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Immigrazione: Kyenge; stiamo affrontando problema Cie. Tosi (Lega): una iattura PDF Stampa E-mail
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Ansa, 29 dicembre 2013

 

"Il ministero degli Interni e il Governo nel suo complesso hanno già cominciato a studiare il problema della chiusura dei Cie". Lo ha detto il ministro dell'Integrazione, Cecile Kyenge, a margine del congresso nazionale dei giovani musulmani in corso a Lignano, precisando che "il governo ha affrontato il tema già nel decreto svuota carceri". Il decreto, secondo quanto riferito dal ministro, ha infatti già previsto l'identificazione dei detenuti, che costituiva il 70% della popolazione all'interno dei Cie. "Questo si farà, come deciso dal Consiglio dei Ministri, all'interno delle carceri piuttosto che far scontare una seconda pena all'interno dei centri", ha concluso Kyenge.

 

Silp-Cgil: diminuire periodo permanenza nei Centri

 

"Quanto affermato oggi dal ministro dell'Integrazione, Cecile Kyenge, a margine del congresso nazionale dei giovani musulmani in corso a Lignano, relativamente all'identificazione dei detenuti all'interno delle carceri piuttosto che far scontare una seconda pena all'interno dei centri", costituisce, secondo il segretario generale del Silp-Cgil, Daniele Tissone, "una misura quanto mai necessaria e in linea con le norme e le circolari vigenti." Secondo Tissone, "le strutture dei centri hanno dato risultati del tutto inefficaci in relazione al contrasto all'immigrazione irregolare considerato che meno della metà delle persone all'interno dei Cie è stata, ad oggi, effettivamente, rimpatriata". Per Tissone, "nelle more di una radicale revisione della materia in ambito legislativo che porti alla definitiva chiusura dei Cie, si rende necessaria - da subito - una diminuzione del periodo di permanenza evitando, altresì, che, uno straniero senza documenti, dopo aver scontato la sua pena in carcere sconti un ulteriore periodo di detenzione presso il Cie in attesa di identificazione; situazioni che, se non affrontate seriamente, rendono quantomeno critiche le condizioni all'interno dei citati centri".

 

Tosi (Lega): la chiusura del Cie è iattura

 

"L'eventuale chiusura del Cie di Lampedusa sarebbe una iattura". A parlare è il segretario della Lega Veneta Flavio Tosi. Il sindaco di Verona dice la sua sulla questione dell'accoglienza ai migranti mentre non si sono ancora placate le polemiche sul trattamento subito dagli "ospiti" del Cie di Lampedusa testimoniato nel video choc che mostrava i profughi nudi e in fila prima di essere sottoposti a quello che i gestori del centro hanno definito un trattamento anti-scabbia. Il segretario della Lega Veneta Flavio Tosi non ha esitato a definire "iattura" la chiusura del centro di accoglienza di Lampedusa. "La riduzione del tempo massimo di permanenza nei Cie e la proposta insensata ed inutile dello Ius Soli sono una iattura per la sicurezza nazionale". Lo sostiene il sindaco di Verona secondo il quale si tratta di "idee demagogiche e attualmente insostenibili che andrebbero solo a generare ulteriore pressione migratoria, a impedire il contrasto all' immigrazione clandestina e a impedire le espulsioni". "I Cie non sono delle galere, come qualcuno vorrebbe far credere - afferma Tosi - ma delle strutture per far sì che ogni clandestino sia accolto e la sua posizione sia valutata singolarmente. Chi definisce questi centri lager o carceri, offende la cultura e la civiltà del popolo italiano e tutti coloro che gestiscono queste strutture esponendosi a dei rischi". "Renzi - prosegue Tosi - accodandosi all'estrema sinistra nel chiedere l'abolizione della legge Bossi-Fini, assume una posizione irresponsabile. Purtroppo però alle dichiarazioni del segretario del Pd segue una campagna mediatica che, partendo dall'episodio del trattamento per la disinfezione degli immigrati fino alla protesta strumentale che ne è seguita, tendono ad associare le due cose affinché l'opinione pubblica sposi una sola tesi. In realtà quello che è successo sull'isola è tutto da verificare".

"Se il Centro di Lampedusa dovesse chiudere - indica l'esponente leghista - verrà nuovamente favorita l'immigrazione clandestina: ogni segnale di debolezza incentiva infatti chi vuole emigrare irregolarmente. Anche i Paesi europei che non si affacciano sul Mediterraneo stanno rivedendo in maniera più restrittiva le loro politiche sull'immigrazione". Per Tosi "sarebbe il caso di prendere atto che oggi il problema fondamentale, che dovrebbe campeggiare tra le prime notizie dei telegiornali e dei quotidiani, è la condizione di vita delle famiglie italiane, la devastante crisi economica che si è trasformata ormai in crisi sociale".

Immediata la replica del deputato Pd e membro della commissione Esteri Khalid Chaouki:"La vera iattura è stata la vostra legge, la Bossi-Fini, peggiorata dal cosiddetto pacchetto sicurezza che ha prodotto migliaia di clandestini e ha visto reclusi nei centri di accoglienza anche i profughi. Questa pessima legge non ha risolto la questione immigrazione e rischia di rendere l'Italia fanalino di coda dei paesi europei in ambito di rispetto dei diritti umani".

 

 

 

 

 


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