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Pistoia: trasferiti i collaboratori di giustizia, si attenua il sovraffollamento PDF Stampa E-mail
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di Leonardo Soldati


Il Tirreno, 30 dicembre 2013

 

Si attenua il sovraffollamento del carcere di Pistoia, lo segnalava il Garante dei carcerati di Pistoia, Antonio Sammartino, già nella relazione di luglio scorso. Contribuisce il trasferimento dei collaboratori di giustizia in altri istituti, lo spazio liberato ospita adesso i detenuti semiliberi ed altri reclusi lavoranti, costituendo di fatto una sezione a regime detentivo attenuato. Qui è in progetto la realizzazione della nuova biblioteca, più grande ed accessibile a tutti i detenuti, con cinque computer donati dal Comune di Pistoia. I detenuti semiliberi potrebbero poi essere trasferiti in locali del vicino convento dei Frati Cappuccini, in via degli Armeni. Il carcere di Pistoia, dice Sammartino, conferma la tendenza nazionale ad una detenzione di tipo sociale, ovvero con molti reclusi con svantaggi sociali e sanitari.

Al 31 marzo scorso, infatti, su 119 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 74 posti, il 56% sono stranieri in gran parte senza permesso o con permesso scaduto ed impossibilitati a rinnovarlo perché privi di reti parentali di supporto, alcuni con problemi di tossicodipendenza, psichiatrici o con invalidità civile non riconosciuta. Leggendo ancora il rapporto del garante per i diritti dei carcerati, 19 reclusi hanno problemi di tossicodipendenza, di cui solo tre in terapia metadonica, ben 52 in terapia psicotropa, molti positivi al test Mantoux cioè in contatto con il bacillo tubercolare e solo due seguono la profilassi antibiotica, 18 quelli che lavorano di cui 17 alle dipendenze dell'amministrazione penitenziaria ed uno di una ditta esterna. Insomma una situazione sanitaria non certo invidiabile nel carcere. In questi due anni dalla sua istituzione, dunque, il Garante ha lavorato nell'ambito della promozione di attività educative interne, del lavoro esterno e di pene alternative al carcere, in collaborazione con una nuova Direzione più aperta alla città.

Apportate migliorie alla palestra, utilizzata anche per l'attività teatrale, con il finanziamento dell'associazione Lions di Pistoia, ed alla cucina. Attivato un servizio settimanale di mediazione linguistica culturale, per i detenuti di nazionalità araba, rumena ed albanese, avvalendosi di operatori dell'ex Centro Stranieri. Proseguono le attività formative finanziate dalla Provincia, sospese solo d'estate, con una partecipazione dei detenuti ritenuta buona da Sammartino, solitamente presente in carcere ogni venerdì pomeriggio per le funzioni di osservanza e vigilanza previste dall'apposito regolamento comunale. I suoi colloqui con i detenuti sono passati da quattro-cinque iniziali a dieci-undici. Affisso in una bacheca accessibile a tutti un opuscolo informativo sui compiti del Garante, tradotto in arabo, rumeno ed albanese. Nelle richieste prevalgono la residenza anagrafica e la visita per l'invalidità civile (l'ambulatorio medico è sprovvisto di collegamento Internet, sebbene necessario per le richieste all'Inps). Fornita assistenza tecnica per la compilazione di ricorsi alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (Cedu) ed ottenuto un volontario dell'Ufficio Esecuzione Penale Esterna (Uepe) in supporto alle attività di volontariato interne. Grazie ad una raccolta fondi della sezione Soci Coop di Pistoia, sono stati acquistati prodotti per l'igiene personale e la pulizia delle celle per i detenuti indigenti. E parlando della mensa carceraria c'è la notizia che è stato ripristinato l'assaggio delle pietanze da parte del direttore del carcere, dopo la segnalazione della scarsa qualità del cibo da parte di detenuti con presunti casi di dissenteria.

 

 

 

 

 


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