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Immigrazione: manifestazione per chiusura Cie, a Napoli occupata sede della Croce Rossa PDF Stampa E-mail
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www.contropiano.org, 28 dicembre 2013

 

Mentre siamo in procinto di attraversare uno dei Natali più precari della nostra recente storia esplodono, in forma clamorosa, le proteste e le rivolte dei migranti e dei rifugiati nei Cie e nei Cara di tutta Italia. Dopo le vergognose immagini giunte da Lampedusa con i richiedenti asilo sottoposti a trattamenti visti soltanto nei lager nazisti e la rivolta dei rifugiati a Mineo, ora è la volta di Ponte Galeria dove i migranti stanno dando vita ad una estrema forma di protesta: 9 di loro hanno la bocca cucita (altri 4 sono stati espulsi), mentre circa 40 persone rifiutano il cibo, altri le cure mediche, altri tentano il suicidio. Non sopportano le tremende condizioni di sopravvivenza nella reclusione a cui vengono costretti; non sopportano più, soprattutto, di essere detenuti senza aver commesso alcun reato, per aver scelto di cercare nel nostro paese ed in questa "democratica Europa" un presente ed un futuro migliore. Cos'altro deve accadere per far capire a questa classe politica meschina e corrotta che è ora di cambiare veramente le cose? Il fallimento delle politiche securitarie e di segregazione dei migranti è sotto gli occhi di tutti e di tutte. Quanti migranti ancora devono essere seppelliti nei nostri mari prima che vengano buttati giù i muri di questa Europa fortezza? Quanti migranti devono essere ingiustamente reclusi e sottoposti a trattamenti disumani prima che questi lager vengano definitivamente chiusi? Quanti miliardi di euro devono essere ancora sperperati per garantire un sistema che ha come unico scopo quello di far arricchire le solite associazioni e/o cooperative compiacenti e soprattutto rendere i migranti - non cittadini - ultimo anello della catena della precarietà sia nel lavoro che nella vita?

Signori di governo e di partito, non serviranno le vostre false lacrime ed i vostri stupidi proclami a fermare la rabbia e la dignità di chi vuole rompere queste becere catene. Non riuscirete a piegare le lotte dei migranti e dei rifugiati dentro e fuori le mura e le cancellate dei Cara e dei Cie. Non riuscirete ad abbagliare e fermare un movimento che sa bene chi sono i responsabili di tutto questo.

Il problema è la legge Bossi-Fini, certo, ma anche legge Turco-Napolitano. I governi di centro-destra hanno pesantemente peggiorato un sistema legiferato e costruito dai governi di centro-sinistra. Non si chiamavano Cie ma Cpt, ma queste galere costruite per ingabbiare le vite migranti di tanti uomini e di tante donne le hanno realizzate proprio loro. Così come il ricatto di agganciare il permesso di soggiorno al contratto di lavoro. Per queste ragioni, individuiamo nel Pd il vero responsabile di ciò che sta accadendo. Questo partito garante solo degli interessi particolari e forti di chi vuole continuare a sfruttare persone e territori, di chi vuole perseverare, nel nome dell'austerità, a rinchiudere e a cancellare diritti per difendere i privilegi di pochi.

Noi non abbiamo più intenzione di aspettare. Vogliamo una legge organica che garantisca il diritto all'asilo. Vogliamo cancellare la Bossi-Fini senza tornare alla Turco-Napolitano. Vogliamo che vengano immediatamente e definitivamente chiusi Cie e Cara. Vogliamo che venga cancellato qualsiasi legame fra il permesso di soggiorno ed il contratto di lavoro. Vogliamo lo Ius Soli come la possibilità di giungere legalmente e di circolare liberamente in Italia ed in Europa. Vogliamo che venga garantito il diritto all'accoglienza e parità di diritti fra migranti ed autoctoni. Parità di diritti, per andare avanti e conquistare con le nostre lotte, unite e meticce, un presente ed un futuro diversi. Per questo invitiamo tutti e tutte, a vivere questo periodo natalizio come momento di lotta e di riscatto sociale e quindi a manifestare con noi sotto la sede nazionale del Partito Democratico. Portate un cartello, uno striscione, rendete visibile quello che pensate di questi signori. Di fronte a quello che sta accadendo non possiamo rimanere in silenzio.

 

 

 

 

 


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