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Giustizia: Cancellieri audita il Commissione al Senato; molta attenzione ai figli di detenute PDF Stampa E-mail
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Asca, 26 ottobre 2013

 

Il ministro della giustizia, Annamaria Cancellieri, intervenuta in Commissione per la tutela dei diritti umani, ha posto l'accento sul problema dei minori figli di detenute. In particolare per quelli che si trovano negli istituti penitenziari con le proprie madri sono presenti puericultrici e personale specializzato, affiancati da operatori e volontari, anche per l'accompagnamento quotidiano presso asili nido comunali. In molti casi le Asl e i Comuni si impegnano a garantire l'accoglienza dei minori presso gli asili del territorio anche oltre il limite di età. In tutte le strutture penitenziarie femminili o sezioni femminili di istituto sono presenti servizi educativi per la prima infanzia, nonché - data la percentuale elevata di detenute straniere con prole al seguito - progetti di istruzione, formazione, accompagnamento al lavoro e mediazione linguistico-culturale. Il Ministro ha messo in evidenza l'importanza dei centri a custodia attenuata sul modello dell'ICam di Milano e di quello già realizzato a Venezia. In varie altre regioni sono allo studio strutture di questo tipo. Per i minori con genitori in carcere, l'amministrazione penitenziaria - ha aggiunto - rivolge una particolare attenzione all'insieme delle condizioni in cui i bambini sono accolti nelle occasioni di visita al genitore detenuto, in modo che non sia eccessivamente traumatica. La Cancellieri ha poi rilevato che "il sistema penale della giustizia minorile in Italia è particolarmente apprezzato dall'Unione europea ed è orientato al rispetto dei diritti fondamentali del minore, in modo da evitare o ridurre al minimo il pregiudizio per la positiva evoluzione della personalità del minore". Il Ministro ha affermato che le risorse per la costruzione di Icam sono modeste e la realizzazione di case famiglia può contare esclusivamente su finanziamenti privati e si è augurata che per questo sia definito un emendamento in sede di esame della legge di stabilità. Ha concluso sottolineando che il problema del personale riflette un'effettiva criticità, cui solo parzialmente il previsto reclutamento di 550 nuovi agenti di polizia penitenziaria potrà dare soluzione.

 

 

 

 

 


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