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Tempio Pausania: i detenuti di Nuchis protagonisti nel nuovo film di Gabriele Salvatores PDF Stampa E-mail
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La Nuova Sardegna, 29 dicembre 2013

 

È una di quelle storie che a Natale si possono benissimo raccontare. Una storia in cui, in prospettiva almeno, i sogni si possono realizzare. È la storia dei detenuti del carcere di Nuchis che hanno preso parte alle riprese del "filming day" di Gabriele Salvatores, il cui prodotto finito potrà presumibilmente vedersi nel prossimo autunno, a un anno esatto dal giorno in cui pezzi diversi del Paese Italia fecero da comparse e personaggi di un racconto filmico collettivo. Un racconto in cui, grazie ad Alessandro Achenza (referente del progetto in questione) e Carlo Fenu, i detenuti del penitenziario gallurese hanno avuto la loro parte. Un social movie all'interno di un istituto di pena è un fatto di per sé eccezionale, perché, si sa, le porte di un carcere non si aprono tanto facilmente. Achenza (fresco dal successo della prima pubblica rappresentazione della sua neonata compagnia teatrale in carcere) e Fenu hanno reso materialmente possibile l'impresa, portando a termine la consegna affidatagli da Salvatores. Grazie a loro, i detenuti hanno potuto raccontare la loro quotidianità. In un certo senso, si possono considerare dei privilegiati, perché l'onore di far parte del cast di Salvatores è toccato solo ai detenuti di quattro penitenziari italiani. Nuchis ha, per così dire, rappresentato l'intera Sardegna. offrendo microfono e telecamera ai detenuti che si sono lasciati coinvolgere. Per Fenu e Achenza, che con la struttura carceraria dell'alta Gallura hanno da mesi dei rapporti di collaborazione finalizzati alla messa in pratica di specifici progetti culturali, quella di "Life in a day" è stata un'esperienza difficile da dimenticare. "Difficile, se non impossibile da raccontare - dichiara Achenza - anche per il tipo di rapporto che si è creato con i detenuti e per la sinergia con la direzione, la dottoressa Carla Ciavarella, gli educatori e il comandante di polizia penitenziaria". Il valore documentaristico dell'opera viene sottolineato da Fenu, regista e direttore del festival dei cortometraggi dedicato a De André. "Quello che ha preso corpo è stato il racconto di una quotidianità diretta, che i detenuti - afferma Fenu - hanno voluto condividere". Per rivedere il tutto non resta ora che attendere il prossimo autunno, quando, completato il montaggio, Salvatores, Rai e Indiana productions licenzieranno il prodotto e tutti, attori o semplici spettatori, potranno prendere visione di come gli italiani, chi dentro e chi fuori del carcere, vivono e raccontano la loro non sempre facile quotidianità.

 

 

 

 

 


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