotesi di casi di particolare rilevanza consente al detenuto di formulare richieste fondate su ragioni  affettive, di salute, economiche che rendano impossibile o difficoltoso effettuare colloqui visivi con taluni dei soggetti ammessi alla telefonata. Tra i casi di particolare rilevanza è da includersi l' ipotesi dei familiari che risiedono in un comune diverso dal luogo di detenzione, come si evince dalla lettura sistematica degli artt. 37.9 e 39.2 DPR, definita circostanza eccezionale dallo stesso Regolamento, che dà diritto a colloqui prolungati di 2 ore. Queste ipotesi permettono, in caso di rigetto, di ricorrere al Magistrato di Sorveglianza per richiedere una verifica sulla legittimità del diniego. poiché la corrispondenza telefonica è assimilata alla materia dei colloqui, per i quali all'Amministrazione penitenziaria è riconosciuta solo una "discrezionalità tecnica" (nel senso che può limitarsi solo a verificare la presenza dei requisiti richiesti dalla legge. V. Cass. S .u. n. 25079/2003), diversamente da quanto sostenuto precedentemente al §18 della Circolare DAP 3 nov. 2000- su colloqui e corrispondenza telefonica - sul solo obbligo di valutazione e non di concessione da parte dell'Amm. Pen.. All'uopo giova accennare come i termini "concessione" o "autorizzazione" non possano essere interpretati in senso amministrativo, poiché regolano diritti soggettivi sottratti a valutazioni di carattere amministrativo. Il detenuto può effettuare telefonate verso l'esterno ma non riceverne, in quest'ultimo caso può solo essere informato dell' avvenuto contatto telefonico e identità del chiamante, se non ostano motivi di sicurezza. Le telefonate all'esterno possono effettuarsi su utenza fissa, previa procedura di verifica dell'intestatario. Verifica effettuabile dalla stessa Polizia penitenziaria presso l'azienda di gestione - della telefonia o, nelle more, con autocertificazione ( di regola è richiesta copia -del contratto - telefonico). Con recente circolare GDAPOJ7744 de124 aprile 2010 DAP si è stabilito per di detenuti in "Media sicurezza", che non abbiano effettuato colloqui visivi ne telefonici negli ultimi 15 giorni, la possibilità di chiamare ai telefoni cellulari, previa indicazione del numero di cellulare, dell'utenza e verifica sulla titolarità del numero telefonico.

 

di Claudio Conte

Catanzaro, marzo 2012

 

 

 

 

 


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