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Alleviare la pena e non farla scontare ai bambini PDF Stampa E-mail
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In Veneto, 1 settembre 2010

Si presentano con un palloncino, un fiorellino, il naso dipinto e piccoli giochi di magia. Da tre mesi a questa parte, e per una volta al mese, i volontari dell'associazione Essere clown Verona, hanno prese a invadere della loro allegria la sala d'aspetto del carcere di Montorio. È lì, dove gli incontri tra familiari non sono sempre facili e l'attesa, specie per i più piccoli, è spesso snervante, che i volontari intendono portare un briciolo di spensieratezza a tutti, agenti compresi.
L'associazione che, con i suoi 70 soci,  ha sede a Sant'Ambrogio di Valpolicella ha raccolto una serie di testimonianze sulle esperienze finora vissute sul blog http://www.essereclownverona.splinder.com/. Sottiletta, Brillantina e Pinky, sono loro, insieme a tanti altri, a parlare con mamme, papà e bambini. Ad ascoltarli e, con un naso rosso alla Patch Adams, coinvolgerli tutti in atmosfere di fantasia e bolle di sapone. Almeno per qualche istante.
E proprio per rendere meno traumatico l'ingresso in carcere ai bambini in visita ai propri genitori, la direzione del carcere ha in progetto uno spazio ludico lor riservato, da realizzare al più presto all'ingresso del carcere. Il direttore della struttura, Antonio Fullone, lo ha ricordato anche in occasione della visita del consigliere regionale Isabella Rauti dei giorni scorsi. “Si tratta di uno spazio pensato per rendere meno traumatico l'impatto dei più piccoli con la struttura”, ha spiegato Fullone, precisando quanto sia importante evitare di estendere la pena anche ai bambini.
 

 

 

 

 


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