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Incontro con la Presidente della Croce Rossa di Padova, Annamaria Colombani PDF Stampa E-mail
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In Veneto, 28 luglio 2010

L’incontro nella redazione di Ristretti Orizzonti con la presidente della Croce Rossa di Padova, Annamaria Colombani, che si è svolto il 20 luglio, aveva lo scopo di discutere insieme sulla possibilità di organizzare l’intervento della Croce Rossa in carcere ed eventualmente costituire uno Sportello per la salute, con la finalità di trovare percorsi alternativi per fronteggiare le gravi carenze sanitarie generate dal sovraffollamento.
La redazione ha avanzato una serie di proposte. Una prima proposta è stata quella di intervenire con un’opera di ascolto e di supporto per i detenuti in procinto di essere scarcerati, per fare informazione sanitaria e fornire eventuale assistenza, là dove il servizio sanitario presente non è in grado di far fronte a tutte le necessità, anche per mancanza di personale.
I detenuti hanno descritto la situazione di grave carenza di medicinali, soprattutto quelli da banco, che l’Ussl fornisce con estrema difficoltà, e hanno chiesto di studiare insieme delle soluzioni praticabili. Un altro problema è quello legato alle cure odontoiatrica, dovuto al fatto che dopo il passaggio delle competenze sanitarie dal Ministero della Giustizia alle Regioni, queste ultime non riconoscono l’obbligo di garantire le protesi dentarie ai detenuti non abbienti, un diritto riconosciuto dalla precedente gestione.
La redazione ha proposto di organizzare un protocollo d’intesa con la CRI per impiegare alcuni detenuti a fare delle ore di volontariato presso le strutture della CRI esterne al carcere, anche nel quadro della giustizia riparativa legata a misure alternative, per le quali sono richieste ore di attività risarcitoria di pubblica utilità non retribuita.
La Presidente Colombani ha spiegato il lavoro e la funzione della Croce Rossa che è un ente pubblico che interviene nei casi in cui insorgono emergenze sanitarie ai vari livelli: epidemie, disastri naturali, in zone di guerra, integrandosi alle forze sanitarie presenti sul territorio. La CRI è presente nella città di Padova anche con servizi come il Camper itinerante che presta opera di assistenza ai tossicodipendenti, con il cambio delle siringhe e per la profilassi in generale, e un laboratorio odontoiatrico che assiste le persone indigenti.
Annamaria Colombani ha a sua volta proposto di partire da una serie di interventi che non interferiscano con la struttura sanitaria già esistente.
La sua idea è quella di stabilire degli accordi con la Direzione dell’istituto e prospettare l’eventualità di organizzare inizialmente dei Corsi di pronto soccorso, allo scopo di preparare i detenuti all’eventualità di dover intervenire tempestivamente in soccorso di altri detenuti. Anche in considerazione dell’emergenza sanitaria che c’è oggi e l’elevato rischio di suicidi.
In concreto si tratterebbe di un corso di “Primo soccorso” della durata di 18 ore, che forniscono tecniche di intervento in presenza di persone colte da un malore. Il corso coinvolgerebbe circa 14 detenuti (uno per ogni sezione) e alla fine del corso verrebbe rilasciata una certificazione.
La proposta ha trovato l’interesse dei detenuti presenti, che condividono l’idea di iniziare la collaborazione con una attività di questa natura. Infine si è concordato di organizzare un altro incontro a settembre per stabilire i prossimi passi da percorrere e decidere in concreto le richieste da presentare alla Direzione della Casa di Reclusione.
 

 

 

 

 


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