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Immigrazione: Cie Roma; finita la protesta, gli "ospiti" attendono miglioramento condizioni PDF Stampa E-mail
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di Luca Laviola

 

Ansa, 28 dicembre 2013

 

Anche l'ultimo, Yassin, 23 anni, marocchino, ha scucito le labbra che teneva dolorosamente serrate da giorni. Lo ha fatto per evitare infezioni, ma anche per parlare con il console del suo Paese arrivato oggi al Cie di Ponte Galeria. Nel centro di identificazione romano nel pomeriggio c'erano ancora una quindicina di materassi in cortile per protesta contro i tempi troppo lunghi di permanenza e le condizioni di vita. Ma gli oltre 80 ospiti del Cie avrebbero promesso al deputato del Pd Khalid Chaouki, per gli immigrati l'eroe di Lampedusa, di sospendere ogni azione dimostrativa. "In cambio dell'impegno a un miglioramento delle loro condizioni", ha detto il 31enne onorevole di origine marocchina, che asserragliandosi quattro giorni nel Centro di prima accoglienza (Cpa) di Lampedusa ne ha ottenuto lo sgombero. Secondo il senatore del Pd e presidente della Commissione diritti umani del Senato Luigi Manconi, invece, "i reclusi continueranno lo sciopero della fame e la protesta dei materassi in cortile". Si vedrà in queste ore. Solo due non hanno mangiato stasera, ha riferito il direttore del Cie.

"Bisogna tornare a una permanenza massima di 30 giorni", ha detto Manconi, che sarà di nuovo al Cie a Capodanno per ricevere una lettera per il presidente Giorgio Napolitano. E chiederà un permesso di soggiorno per ragioni umanitarie per Alì e Alia - "Romeo e Giulietta", i coniugi tunisini reclusi a Ponte Galeria che rischiano la vita se rimpatriati a causa dell'ostilità della famiglia di lei. La donna, che alcuni giorni fa ha tentato il suicidio, ha mostrato alle tv le cicatrici delle sevizie subite. A Ponte Galeria oggi sono tornati anche alcuni parlamentari di Sel. "È peggio di un carcere, dove almeno ci sono spazi di socialità - ha detto Chaouki. Sembra Guantánamo, con gabbie altissime e grate che esasperano la situazione. Gli operatori fanno il possibile e hanno un buon rapporto con i reclusi, ma bisogna subito migliorare le condizioni di vivibilità". Il deputato ha polemizzato anche con il ministro dell'Interno Angelino Alfano, che in una intervista ha difeso la legge Bossi-Fini sull'immigrazione e definito "spacciatori" buona parte dei reclusi di Ponte Galeria che si erano cuciti la bocca. "Alfano vuole aprire la caccia alle streghe", ha detto Chaouki.

Il deputato Pd punta alla chiusura dei Cie e dei Cara (Centri per richiedenti asilo) e all'abolizione della Bossi-Fini. Lo ha spiegato a una delegazione di immigrati aderenti ai Movimenti per la casa e antirazzisti ricevuti nella sede del Pd a Roma, mentre un sit-in assediava pacificamente il palazzo. Duecento persone, italiani e stranieri, molti giovani, con manifesti che dicevano 'Chiudere i lager'. I movimenti cercheranno ora di incontrare il segretario del Pd Matteo Renzi. Intanto le proteste contro i Cie si moltiplicano. A Napoli una cinquantina di manifestanti hanno occupato per alcune ore la sede del comitato campano della Croce rossa italiana, chiedendo di chiudere subito i centri di identificazione. A Bari invece la procura ha disposto accertamenti su alcuni ospiti del Cie dopo i disordini della vigilia di Natale provocati da una trentina di migranti all'interno della struttura. Protestavano per la scarsa qualità dei pasti.

 

 

 

 

 


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