Martedì 10 Dicembre 2019
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Domande di Anna, Scuola Media G. Diotti PDF Stampa E-mail
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Caro Carmelo,

sono Anna, della classe terza dell'istituto Scuola Media G. Diotti.
In classe abbiamo parlato dell'ergastolo nelle lezioni di Religione. Ho riflettuto sull'argomento e penso che l'ergastolo non è la giusta strada verso il miglioramento del carattere del condannato e verso lo smaltimento del reato commesso.
Non ha senso punire una persona a vita condannandola all'ergastolo per sempre: è come ucciderla. Infatti, come ha detto anche lei, le persone condannate a tale pena sono morte dentro, vivono soltanto perché respirano e conducono un'esistenza. Più che una vita io la considererei una disperazione e una perdita di fiducia. Infatti, penso che il condannato alla pena d'ergastolo non abbia sempre come scopo quello di migliorare, poiché l'eventuale cambiamento non servirebbe a nulla.
Pensando, infatti, che non si uscirà mai, si ha difficilmente voglia di migliorare.
Secondo me è d'obbligo un'opportunità in più, per vedere se il condannato è cambiato, è pentito, e se è in grado di dimostrarlo.
Lei ha detto che per scontare la pena è necessario mettere qualcuno al proprio posto ... in che senso?
Perché non racconta e non dichiara le azioni commesse?
In casa ho parlato di quest' argomento e ho chiesto ai miei se sono contro all'ergastolo.
La risposta è stata no, poi ci hanno pensato e hanno detto che invece è una
questione interessante su cui si può discutere.
Lei ha detto che gli uomini ombra non hanno né sogni né speranze, ma io
credo che lei le abbia, e che esse l'abbiano portato a combattere contro questa ingiustizia.
Se mi sbaglio, allora vorrei chiederle: che cosa l'ha portato a reagire, a rispondere, e a ragionare sull'ergastolo ostativo, o " pena di morte viva "? Grazie!
Anna, Istituto G. Diotti di Casalmaggiore (CR)

 

1)Lei ha detto che per scontare la pena è necessario mettere qualcuno al proprio posto ... in che senso?
Ho detto che un ergastolano ostativo a qualsiasi beneficio per uscire dal carcere deve collaborare con la giustizia e sostanzialmente mettere in cella un altro al posto suo.
2) Perché non racconta e non dichiara le azioni commesse?
Perché nel nostro Ordinamento giuridico esiste una legge che da la possibilità di difenderti negando di essere colpevole.
E poi perché non lo ritengo giusto che uno Stato di Diritto usa il metodo del medio evo quando ti torturavano fin quando non parlavi.
3) Che cosa l’ha portato a reagire a rispondere, e a ragionare sull’ergastolo ostativo o “Pena di Morte Viva.
L’amore. La speranza per noi non esiste. Non ci rimane che amare lo stesso, ma l’amore mi ha fatto capire che vale ancora la pena di tenere accesa il lume della speranza.
“ (...) Sognava di essere libero e mentre sognava di essere libero Zanna Blu era già libero. Libero di amare”.

Ciao Anna, buona vita e che l’amore sia sempre con te.

 

 

 

 

 


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