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Ostuni (Br): le storie di detenuti escono dal carcere e arrivano in città PDF Stampa E-mail
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di Anna Maria Moro


Asca, 30 dicembre 2013

 

Una serata emozionante dedicata alle voci, che si sono propagate oltre certe mura: quelle del carcere. È andata in scena l'altro ieri (28 dicembre) presso lo store "Made in Carcere" - recentemente inaugurato nei pressi di Piazza della Libertà ad Ostuni - l'iniziativa "Voci - Pensieri, testimonianze, suoni, parole" promossa dall'associazione culturale "Folletti e Folli", dall'associazione Salviamo il Bianco e da "Made in Carcere".

La serata si è articolata nella lettura di alcuni brani - lettere aperte, testimonianze, racconti romanzati - storie sconosciute vissute nei carceri di tutta Italia. Le case circondariali sono state descritte come luoghi in cui soggiornare, più che espiare una pena, luoghi che insegnano a vivere lontano dal superfluo di cui si articola il presente e che insegnano ad amare solo "il necessario". Nonostante la crescita interiore che un carcere può regalare, però, il finale non è mai dei migliori e si finisce sempre per essere giustiziati.

Le letture sono state eseguite dalle voci di Antonella Colucci, Onofrio Fortunato, Dario Lacitignola, Francesca Cavallo e Piero Putignano, accompagnati dalla chitarra di Agnese Germinali. L'evento è stato organizzato "per concentrare l'attenzione su Made in Carcere, sulle detenute, sul mondo carcerario che per molti di noi è completamente sconosciuto - spiega Paolo Pecere dell'associazione Salviamo il Bianco -Noi abbiamo aperto questo negozio credendo nel progetto di Luciana Delle Donne, che è la fondatrice di Made in Carcere, sosteniamo lei in tutto quello che fa e la sua volontà di dare una possibilità alle donne carcerate, per le quali è possibile un reinserimento nella società".

"Ci piaceva l'idea di sostenere l'iniziativa di Made in carcere portando delle letture di testimonianze di carcerati, per far capire e percepire la vita del carcere - spiega Dario Lacitignola dell'associazione culturale Folletti e Folli - Testimonianze, lettere, idee sono state raccolte in pochi giorni, nonostante il poco tempo a disposizione era una volontà comune quella di costruire questo lavoro".

 

 

 

 

 


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