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Il Prefetto ospite della redazione di Ristretti Orizzonti PDF Stampa E-mail
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In Veneto, 20 luglio 2010

Il Prefetto, il responsabile dell’ordine pubblico nella nostra città, disponibile a confrontarsi e a rispondere alle domande dei detenuti, di quelli che l’ordine pubblico l’hanno violato e sono fonte di insicurezza per i cittadini: è stato un incontro particolare, quello di lunedì 12 luglio nella redazione di Ristretti Orizzonti, un incontro vivace e interessante perché il Prefetto, Ennio Mario Sodano, ha spazzato via tanti luoghi comuni sulla sicurezza, partendo proprio con una critica severa ai tanti cittadini italiani che parlano della criminalità degli immigrati, e sono i primi ad avere uno scarsissimo senso della legalità. Quello che segue è un piccolo stralcio dell’intervista, che verrà pubblicata integralmente su Ristretti Orizzonti: “Il nostro è un Paese dove si fa presto a criminalizzare le categorie più deboli, ma si fa fatica a vedere i vizi che tutti noi abbiamo.
Quello che io mi sforzo di far comprendere è che, al di la del giudizio morale su certi comportamenti, bisognerebbe ragionare sul fatto che certi comportamenti non sono convenienti, cioè se io prendo una “scorciatoia” per avere il tale permesso, oppure per avere il tal posto, probabilmente lo faccio perché ne ottengo un vantaggio personale immediato. Quindi, diciamo che lo faccio per un fattore egoistico e quello che muove gli uomini è sempre egoismo alla fine, ma ciò che noi non riusciamo a vedere è che questo calcolo è molto miope. Io credo di ottenere un vantaggio per me, ma in realtà sto distruggendo delle opportunità per i miei figli, per i miei cari, per il mio Paese.
È qui che noi siamo molto carenti, come sistema Paese in generale: il vizio di cercare le scorciatoie, di cercare il guadagno facile, è un vizio che appartiene un po’ a tutti e a tutti i livelli.
Quello che poi non funziona in questo Paese è che alla fine chi paga sono sempre i pochi. Le possibilità di chi ha i mezzi di sottrarsi alla giustizia, di sottrarsi alle conseguenze delle proprie azioni sono infinite. Mentre chi non ha queste possibilità finisce in una macchina che inevitabilmente lo stritolerà”.
 

 

 

 

 


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