Domenica 31 Maggio 2020
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

 

 

Immigrazione: Fiano (Pd); Salvini si rassegni, la Bossi-Fini va cambiata PDF Stampa E-mail
Condividi

9Colonne, 28 dicembre 2013

 

"Salvini si metta il cuore in pace: noi la legge Bossi-Fini la vogliamo cambiare. E con essa vogliamo cambiare la vergogna del reato di clandestinità e il sistema dei Cie, ormai di fatto trasformati in carceri. Il cambiamento della Bossi era sia nel programma di governo di Bersani che nel programma di Matteo Renzi per le primarie, consultazioni alle quali hanno partecipato 3 milioni di persone, e non le poche decine di migliaia delle primarie leghiste. Se non bastassero le ragioni morali per chiedere un cambiamento della legge e delle sue derivazioni, vi è anche da ricordare che la Bossi-Fini è stata bocciata dai fatti. Quella legge non ha affatto raggiunto gli scopi che la destra italiani si prefigurava quando la promulgò". Così in una nota Emanuele Fiano, deputato del Partito Democratico.

 

Alfano: con la sicurezza degli italiani non si scherza

 

"Noi ci muoveremo su due rette parallele: da un lato il rispetto dei diritti umani e della salvaguardia delle persone che cercano libertà e democrazia e dall'altra parte del Mediterraneo hanno la guerra. Per altro verso non si scherza sulla sicurezza degli italiani". Lo dice il vicepremier Angelino Alfano, in un'intervista al Tg1 che andrà in onda alle 20, parlando di politiche sull'immigrazione. "Al Cie di Ponte Galeria in nove che si sono cuciti la bocca, quattro di questi avevano problemi con la giustizia. In Italia uno era già stato perseguito per rapina e lesioni. Con la sicurezza e sulla sicurezza degli italiani non si scherza", aggiunge.

 

Manconi (Pd): ridurre ora tempi permanenza

 

"L'intenzione espressa dal governo di ridurre i tempi di permanenza nei Cie deve essere adottata il più presto possibile. Bisogna tornare agli originari 30 giorni come limite massimo, che in 18 anni sono arrivati fino a 18 mesi". Così il senatore del Pd e presidente della Commissione diritti umani del Senato Luigi Manconi dopo la visita di oggi al centro romano. "I reclusi si trovano in un carcere che non é un carcere, non per decisione di un magistrato, come prevede la Costituzione - ha detto Manconi, bensì di un giudice di pace. È un'altra cosa da cambiare al più presto". Il senatore ha affermato che nei Cie si trovano "nella stragrande maggioranza richiedenti asilo che non hanno commesso alcun reato e che dopo tante sofferenze per arrivare in Italia non capiscono perché si ritrovano reclusi". Manconi ha parlato poi del caso dei due coniugi tunisini Alì e Alia - ribattezzati Romeo e Giulietta - detenuti a Ponte Galeria e che rischierebbero la vita se rimpatriati: i parenti della donna, integralisti, non gradiscono il marito e hanno già seviziato Alia. "Chiederò al Viminale un permesso di soggiorno per ragioni umanitarie", ha detto il senatore democratico.

 

 

 

 

 


Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it