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Lettere: ministro, riconsideri il trasferimento del direttore del carcere Marassi PDF Stampa E-mail
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Ristretti Orizzonti, 30 dicembre 2013

 

Gent.ma Sig.ra Ministro, mi chiamo Milò Bertolotto, sono stata assessora al personale, politiche della sicurezza e informatica della Provincia di Genova fino alla scadenza del mandato della Giunta di Alessandro Repetto nel 2012. In quegli anni Lei era Prefetto di Genova ed ho avuto occasione di conoscerLa ed apprezzare il Suo lavoro. Tra le mie numerose deleghe ne ho avuto una, quella alle carceri, che mi ha più delle altre appassionato e impegnato. Già nel mandato precedente (2002-2007) in qualità di consigliera provinciale mi era stata affidata la delega alle carceri. È stato così che nel 2003 ho conosciuto il Direttore di Marassi, Salvatore Mazzeo, appena insediatosi. Conoscevo il carcere di Marassi dal 1998 per avervi realizzato un progetto di educazione alimentare nella Sezione a Custodia Attenuata e la situazione molto critica dell'istituto, sia per gli operatori sia per le persone detenute, mi era ben chiara.

Tutto questo per dire che parlo a ragion veduta: ho constatato personalmente come la direzione del dott. Mazzeo abbia trasformato positivamente quel carcere, pur perdurando le condizioni di sovraffollamento e le altre carenze strutturali che lo caratterizzano. Considerazioni che Lei stessa ha esplicitato pubblicamente in occasione della Sua visita a Marassi nel settembre di questo anno. Nel corso di 10 anni ho avuto molte occasioni di collaborare con il dott. Mazzeo perchè molti sono stati i progetti che la Provincia di Genova ha sostenuto e realizzato a favore delle persone detenute a Marassi (così come a Pontedecimo e a Chiavari).

Ho atteso qualche giorno prima di scriverLe personalmente perchè si "sgonfiasse" la bolla mediatica che ha investito il Direttore Mazzeo a causa delle sue dichiarazioni rilasciate a caldo a seguito dell'evasione di Bartolomeo Gagliano.

Mi auguro vivamente che anche Lei abbia avuto il tempo di riflettere sulla vicenda e soprattutto sull'assoluta sproporzione tra quanto dichiarato dal dott. Mazzeo e la sanzione disciplinare che sembra debba portare ad una sua rimozione dalla direzione di Marassi. Da assessora al personale prima di rimuovere un dirigente e spostarlo ad altro incarico nel caso si fossero verificate mancanze anche gravi ho sempre approfondito la questione con il diretto interessato, considerando in primo luogo il curriculum della persona ed i risultati ottenuti. Mi ha dunque molto stupito e sconcertato apprendere dalle Sue parole che un eventuale trasferimento sarebbe motivato dal discredito alle Istituzioni e dall'allarme sociale che le dichiarazioni del dott. Mazzeo avrebbero procurato. Chi si occupa di carceri come me da molti anni sa bene che il tema è quanto mai impopolare e che l'allarme sociale è costantemente in agguato, alimentato dai mass media e da una sotto cultura molto diffusa che vorrebbe i colpevoli di reato in carcere per poi ... "buttar via la chiave".

Lei, da Ministro, sta cercando di introdurre norme che vadano nel segno opposto, Salvatore Mazzeo lo fa da molti anni sul campo e questo gli viene riconosciuto da più parti: davvero, secondo Lei, una dichiarazione incauta rilasciata in un momento molto difficile è sufficiente per buttare a mare il grande lavoro di anni e anni?

Quanto al discredito delle Istituzioni, avendone fatto parte a lungo, ritengo siano ben altre le ragioni che inducono i cittadini a non avere più fiducia nelle Istituzioni e nei loro rappresentanti. Lei ha avuto occasione di verificarlo personalmente in tempi recenti e mi stupisce davvero, perdoni la franchezza, che nel caso del Direttore Mazzeo decida di usare pesi e misure diversi. Confidando in un Suo ripensamento, La saluto cordialmente e Le auguro buon lavoro.

Milò Bertolotto

 

 

 

 

 


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