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Teramo: incontro in carcere a Natale tra un detenuto e il suo cane PDF Stampa E-mail
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Il Centro, 29 dicembre 2013

 

"Vi scrivo per dirvi che mi hanno fatto il più bel regalo di Natale: per la seconda volta in quattro mesi mi hanno portato in carcere il mio cane Attilla". È così che iniziano le storie belle. O forse è così che dovrebbero essere raccontate: partendo dai pensieri privati che stanno dietro le sbarre.

Come quelli di Lodovico Valentini, da un anno e sette mesi detenuto a Castrogno per truffa e ricettazione, che prende carta e penna e scrive al giornale per raccontare e ringraziare. Raccontare dell'incontro con il suo amico a quattro zampe abbracciato nel giardino di Castrogno alla vigilia di Natale, ringraziare tutti quelli che l'hanno permesso.

"Volevo ringraziare dal profondo del mio cuore il direttore, tutti gli ispettori, in particolare l'ispettore Murroni, gli agenti di polizia penitenziaria e in particolare l'educatrice Cipolla", scrive Valentini, "volevo solo dire che mi hanno fatto il più bel regalo di Natale".

Succede a Castrogno, in uno degli istituti penitenziari più sovraffollati della regione, succede nell'Italia condannata dalla Corte di Strasburgo "per il trattamento inumano e degradante dei detenuti". La richiesta di Valentini, di quelle che non devono passare per i legali ma vengono fatte dai reclusi su appositi modelli dell'amministrazione penitenziaria, è arrivata al direttore Stefano Liberatore che già ad agosto aveva acconsentito ad un altro incontro tra l'uomo e il cane.

"Il carcere deve cambiare", dice Liberatore, "e in questa direzione ci stiamo muovendo. Passo dopo passo. La richiesta di un secondo incontro con il cane è stata accolta nel segno di una continuità di recupero. Perchè è evidente che se il detenuto ha fatto questa richiesta per lui deve significare tanto". Rinascita, possibilità, nuove libertà: tutto sommato non servono altre parole.

 

 

 

 

 


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